catamarano

Negli ultimi decenni sta prendendo piede in quasi tutti i settori navali – civili, militari e sportivi – un nuovo tipo di imbarcazione dalla forma “strana”: il catamarano. Si tratta di un'imbarcazione multiscafo, caratterizzata cioè dalla presenza di due diversi scafi collegati tra loro tramite una struttura detta "ponte". Ma per quale motivo ha una forma così particolare? E quali sono le sue principali caratteristiche?

Com'è fatto e come funziona il catamarano

Il catamarano è un natante provvisto di due scafi, i quali sono collegati da una struttura definita “ponte”. Il carico utile (merci, persone, mezzi) si distribuisce su tutto il ponte e su entrambi gli scafi. Due sono le caratteristiche fondamentali del catamarano: stabilità (in questo caso stabilità di forma dovuta alla geometria) e velocità.

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in foto: Un catamarano attraccato al molo Beverello di Napoli. Credit: Dr.Conati

La stabilità è dovuta al distanziamento dei due scafi: quanto più sono lontani tra loro, tanto più sarà stabile l'imbarcazione. Questo – talvolta – permette al catamarano di poter uscire in mare anche quando, a causa del maltempo, altre imbarcazioni restano all’ormeggio. La velocità è dovuta anch’essa alla particolare forma dell'imbarcazione: i due scafi distanziati con un forte allungamento permettono un minore pescaggio e quindi una sensibile riduzione della resistenza idrodinamica. Minore resistenza idrodinamica, tra l'altro, vuole dire anche minori consumi.

L'origine del catamarano

Il concetto di catamarano moderno ha delle origini antichissime: questo tipo di natante prende ispirazioni dalle imbarcazioni usate in un primo momento dalla antica dinastia Tamil (India del sud) dei Chola fin dal V secolo a.C.. La parola catamarano deriva infatti dalla lingua tamil: kattu "legare" + maram "albero". Questo tipo di imbarcazione, nel corso dei secoli, si è diffuso il tutto il sud-est asiatico e nel sud dell'oceano Pacifico, soprattutto in quegli arcipelaghi costellati da piccole isole.
La larga diffusione del catamarano nel corso dei secoli è legata alle sue caratteristiche tecniche e costruttive, come il fatto di essere un‘imbarcazione veloce e stabile e che la sua costruzione permetta di risparmiare legname. La soluzione geometrica di queste prime imbarcazioni, però, ha di contro la presenza di spazi estremamente ristretti che permettono di trasportare solo un paio di persone o piccolissimi carichi.

Credit: Ohanahoe
in foto: Credit: Ohanahoe

La scoperta da parte degli europei del catamarano è avvenuta a Tonga nell’Oceano Pacifico, e solo nel 1947 i fratelli Francis e Roland Prout lo presero come ispirazione per creare il primo vero catamarano moderno.

Utilizzo del catamarano moderno

Il catamarano non è adatto ai grandi trasporti cargo (abbasserebbe troppo la linea di galleggiamento) ma viene solitamente utilizzato per trasporti leggeri a breve/medie rotte. Queste imbarcazioni appartengono alla categoria HSC (High Speed Craft) visto che permettono di ridurre i tempi di traversata rispetto ai traghetti tradizionali: questo è possibile anche grazie a una propulsione a idrogetti e ad un minore attrito sull'acqua, riuscendo a raggiungere velocità comprese tra i 35 e i 45 nodi (cioè tra i 65 e gli 85 km/h circa).

In Europa, e anche in Italia, questi natanti si stanno diffondendo a macchina d’olio, soprattutto nei collegamenti da e per le isole. Il primato in Europa spetta alla compagnia Maltese Virtu Ferries Limited, che ha in flotta i catamarani più grandi al mondo e che effettua collegamenti con l’Italia, in particolar modo la Sicilia.

Un catamarano della Virtu Ferries. Credit: Bahnfrend.
in foto: Un catamarano della Virtu Ferries. Credit: Bahnfrend.
Articolo a cura di
Roberto Manzo