0 risultati
video suggerito
video suggerito
6 Ottobre 2026
16:15

Chi sono i testimoni di Geova e in cosa credono: le regole del movimento religioso cristiano

Capita a tutti di ricevere visite, in genere indesiderate, di persone che propongono di parlare della Bibbia e del “Regno di Dio”. Per i testimoni di Geova, movimento religioso cristiano e teocratico infatti, il proselitismo porta a porta è fondamentale. La loro dottrina, però, è molto più estesa e considera la Bibbia la maggiore autorità in materia di fede.

Ti piace questo contenuto?
Chi sono i testimoni di Geova e in cosa credono: le regole del movimento religioso cristiano
Immagine

I testimoni di Geova sono una confessione cristiana millenarista e restaurazionista, presente in oltre 200 Paesi del mondo. Nel complesso, stando ai dati ufficiali del movimento teocratico, si contano più di nove milioni di predicatori attivi (250.000 in Italia), ai quali vanno aggiunti altri fedeli non attivi. I testimoni di Geova credono nello stesso dio del cristianesimo, ma rifiutano i riti e una parte delle credenze delle altre confessioni cristiane. Seguono una rigida morale in tema di sesso e intrepretano i testi sacri in maniera rigida. Sono inoltre noti per rifiutare, sulla base di alcuni passi della Bibbia, le trasfusioni di sangue. Su questo aspetto, però, la dottrina è in evoluzione e di recente le trasfusioni sono state accettate, seppure con alcuni limiti.

Chi sono i testimoni di Geova e in cosa credono

I testimoni di Geova sono una confessione religiosa cristiana. Seguono una dottrina millenarista, nel senso che aspettano l’avvento del regno di Dio sulla Terra, e restaurazionista, perché intendono restaurare il cristianesimo delle origini, ritenendo che le Chiese attuali si siano allontanate dagli insegnamenti originari di Gesù e degli apostoli. Dal punto di vista della teologia, credono in un dio onnipotente, che chiamano Geova, ma, a differenza di altre confessioni cristiane, non credono nel principio della Trinità e ritengono che Gesù non sia un dio, ma un figlio creato da Dio. Credono nella Bibbia, che considerano ispirata direttamente da Dio, e la interpretano in maniera molto rigida.

Al mondo i testimoni di Geova sono circa 9,2 milioni (includendo nel numero solo i predicatori attivi), dei quali circa 250.000 in Italia. Esistono inoltre altri milioni di simpatizzanti del movimento, ma la cifra esatta non è nota.

Congresso di Testimoni di Geova a Milano nel 2023 (Wikimedia Commons)
Congresso di Testimoni di Geova a Milano nel 2023 (Wikimedia Commons)

Il nome testimoni di Geova deriva dalla Bibbia: Geova non è altro che il nome del dio biblico YHWH; la parola «testimoni» deriva da un passo del libro di Isaia (43:10), nel quale Dio dice ai fedeli «voi siete i miei testimoni».

I testimoni di Geova non riconoscono riti come la messa, ma si riuniscono nei loro locali, noti come Sale del Regno, per le adunanze, nel corso delle quali recitano preghiere collettive e commentano i testi biblici.

Non celebrano le principali ricorrenze cristiane, come Pasqua e Natale, ritenendo che non abbiano fondamento nei testi sacri, e rifiutano il culto delle immagini e dei santi, rivolgendo le loro preghiere direttamente a Geova. Dei sacramenti, ammettono solo il battesimo.

Il proselitismo: perché vanno casa per casa

I testimoni di Geova sono noti per il loro proselitismo: sono soliti predicare casa per casa o, ancora più spesso, allestendo in luoghi pubblici banchetti per la distribuzione delle loro pubblicazioni. Anche in questo caso, traggono ispirazione dai testi sacri, in particolar modo dal Nuovo testamento, nel quale si trovano vari riferimenti alla predicazione porta a porta e alla necessità di fare discepoli.

Predicazione a domicilio (Wikimedia Commons)
Predicazione a domicilio (Wikimedia Commons)

La forma più invadente di proselitismo è quella delle visite in casa, che spesso sono rifiutate da chi le riceve e considerate una indebita intrusione nella propria privacy. I testimoni di Geova, del resto, sono addestrati ad allontanarsi, senza insistere, in caso di rifiuto. Nei casi in cui la persona alla quale fanno visita si mostra interessata, in genere propongono una conversazione sulla Bibbia o lasciano pubblicazioni.

Regole e divieti del movimento religioso: le trasfusioni di sangue

Seguendo una morale molto rigida, i testimoni di Geova devono rispettare numerosi divieti. Per esempio, non possono sposarsi con persone non appartenenti alla comunità, non possono portare le armi e prestare servizio militare, non possono candidarsi alle elezioni, non possono avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio.

Uno dei divieti che meglio identificano i testimoni di Geova è quello delle trasfusioni di sangue. Anch’esso deriva dall’interpretazione di alcuni passi biblici, che prescrivono di «astenersi dal sangue» come Genesi 9:4, Levitico 17:10-14 e Atti 15:28-29. I testimoni di Geova ritengono che questo divieto riguardi anche l’introduzione di sangue nell’organismo. La questione ha avuto particolare rilevanza sul piano medico e giuridico nei casi riguardanti minori e situazioni di emergenza.

In Italia un caso spinoso avvenne nel 2019: i genitori di una bambina di 10 mesi, vittima di una caduta dichiararono di non accettare la trasfusione, necessaria per poterla operare, nonostante la figlia rischiasse seriamente di morire. I medici si rivolsero ai carabinieri, che a loro volta contattarono il tribunale per minorenni. Il giudice, sulla base del fatto che l’interesse del bambino ha priorità rispetto alle convinzioni dei genitori, limitò la potestà e permise alla bambina di essere operata e salvarsi (la trasfusione, per altro, non fu effettuata perché non si rivelò più necessaria).

Recentemente, però, la dottrina dei testimoni di Geova sulle trasfusioni è cambiata: il 18 settembre 2026 il Corpo direttivo del movimento ha annunciato di aver revocato il divieto assoluto di trasfusione dei singoli componenti del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine). Ora ogni fedele può decide personalmente se accettarle o rifiutarle. Resta invece vietata la trasfusione di sangue intero.

Breve storia dei testimoni di Geova

Il movimento dei testimoni di Geova è nato negli Stati Uniti, in Pennsylvania, negli anni ’70 dell’Ottocento, nell’ambito della fioritura di movimenti evangelici che predicavano il ritorno alla purezza delle origini del Cristianesimo. Principale promotore fu il predicatore Charles Taze Russell, che organizzò i primi gruppi di studio della Bibbia e nel 1879 fondò la rivista Zion’s Watch Tower (La Torre di guardia di Sion, oggi solo La Torre di guardia). Nel 1881 più fu costituita la Watch Tower Bible and Tract Society. Negli anni seguenti il movimento iniziò a espandersi anche al di fuori degli Stati Uniti, in particolare in Canada e nel Regno Unito. Nel 1900 fu inaugurata una sede della Watch Tower Society a Londra.

Charles Taze Russell (Wikimedia Commons)
Charles Taze Russell (Wikimedia Commons)

Il movimento fu guidato da Russell fino alla morte, avvenuta nel 1916. In seguito la guida passò a un altro predicatore, Joseph Franklin Rutherford, che rafforzò la struttura organizzativa e intensificò l’attività di predicazione. Nel 1931 il movimento assunse ufficialmente il nome di «testimoni di Geova» e nei decenni successivi promosse una capillare attività missionaria, dotandosi di una struttura verticistica e centralizzata

Oggi i testimoni di Geova sono presenti in numerosi Paesi: oltre che negli Stati Uniti – dove c’è la comunità più numerosa, con oltre 1.200.000 seguaci – gruppi numerosi si trovano in Messico, in Brasile, in alcuni stati africani come Repubblica democratica del Congo, Nigeria e Zambia e, come abbiamo visto, anche in Italia. Al vertice del movimento c’è il Corpo direttivo, che ha sede a Warwick, negli Stati Uniti.

Fonti
Jehovah’s Witnesses Watchtower Bible and Tract Society Sito ufficiale Corriere della Sera
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views