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14 Febbraio 2026
18:30

La statua più alta d’Italia è il Colosso di San Carlo Borromeo ad Arona, di 35 m di altezza

Il colosso di San Carlo Borromeo, ad Arona, con i suoi circa 35 metri di altezza non è solo la statua più alta d'Italia ma anche una tra le più alte al mondo ad essere visitabili internamente - tanto da avere ispirato la sua Statua della Libertà.

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La statua più alta d’Italia è il Colosso di San Carlo Borromeo ad Arona, di 35 m di altezza
Immagine
Il Colosso di San Carlo di Arona, che ha ispirato la Statua della Libertà di New York

Il Sancarlone, o più correttamente il colosso di San Carlo Borromeo, è la statua più alta d'Italia: misura complessivamente 35,1 metri, di cui 23,40 di statua rivestita in rame e 11,70 di piedistallo. Si trova ad Arona, in Piemonte, sul Lago Maggiore, ed è una delle statue visitabili all'interno più alte del mondo! Ma non solo: è stata addirittura presa come ispirazione per la Statua della Libertà.

Le caratteristiche del Colosso di San Carlo Borromeo ad Arona: 35 m di altezza

L’opera è stata realizzata tra il 1624 e il 1698 dagli scultori Siro Zanella e Bernardo Falconi su un progetto di Giovan Battista Crespi. La statua si regge in piedi grazie a un sostegno interno fatto di pietra, mattoni e ferro, mentre l’esterno è costituito da lastre di rame, molto sottili e leggere, che sono state battute a martello direttamente sulla struttura di supporto e riunite insieme per mezzo di chiodi e tiranti. Il braccio, realizzato nell’atto di benedire, è costituito da una struttura metallica, concepita per resistere ai venti della zona.
Ad oggi, come anticipato, questo colosso da 35 metri circa è visitabile e si trova proprio presso il Piazzale San Carlo, ad Arona.

Il Sancarlone e la Statua della Libertà

Frédéric Auguste Bartholdi, lo scultore che si occupò della realizzazione della Statua della Libertà, cercò di capire come costruire una statua alta decine e decine di metri. La soluzione fu quella di realizzare una struttura con un rivestimento in fogli di rame battuto: è qui che entra in gioco un monumento italiano. Bartholdi si recò infatti ad Arona per studiare da vicino il Sancarlone, deciso a realizzarne una versione alta più del doppio e che avrebbe dovuto resistere a venti anche più forti. Per farlo si fece aiutare da Eugène Viollet-le-Duc, un suo ex-professore di architettura. Sfortunatamente però, Le Duc si ammalò e morì in breve tempo. A questo punto della storia fa la sua comparsa il nostro caro amico Gustave Eiffel, che suggerì di utilizzare la tecnica della struttura reticolare, dando vita alla Statua della Libertà che ancora oggi tutti conosciamo e ammiriamo.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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