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Il Monte Aso è uno stratovulcano attivo che si trova in Giappone, nella prefettura di Kumamoto. Oggi, 20 ottobre 2021, il vulcano ha eruttato alle 11.43 (ora locale), allarmando la popolazione locale. Il cratere coinvolto nell'eruzione è il Nakadake e la nube di cenere che si è sprigionata ha già raggiunto i 3500 m di altezza. Al momento non si segnalano vittime ma l'attenzione resta alta e, per sicurezza, il livello di allerta è stato alzato dal governo giapponese dal livello 2 al livello 3.  Ma cosa comporta questa allerta? E cosa sappiamo nel dettaglio su questa eruzione?

L'eruzione del Monte Aso

Alle 11.43 ora locale (4.43 italiane) del 20 ottobre si è verificata un'eruzione al cratere Nakadake sul Monte Aso. Le prime stime riportano un'altezza della colonna eruttiva pari a circa 3500 metri dal cratere e il flusso piroclastico è sceso a valle per circa 1 km. Pochi minuti dopo l'eruzione, alle 11.48, il livello di allerta è stato cambiato da 2 a 3, come riportato dal bollettino della Japan Meteorological Agency (JMA). Nonostante possa sembrare poco, consideriamo che la scala di allerta va dall'1 al 5 e il terzo valore comporta un divieto di avvicinarsi non solo al cratere ma a tutta l'area coinvolta dall'eruzione. Il pericolo – come segnalato dalle autorità – è legato al lancio di blocchi e alla presenza di flussi piroclastici, in modo particolare entro un raggio di 2 km dal cratere del vulcano. Anche i paesi che dovessero trovarsi sottovento devono prestare attenzione non solo alla cenere e ai gas vulcanici, ma anche alle piccole fontane di lava che possono essere spazzate dal vento.

Sul sito dell'Agenzia Meteorologica Giapponese è anche presente una mappa che permette di valutare la posizione della nube di cenere nel tempo e quindi di capire, in modo indicativo, quali aree potrebbero essere interessate da caduta di ceneri da qui alle prossime ore. Quello che si vede è che complessivamente la nube tenderà a spostarsi progressivamente verso nord e nell'immagine sottostante si vedono bene le aree previste di ricaduta delle ceneri vulcaniche (quelle in grigio) e quelle invece interessate da caduta di lapilli (in rosso).

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in foto: Nube di cenere del vulcano Aso (credit: JMA).

Come si è formato il Monte Aso?

Il vulcanismo in Giappone è cosa ben nota: il Paese vanta infatti la bellezza di ben 111 vulcani attivi, in proporzione circa 10 volte di più rispetto a quelli italiani! Ma come mai ci sono così tanti vulcani?
Semplice! Il Giappone si trova nel punto di contatto tra ben quattro placche tettoniche: quella Pacifica, quella Filippina, quella Euroasiatica (rappresentate in parte dalle linee blu e verdi).

Posizione dei margini di placca: in verde i margini estensionali; in blu i margini compressivi. Credit: Google Earth
in foto: Posizione dei margini di placca: in verde i margini estensionali; in blu i margini compressivi. Credit: Google Earth

Nel caso specifico del Monte Aso (visibile nell'immagine sottostante all'interno del cerchio nero) la sua formazione è legata dalla subduzione della placca Filippina al di sotto di quella Eurasiatica. Più in generale, possiamo dire che il vulcano si trova lungo la famosa "cintura di Fuoco" del Pacifico, cioè l'area lungo la quale sono concentrati 3/4 di tutti i vulcani del pianeta.

Secondo il Geological Survey of Japan, il Monte Aso si è formato circa 300 mila anni fa. Oggi sulla sua sommità è presente una caldera di 25 x 18 km, cioè una depressione che si genera in seguito al collasso della porzione superiore dell'edificio vulcanico. Questo collasso probabilmente è stato causato da una forte eruzione verificatasi attorno ai 70-80 mila anni fa. All'interno di questa caldera si sono sviluppati tutta una serie di coni vulcanici e uno di questi, il Nakadake, è quello coinvolto nelle eruzioni di oggi, 20 ottobre 2021.

Cosa sappiamo sulle eruzioni passate del vulcano? La prima eruzione documentata risale – stando ai database della JMA – all'anno 854 mentre l'ultimo ciclo eruttivo si è aperto nel 2019. Anche in quel caso il cratere coinvolto fu il Nakadake e l'eruzione durò dal 7 ottobre 2019 al 20 maggio 2020, con sporadici eventi fino alla fine di giugno. Fortunatamente si trattò di un'eruzione modesta, senza emissione di grandi blocchi vulcanici o flussi piroclastici sui suoi versanti.

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in foto: Distribuzione dei 111 vulcani attivi in Giappone (Fujita et al., 2020).

Bibliografia
Fujita, Eisuke, Hideki Ueda, and Setsuya Nakada. "A New Japan Volcanological Database." Frontiers in Earth Science 8 (2020): 205.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli