
Quando stiriamo i vestiti stropicciati e vediamo le pieghe sparire nel nulla, stiamo osservando un insieme di fenomeni chimico-fisici dovuti alla combinazione di due fattori, uno legato alla temperatura e uno legato all’acqua. La presenza di calore e vapore assieme assieme fa sì che essi possano agire sulla struttura delle fibre tessili, rendendole temporaneamente più morbide e capaci di cambiare forma. Sotto pressione del ferro da stiro o gravità, le fibre si riorientano e, raffreddandosi e asciugandosi, i legami si riformano nella nuova configurazione liscia, eliminando le pieghe. Le pieghe non sono infatti semplici segni superficiali, ma il risultato di deformazioni interne delle fibre, mantenute da legami chimici che si possono indebolire e riformare grazie all’azione del vapore caldo.
Le pieghe: cosa succede dentro un tessuto
Un tessuto, come il cotone di una camicia, è fatto da fibre composte da lunghe catene polimeriche, per esempio di cellulosa. Parliamo di polimeri: lunghe molecole capaci di esibire, in un materiale, particolari proprietà come flessibilità, durezza, ecc… Esempi classici di materiali polimerici sono diversi tipi di plastica, gomma, o proprio fibre tessili dei tessuti (che siano naturali come il cotone o sintetiche come il nylon).
Le catene polimeriche delle fibre tessili sono tenute insieme da legami intermolecolari, veri e propri “ponti chimici” tra una catena polimerica e l’altra. Quando un capo viene piegato, schiacciato o lasciato asciugare in una posizione con una piegatura scomoda (per esempio spiegazzato dopo la lavatrice), questi “ponti” si riorganizzano nella nuova forma “storta” e la piega rimane visibile una volta asciutta. Questo fenomeno prende il nome di “crease formation” (formazione della piega): una deformazione meccanica che diventa stabile (e permanente) quando il tessuto è asciutto e freddo.
Come il vapore agisce sui tessuti: calore + acqua
Il vapore del ferro da stiro non è altro che acqua allo stato gassoso ad alta temperatura proveniente dall’evaporazione dell’acqua distillata (priva di ioni – solo H2O) che carichiamo inizialmente nel ferro da stiro. Quando entra in contatto con il tessuto, avvengono tre passaggi fondamentali:
- penetrazione nel tessuto. Il vapore caldo si introduce negli spazi tra i fili e all’interno delle fibre, condensando parzialmente: in questo modo distribuisce nel tessuto acqua e, soprattutto, trasmette calore in modo uniforme;
- il calore aumenta la “plasticità” delle fibre. L’energia termica contenuta nel vapore ad alta temperatura fa vibrare maggiormente le catene polimeriche, rendendole meno rigide e più mobili, un po’ come quando la cera di una candela passa da dura a molle con il calore della fiamma;
- l’acqua indebolisce temporaneamente i legami intermolecolari. Entrano in gioco le molecole di H2O che si inseriscono tra le catene polimeriche e riducono la forza dei ponti chimici tra le catene – in particolare legami a idrogeno -, complici di mantenere la struttura della fibra, quindi la piega.

In questo stato in cui le fibre sono rilassate/malleabili, basta poca pressione (la piastra del ferro da stiro) per riportare il tessuto in una forma più piatta. Quando il vapore si allontana, il tessuto si raffredda e si asciuga. A quel punto, i ponti chimici si riformano nella nuova configurazione liscia, quasi come se si dimenticassero delle precedenti pieghe. È proprio questo il “trucco” del ferro da stiro: sfruttare la maggior lavorabilità di una fibra in determinate condizioni per ottenere la “configurazione tessile”, ciò che ricerchiamo. Il risultato? La piega è sparita e il tessuto mantiene la nuova forma liscia.
E se usassimo solo il ferro da stiro senza vapore?
Non otterremmo il risultato sperato: il solo calore è meno efficace. Senza vapore le fibre possono diventare sì più calde, ma restano relativamente rigide. Il vapore, invece, combina trasferimento di calore e di acqua e, intervenendo anche sui “ponti chimici” come il legame a idrogeno, riesce a impartire alle fibre la mobilità sufficiente per rimuovere le pieghe indesiderate con un’azione di pressione come il passaggio del ferro da stiro. Di conseguenza, la sola alta temperatura non è sufficiente per ottenere l’effetto voluto, come una camicia perfettamente stirata e senza pieghe.