
Com'è possibile permettere alle persone ipovedenti o non vedenti di leggere e scrivere? È la domanda che nella prima metà dell'Ottocento si pose Louis Braille (1809-1852), non vedente dall'infanzia e inventore dell'alfabeto che porta il suo nome e che permette a milioni di persone di poter comunicare attraverso il tatto. Il Braille, infatti, è un sistema internazionale di scrittura e lettura tattile che consente a individui ipovedenti (cioè con un senso della vista molto limitato) o non vedenti di scrivere e leggere facilmente. Vista l'importanza del codice, il 4 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale dell'alfabeto Braille mentre il 21 febbraio è la Giornata Nazionale del Braille, istituita in Italia con la legge del 3 agosto 2007.
Il Braille è costituito da una serie di simboli contraddistinti da sei punti disposti su tre righe e due colonne a formare una matrice 3×2. Ogni sequenza di simboli è realizzata in rilievo o incisa nei materiali in cui viene scritta e ogni simbolo è identificato da una precisa combinazione di puntini, segnalati in modo diverso rispetto agli altri (riproducendo un maggiore rilievo o una maggiore rientranza). In questo modo risulta unico e inequivocabile quando gli si passa sopra con i polpastrelli delle dita.

Semplificando, c'è un simbolo per ogni lettera dell'alfabeto e ci sono anche dei simboli per le vocali accentate e i principali segni di punteggiatura. Esistono poi altri due simboli speciali: uno va premesso ai numeri, per i quali poi si usano gli stessi simboli delle lettere dalla A alla J (dove la A corrisponde all'1, la I al 9 e la J è lo 0); l'altro va invece premesso alle parole la cui prima lettera è una lettera maiuscola, proprio per indicare questa particolarità.
Qui sopra vedete un'immagine con i principali simboli (su 64 combinazioni possibili) del codice Braille e la loro corrispondenza con l'alfabeto latino. Grazie a essa dovreste essere in grado di risolvere l'enigma nella copertina di questo articolo riportato qui sotto.

Se non avete voglia di provarci, eccovi la risposta: Napoli Sotterranea.