Napoli sotterranea

Forse non tutti lo sanno, ma sotto la città di Napoli esiste una fitta rete di corridoi, gallerie e stanze che copre una superficie di circa 2 milioni di m2! Parliamo proprio di Napoli sotterranea, un labirinto di passaggi costruiti all'interno di materiale vulcanico. E non di un materiale vulcanico qualsiasi, ma di quello emesso durante alcune tra le eruzioni più forti che il Mediterraneo abbia mai visto! Allacciate le cinture e preparatevi per un viaggio sotto terra alla scoperta di questo itinerario unico nel suo genere.

Origine geologica

La roccia nella quale è scavata la Napoli sotterranea, come abbiamo anticipato, non è una "roccia qualsiasi" ma è il risultato di alcune tra le più violente eruzioni vulcaniche mai avvenuta nel bacino mediterraneo. Una di queste è l'eruzione della caldera dei Campi Flegrei avvenuta circa 39 mila anni fa e passata alla storia come "eruzione dell'ignimbrite campana". L'eruzione fu talmente grande che le sue ceneri sono state ritrovate dal Mar Tirreno al Mar Mediterraneo orientale, fino addirittura in Russia. I flussi piroclastici probabilmente interruppero completamente il ciclo vitale nel raggio di oltre 100 km e l’eruzione causò rilevanti perturbazioni climatiche estese all’intero pianeta.

Si stima che questa fase di flussi piroclastici durò circa 7 ore; pensate che vennero emessi 67 km3 di magma! Sono tanti? Pochi? Per darvi un termine di paragone, la famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano emise volumi dell’ordine di 6-8 km3. Al termine dell'eruzione due terzi circa della Campania apparvero ricoperti da una coltre di tufi spessa fino a 100 m. Da segnalare anche come 15 mila anni fa una seconda eruzione (conosciuta come "eruzione del tufo giallo napoletano") abbia aggiunto altro tufo al di sopra di quello già depositato.

È proprio in questo spesso strato di roccia formatosi soprattutto durante queste due eruzioni che sono stati scavati tutti i cunicoli sotterranei di Napoli!

Ignimbrite Campana
in foto: Eruzione dell’ignimbrite campana (credit: INGV).

Storia di Napoli sotterranea

Tolte le prime tracce di scavo, che risalgono a circa 5000 anni fa, possiamo dire che i primi cunicoli di dimensioni rilevanti sono da attribuire ai Greci attorno al III secolo a.C. La roccia era infatti sufficientemente tenera per essere cavata con facilità ed essere poi usata come materiale da costruzione.

Una seconda fase di grande sviluppo di Napoli sotterranea è invece dovuta ai Romani, quando decisero di dotare la città di un'importante rete di acquedotti. Questi erano alimentati in parte da condotti sotterranei, scavati sotto forma di cunicoli poco più larghi di una persona e capillarmente distribuiti in tutta la città. È grazie a questi cunicoli che le fontane e le abitazioni romane potevano attingere all'acqua potabile! Pensate che su alcune pareti delle gallerie sono ancora visibili tracce di intonaco idraulico, cioè il materiale utilizzato dai romani per impermeabilizzare queste condotte!

Con il progredire dei secoli la città di Napoli si è espansa sempre più, fino al punto in cui si decise di smettere di scavare nuovi cunicoli e cisterne. Siamo all'inizio del ventesimo secolo e proprio in quegli anni venne dismessa l'enorme rete sotterranea che si estendeva per oltre 2 km2! Questo labirinto scavato nella roccia si rivelò nuovamente utile durante la Seconda Guerra Mondiale, quando venne utilizzato dalla città come rifugio antiaereo per proteggere la popolazione dai bombardamenti aerei. Ancora oggi in alcune aree è possibile vedere arredi e oggetti di quel periodo, a testimoniare le condizioni di vita a quel tempo.

Napoli cunicolo

Visitare Napoli sotterranea

Per accedere a Napoli sotterranea esistono due ingressi principali: uno in Piazza Trieste e Trento e l'altro in Piazza Gaetano. Attenzione: alcuni lettori ci hanno segnalato come a Napoli, talvolta, sedicenti guide turistiche propongano "tour alternativi" nei sotterranei della città. Spesso e volentieri si tratta di "truffe", nelle quali l'ignaro turista viene portato a vedere solo delle gallerie secondarie e non quelle principali e più affascinanti.

La visita ufficiale, comunque, viene svolta da guide specializzate e dura all'incirca un paio d'ore. Ma cosa c'è esattamente da vedere?
Chi si aspetta di vedere solo gallerie nella roccia dovrà ricredersi: tra le varie tappe, ad esempio, c'è il Cimitero delle Fontanelle. Si tratta di un antico cimitero costruito durante l'epidemia di peste nel ‘600 e deve il suo nome alla presenza (in passato) di fontanelle lungo il suo percorso. Sempre nei sotterranei è possibile visitare la galleria Borbonica, oppure il Museo del Sottosuolo e le antiche tracce degli acquedotti romani.

Articolo a cura di
Redazione