22 Aprile 2023
12:30

Come nascono e cosa sono gli stereotipi e i pregiudizi. Sono la stessa cosa?

Stereotipi e pregiudizi sono convinzioni errate, superficiali e/o imprecise, condivise da gruppi più o meno ampi di persone. Ma come si formano e perché molte persone ne vengono influenzate? Ce lo spiega la psicologia sociale.

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Come nascono e cosa sono gli stereotipi e i pregiudizi. Sono la stessa cosa?
stereotipi e pregiudizi

Gli svizzeri sono puntuali, i maschi sono aggressivi e gli anziani sono brontoloni. Forse a qualcuna di queste affermazioni ci crediamo anche noi. Si tratta di opinioni non fondate che, per il semplice fatto di essere condivise da tante persone attorno a noi, acquistano una certa autorevolezza, in modo analogo a quanto avviene con le leggende metropolitane. Gli stereotipi e i pregiudizi sono idee che abbiamo nei confronti di eventi, gruppi, generazioni, nazionalità e caratteristiche di determinati soggetti che ci possono portare ad assumere atteggiamenti negativi nei loro confronti. Vediamo come nascono e di cosa si tratta, dal punto di vista della psicologia sociale.

Stereotipi e pregiudizi sono la stessa cosa?

Il termine stereotipo proviene dal greco stereòs “rigido” e tùpos “impronta”: inizialmente indicava gli stampi di cartapesta rigidi e riutilizzabili usati per stampare le lettere in tipografia. Agli inizi del ‘900, quando presero piede gli studi di psicologia sociale, il termine venne usato per indicare le immagini mentali con cui talvolta rappresentiamo rigidamente la realtà, proprio come una sorta di “calco cognitivo”.

Stereotipi e pregiudizi però non sono proprio la stessa cosa. Per stereotipo, intendiamo un insieme coerente di credenze e teorie non scientificamente provate (per esempio: gli svizzeri sono puntuali, gli asiatici sono bravissimi in matematica).

Generalmente si tratta di “immagini mentali” basate sull’esagerazione. Per esempio, la Svizzera detiene il record mondiale di consumo di cioccolato con 10,5 chilogrammi pro capite all’anno. Lo stereotipo che si crea partendo da questa realtà è che tutti o la maggior parte degli svizzeri amano il cioccolato. Tuttavia, la differenza rispetto ad altri gruppi (come i tedeschi, con un consumo pro capite annuo di 9,2 kg) non è così rilevante.

stereotipo svizzera cioccolato

Il pre-giudizio, invece, può essere visto come un’evoluzione dello stereotipo, perché è a tutti gli effetti una “sentenza anticipata”, un giudizio negativo che precede la nostra esperienza diretta (per esempio: il popolo ebraico è avido, le donne non sono portate per le materie scientifiche).

Facciamo quindi un esempio di differenza tra stereotipo e pregiudizio sullo stesso argomento: uno stereotipo è che le persone del sud sono più affabili e quelle del nord più serie, un pregiudizio, invece, è che nessuna persona o un gruppo di persone del nord possa essere calorosa.

Come si creano pregiudizi e stereotipi

Pregiudizi e stereotipi non si formano in modo casuale o per una scelta arbitraria momentanea, ma sono una parte integrante della cultura di un gruppo: vengono tramandati, si cristallizzano e sono usati dai singoli che li apprendono durante un lungo processo di socializzazione.

Per Gordon Allport, gli stereotipi sono appresi in infanzia. I bambini imparano il pregiudizio principalmente in due modi:

  • Adottando il pregiudizio dei loro genitori/membri della famiglia;
  • Crescendo in un ambiente che li rende sospettosi o timorosi.
come nascono stereotipi

Perché ne facciamo uso?

Di fronte all’estrema complessità del mondo e all’enorme quantità di informazioni esistenti, gli individui hanno la necessità di semplificare e classificare le tante nozioni e informazioni quotidiane, raggruppandole in categorie. L’uso di categorie ci torna utile quando comunichiamo con gli altri: sono infatti implicite e “date per certe”. In questo modo, possiamo scambiarci informazioni molto più velocemente. Questo processo di astrazione mentale viene applicato anche per classificare gli esseri umani, attribuendo ai singoli individui le caratteristiche con cui definiamo una categoria. In generale stereotipi e pregiudizi

  • ci permettono di avere aspettative (anche se spesso false) sul comportamento altrui, il che può darci un senso di padronanza e controllo (per esempio mi aspetto che se una persona è del sud sarà automaticamente accogliente e calorosa);
  • ci consentono di giustificare le disparità sociali e la discriminazione (come nel caso del razzismo);
  • ci aiutano a differenziare in senso positivo il nostro gruppo rispetto agli altri (“gli italiani cucinano meglio di tutti gli altri”);
  • riflettono una certa pigrizia mentale: aumentano quando abbiamo meno tempo per valutare qualcuno (ci aiutano a prendere decisioni rapide in situazioni prevedibili).
a cosa servono stereotipi

Si dice che gli stereotipi abbiano un "fondo di verità": in realtà spesso tendono molto subdolamente ad avverarsi per il semplice fatto che qualcuno ci crede, anche se non sono veri; questo avviene a causa del cosiddetto fenomeno della profezia che si autoavvera.

Immaginiamo un colloquio di lavoro in cui la persona che conduce il colloquio ha dei pregiudizi (errati) sulle competenze che hanno gli stranieri. Probabilmente egli si mostrerà, inconsciamente, meno caloroso e accogliente con chi non è italiano. I candidati stranieri che sosterranno il colloquio si sentiranno e appariranno così più a disagio, meno empatici ecc., cosa che il responsabile delle risorse umane catalogherà come una conferma della propria idea. Tuttavia siamo in presenza di una falsa credenza iniziale, solo apparentemente «confermata» durante il colloquio, che in realtà ha provocato la sua stessa conferma.

Per capire il peso che hanno gli stereotipi si può analizzare il grado di condivisione sociale, cioè il livello di diffusione e condivisione di una certa immagine positiva o negativa nei confronti di una determinata cultura all’interno di una società. Più è ampia la condivisione all’interno dei gruppi sociali, maggiore è la rigidità e la resistenza al mutamento negli stereotipi. In questi casi, infatti, crediamo che gli stereotipi siano caratteristiche immutabili dei soggetti che abbiamo davanti, un loro tratto distintivo e naturale e per questo inevitabile (ad esempio, “gli zingari sono ladri per natura”).

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