In Italia ci sono 7.894 comuni (secondo i dati aggiornati e certificati da ISTAT a febbraio 2026). Tra questi ci sono comuni con nomi più corti e nomi più lunghi. Il più lungo in assoluto è formato da ben 30 lettere (34 caratteri spazi inclusi), distribuite in 5 parole, e si trova in Abruzzo: parliamo di San Valentino in Abruzzo Citeriore. Al contrario, i Comuni con i nomi più corti contano appena due lettere: si tratta di Ne, in Liguria, Re, in Piemonte, e Vo', in Veneto (3 caratteri, contando l'apostrofo).
Situato in provincia di Pescara, il paese fino al 1863 si chiamava solo "San Valentino", ma il nome venne esteso per specificare l'appartenenza geografico-amministrativa all'antico Abruzzo Citeriore – e distinguerlo da altri comuni o località con lo stesso nome (da San Valentino Torio, Comune in provincia di Salerno, a San Valentino in Campo, località del comune di Cornedo all'Isarco, Bolzano). Il 1863 è un anno chiave sia per San Valentino in Abruzzo Citeriore che per Sant’Andrea Apostolo dello Ionio (Catanzaro): il cambiamento di nome del comune calabrese fu approvato con Regio Decreto del 28 giugno 1863, dopo delibera del Consiglio comunale del 27 ottobre 1862. Dopo l'Unità d'Italia, infatti, molti comuni modificarono i propri nomi per distinguersi da centri omonimi.
Il nome San Valentino è legato alla traslazione delle reliquie dei Santi Valentino e Damiano, martiri a cui è dedicato il duomo del centro storico del borgo (prima il borgo era conosciuto come Castel della Pietra, o Castrum de Petra, in riferimento al suo antico castello). L'aggiunta trova invece le sue radici nel Tredicesimo secolo. Nel 1272, Carlo d'Angiò divise in due gli Abruzzi: da un lato l'Abruzzo "al di qua" del fiume Pescara, l'Abruzzo Citra o Citeriore (Abrutium citra flumen Piscariae); dall'altra quello "al di là" del fiume, l'Abruzzo Ultra o Ulteriore (Abrutium ultra flumen Piscariae). San Valentino faceva parte del Citeriore, che aveva come capoluogo Chieti. Nel 1807, poi, l'Abruzzo Ulteriore venne ulteriormente diviso in Abruzzo Ulteriore I e Abruzzo Ulteriore II, mentre l'Abruzzo Citeriore rimase un'unica provincia.
A seguire, ci sono altri comuni italiani che hanno toponimi molto lunghi, oltre i 30 caratteri:
- Castrocaro Terme e Terra del Sole: con 33 caratteri, deriva dall'unione di Castrocaro Terme e Terra del Sole, località in provincia di Forlì-Cesena (Emilia-Romagna);
- Primiero San Martino di Castrozza: con 33 caratteri, appartiene alla provincia di Trento;
- Sant’Andrea Apostolo dello Ionio: 32 caratteri, è in provincia di Catanzaro (si è chiamato Sant'Andrea fino al 1863);
- Villa Santa Lucia degli Abruzzi: 31 caratteri, è in provincia dell'Aquila;
- Cortaccia sulla Strada del Vino: 31 caratteri, è parte della provincia autonoma di Bolzano.
Fino al 2014 il record era lombardo, con i 35 caratteri spazi inclusi di Pino sulla Sponda del Lago Maggiore, sempre però di 30 lettere. Quell'anno il Comune è stato accorpato con Maccagno e Veddasca, nell’attuale Maccagno con Pino e Veddasca.
Tra i comuni con i nomi più brevi invece ci sono:
- Ne: 2 caratteri, si trova in Liguria, in provincia di Genova (Liguria);
- Re: 2 caratteri, in Piemonte, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (Piemonte);
- Vo': 2 lettere, ma 3 caratteri tipografici, contando l'apostrofo, si trova in Veneto, in provincia di Padova.
Numerosi sono i Comuni italiani composti di 3 lettere, sono ben 19: tra questi c'è Bra in provincia di Cuneo (Piemonte), Rho, nella Città metropolitana di Milano (Lombardia) e Opi, in provincia dell'Aquila (Abruzzo). Il Trentino-Alto Adige è particolarmente rappresentato, con cinque comuni: Ala, Cis, Dro e Ton, tutti in provincia di Trento, e Ora, in provincia di Bolzano.
Attenzione, la lista potrebbe cambiare nel tempo: alcuni comuni dai nomi brevissimi, come Mel in Veneto, hanno infatti perso la propria autonomia amministrativa in seguito a fusioni.
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