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7 Marzo 2026
11:00

Cosa sono i “Wargames” e che impatto sta avendo l’AI sul loro sviluppo

L'Intelligenza Artificiale ha avuto ricadute anche nel settore dei Wargames, simulazioni militari per l'addestramento dei soldati, permettendo alle forze armate di studiare gli scenari di guerra in una nuova modalità prima impossibile.

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Cosa sono i “Wargames” e che impatto sta avendo l’AI sul loro sviluppo
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Foto del 1958 ritraente un "wargame" della Marina americana centrato attorno a scenari di guerra elettronica. Credit: US Naval War College

Da sempre il compito principale delle forze armate di tutti i paesi è quello di prepararsi a combattere eventuali guerre e, per fare ciò, gli stati maggiori degli eserciti sono costantemente impegnati nell'ideazione, ricreazione e simulazione concreta di scenari operativi, anche noti con il nome inglese di wargames. Da sempre vi è un acceso dibattito sul livello di realismo che caratterizza queste simulazioni, ma i recenti sviluppi nel campo dell'intelligenza artificiale potrebbero rappresentare un importante salto tecnologico e creare delle opportunità prima inesistenti e permettere alle nuove generazioni di ufficiali di approcciare il campo di battaglia in modo completamente inedito.

In principio fu il Kriegsspiel, il primo wargame moderno

Sebbene metodologie di addestramento teorico all'arte della guerra per le leadership militari esistessero in ogni epoca, bisognerà aspettare il 1824 perché un ufficiale prussiano, Georg Heinrich Rudolf Johann von Reisswitz, presentasse il primo modello di wargame nel senso moderno del termine. Visto il carattere pragmatico del corpo ufficiali dell'Esercito Reale Prussiano, tale gioco venne ribattezzato semplicemente con il termine Kriegsspiel (“gioco di guerra” in tedesco).

Nonostante la prematura scomparsa di von Reisswitz, morto suicida nel 1827 all'età di soli 33 anni, la sua invenzione non morì con lui, ma divenne ben presto parte integrante del percorso formativo degli ufficiali del Regno di Prussia prima e dell'Impero Tedesco dopo.

L'importanza del Kriegsspiel in Germania giunse al suo culmine tra la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale, quando i limiti imposti dal Trattato di Versailles resero le esercitazioni teoriche l'unico mezzo a disposizione degli ufficiali della Reichswehr prima e della Wehrmacht poi. Proprio attraverso il Kriegsspiel idearono e perfezionarono la rivoluzionaria e famigerata dottrina della Blitzkrieg (letteralmente “guerra lampo”).

Il wargaming nel mondo

Fino al 1870 le altre grandi potenze prestarono poca attenzione alla Prussia, ma la strabiliante vittoria ottenuta dai prussiani contro la Francia durante la Guerra Franco-Prussiana cambiò totalmente le carte in tavola. Le Reali Forze Armate Prussiane infatti non avevano alcun vantaggio nei confronti dei loro avversari né nel numero dei soldati né nell'addestramento né nell'armamento; tuttavia il loro corpo ufficiali era il più professionale al mondo e praticava già da decenni l'arte del Kriegsspiel che, approdato così nell'ecumene anglosassone, divenne il wargame che tutti conosciamo.

Ogni Paese ha adottato il suo particolare approccio al wargaming professionale, arrivandone a sviluppare delle versioni dedicate per le esigenze delle forze di terra, di quelle navali e, più recentemente, di quelle aeree e spaziali. Durante la Guerra fredda, la migliore scuola di wargaming a livello mondiale era quella sovietica, forte delle esperienze reali maturate nel corso del conflitto, le quali vennero poi messe a disposizione anche degli alleati del Patto di Varsavia e, più in generale, di tutti gli eserciti e i movimenti rivoluzionari comunisti in lotta contro l'Occidente e i suoi alleati sparsi per il mondo.

Parallelamente, il wargaming vide un processo di relativo declino nel Regno Unito e negli Stati Uniti d'America, ma le sanguinose esperienze imparate nel corso delle cosiddette “guerre limitate” (prima tra tutte: la Guerra del Vietnam) convinsero rapidamente le alte sfere militari a recuperare il tempo perduto, aiutate in tal senso anche da un nuovo potente evento: la rivoluzione informatica.

L’introduzione dell’intelligenza artificiale: luci e ombre

L'introduzione dei computer ha rivoluzionato il mondo e, ovviamente, ha avuto i suoi effetti anche negli sviluppi più recenti dell'arte della guerra. Se nella Prussia del XIX secolo i Kriegspiel altro non erano che giochi da tavolo, i moderni wargames ruotano attorno a sofisticate simulazioni al computer, le stesse che hanno permesso negli ultimi tre decenni di creare dal nulla il settore dei giochi per il computer di ambientazione militare.

Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale rappresenta l'ultimo e attuale stadio di questo trend evolutivo. Grazie a questo supporto i militari possono ora analizzare degli scenari che prima risultavano semplicemente impossibili da contemplare, per esempio manovre aeree talmente impegnative da portare al limite le capacità di sopportazione del corpo umano.

Inoltre, conoscendo le tattiche e le dottrine operative di un eventuale nemico, l'Intelligenza Artificiale può svolgere il ruolo di “aggressore attivo” mettendo a dura prova i pianificatori come se si trovassero ad affrontare un nemico in carne ed ossa reale e reattivo che combatte una vera battaglia e non un set pre-selezionato di scenari statici.

Da ultimo, lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale lascia intravvedere la possibilità, soprattutto da parte delle grandi e medie potenze, di mettere in campo potenti sistemi d'arma a guida autonoma che possono fare a meno dello stesso controllo umano per compiere la missione. Questa possibilità sta scatenando accesi dibattiti sia per le sue implicazioni etiche sia per i pericoli connessi ad una eventuale perdita di controllo, come del resto già preconizzato in cult della fantascienza come la saga Terminator.

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