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30 Agosto 2025
8:00

Chi sono i desaparecidos e perché e le loro vite sospese sono oggi ricordate dalle Nazioni Unite

Arrestare segretamente gli oppositori, torturarli, eliminarli senza processo e farne sparire i corpi, in genere gettandoli in mare. È uno dei crimini commessi dalla dittatura argentina e, talvolta, anche da altri regimi.

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Chi sono i desaparecidos e perché e le loro vite sospese sono oggi ricordate dalle Nazioni Unite
desaparecidos

I desaparecidos, termine spagnolo che significa letteralmente "scomparsi", sono persone arrestate illegalmente dai regimi dittatoriali ed eliminate per via extragiudiziale. Il 30 agosto si celebra la Giornata mondiale dei desaparecidos istituita dalle Nazioni Unite. I corpi di queste persone sono fatti sparire e alle famiglie non è data alcuna comunicazione. Il regime che si è reso responsabile del maggior numero di sparizioni è la dittatura militare argentina, al potere dal 1976 al 1983. Gli arresti erano effettuati da gruppi paramilitari, che in genere gettavano i corpi in mare con appositi voli della morte. Per indagare sulle sparizioni e protestare per la sorte degli scomparsi sin dal 1977 sorse il movimento delle Madri di Plaza de Mayo. Il regime militare argentino, però, non è stata l’unica dittatura responsabile di sparizioni extragiudiziali. Crimini dello stesso genere sono stati commessi dalla dittatura cilena di Pinochet e da alcuni regimi di altri continenti. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, nel 2010 le Nazioni Unite (ONU) hanno istituito la Giornata mondiale dei desaparecidos, che ci celebra ogni anno il 30 agosto.

Il dramma e il significato di desaparecidos                                   

Per desaparecidos si intendono persone fatte sparire in maniera illegale dalle forze di sicurezza di un Paese. Il termine spagnolo desaparecidos significa letteralmente “fatti sparire” perché il verbo desaparecer, del quale desaparecido è participio passato, è transitivo (a differenza dei verbi italiani "scomparire" e "sparire", che sono intransitivi). Gli arresti dei desaparecidos avvengono in maniera segreta, senza che sia data alcuna comunicazione ai familiari. La segretezza della detenzione consente di esercitare su di loro qualsiasi forma di sopruso e tortura. Dopo la detenzione, i prigionieri sono quasi sempre eliminati in maniera extragiudiziale (senza un processo pubblico e regolare). I corpi sono poi gettati in mare o fatti scomparire in altra maniera.

Desaparecidos argentini (unina.it)
Desaparecidos argentini. Credit: unina.it

Il termine desaparecidos si riferisce alle vittime delle dittature militari latinoamericane, in primis quella argentina degli anni 1976-1983, sebbene anche altri regimi si siano resi responsabili di crimini dello stesso genere.

I desaparecidos in Argentina

La dittatura argentina ascese al potere nel 1976, quando un colpo di stato militare rovesciò il governo guidato da Isabela Martinez de Perón (moglie dell’ex presidente Juan Domingo Perón). Il potere fu assunto da una giunta militare composta da rappresentanti delle diverse forze armate, tra i quali il generale dell’esercito Jorge Rafael Videla era l’esponente più in vista. La dittatura fu instaurata nell’ambito del Piano Condor, una operazione messa in essere in diversi Paesi dell’America latina con il sostegno degli Stati Uniti, che volevano contrastare la presenza di partiti e movimenti progressisti. La giunta argentina restò al potere fino al 1983, quando fu sostituita dal presidente democraticamente eletto Raúl Alfonsín.

Il generale Videla (Wikimedia commons)
Il generale Videla. Credit: via Wikimedia Commons

Negli anni nei quali furono al potere, i militari operarono una durissima repressione nei confronti degli appartenenti a movimenti di sinistra. Gli oppositori, o le persone sospettate di essere tali, erano arrestati segretamente da gruppi paramilitari, rinchiusi in centri clandestini di detenzione e sottoposti a torture, in genere mediante scariche elettriche. Gran parte dei detenuti fu poi eliminata con il sistema dei voli della morte: erano sedati, caricati su un aereo e gettati nell’Oceano Atlantico dopo che il ventre era stata aperto con una coltellata perché i corpi non salissero a galla.

La giunta faceva sparire gli oppositori, invece che eliminarli in maniera pubblica e “regolare”, per evitare proteste. I militari erano infatti consapevoli che altre azioni repressive, come quelle avvenute in Cile dopo il colpo di Stato del 1973, avevano suscitato sdegno a livello internazionale e volevano evitare di trovarsi nella medesima situazione. Il governo, di conseguenza, eliminava gli oppositori di nascosto e negava di essere a conoscenza della loro sorte. Solo in pochi casi gli arrestati venivano liberati dopo un periodo di detenzione.

La Escuela Superior de Mecanica de la Armada, uno dei centri di detenzione durante al dittatura (Wikimedia Commons)
La Escuela Superior de Mecánica de la Armada, uno dei centri di detenzione durante al dittatura. Credit: via Wikimedia Commons

Per protestare contro le sparizioni, sin dal 1977 si costituì un coraggioso movimento, quello delle Madri di Plaza de Mayo, cioè donne che reclamavano pubblicamente notizie dei loro figli scomparsi, sfidando la giunta. Il movimento, pur soggetto a una forte repressione, ebbe il merito di portare la questione dei desaparecidos all’attenzione dell’opinione pubblica. Tuttavia, solo dopo il ritorno della democrazia nel 1983 il governo riconobbe che la giunta aveva fatto sparire migliaia di oppositori e istituì una apposita Comisión Nacional sobre la Desaparición de Personas incaricata di indagare sulle sparizioni. La Commissione redasse un rapporto, intitolato Nunca Mas (mai più), che è stato fondamentale per la celebrazione dei processi contro i capi della giunta militare e i responsabili delle uccisioni. La Commissione ha individuato quasi 9000 casi certi di sparizione, ma altre fonti ritengono che i desaparecidos siano stati circa 30.000.

La giunta argentina, inoltre, si rese responsabile anche di un altro tipo di sparizioni: il rapimento di neonati, figli di oppositori, che erano poi dati in adozione a soldati e membri dei gruppi paramilitari. Contro quest’altro genere di sparizioni si batte il movimento delle Nonne di Plaza de Mayo, fondato anch’esso nel 1977.

I desaparecidos in altri Paesi: il Cile e altri casi

Anche altri regimi hanno fatto sparire gli oppositori. In America Latina, crimini del genere furono commessi dalla dittatura cilena guidata da Augusto Pinochet, asceso al potere con un colpo di Stato nel 1973 e restato al governo fino al 1990. La dittatura eliminò una parte degli oppositori pubblicamente, per esempio trasformando lo Stadio Nazionale, a Santiago del Cile, in una grande prigione. Tuttavia, il regime si servì anche delle sparizioni. Uno studio recente ha stimato le vittime complessive del regime cileno, includendo morti e desaparecidos, siano state oltre 40.000 ma, anche in questo caso, non esistono dati precisi. Sparizioni di oppositori sono avvenute anche in regime diversi da quelli latinoamericani, come l’Iraq di Saddam Hussein e, recentemente, l’Egitto di al-Sisi.

Pinochet e altri membri della giunta cilena (Wikimedia Commons)
Pinochet e altri membri della giunta cilena. Credit: via Wikimedia Commons
Fonti
Studi per la pace – i desaparecidos argentini
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