
L'Etna ha dato vita a una nuova attività effusiva all'interno della Valle del Bove, iniziata attorno alle 16:30 del 1° gennaio 2026 in corrispondenza della parete nord-occidentale (in prossimità del Monte Simone, a 2.100 metri di quota), che ha alimentato una colata lavica di 2,8 km di estensione, scesa fino a 1.420 metri di altitudine a est del rilievo di Rocca Musarra.
Secondo quanto riportato nell'ultimo comunicato dell'Osservatorio Etneo dell'INGV, durante le prime ore del mattino si è osservata una debole attività stromboliana al cratere Voragine, mentre è proseguita anche l'attività esplosiva al Cratere Bocca Nuova – uno dei crateri sommitali dell'Etna – con modeste emissioni di cenere che si sono disperse rapidamente nell'area. Al momento, comunque, l'attività del vulcano non sta minacciando nessuna zona abitata.
Dal punto di vista sismico, invece, l'INGV ha confermato che l'ampiezza media del tremore vulcanico si attesta nella fascia dei valori medi. Anche per questo motivo, l'Osservatorio Etneo ha emanato un nuovo avviso per l'aviazione, confermando l'allerta VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) al livello arancione, quello intermedio.
L'episodio avviene a poco più di una settimana dall'ultima attività eruttiva del vulcano, iniziata il 24 dicembre 2025, che aveva dato vita a fontane di lava fino a 400/500 metri di altezza, portando la Protezione Civile a diramare l'allerta gialla.