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In Italia l’evasione fiscale è un grande problema che viene affrontato quotidianamente dallo Stato, il quale ogni anno perde circa 72,3 miliardi di euro perché molte persone e aziende non pagano le tasse e i contributi che dovrebbero. Avere meno soldi si riflette poi sulle problematiche del crescente debito pubblico e sull'inefficienza nei servizi pubblici che tutti usiamo. Per fortuna lo Stato nel corso degli anni è riuscito a recuperare una parte importante di queste risorse grazie a controlli più efficaci e nuove strategie. Vediamo a quanto ammonta l’evasione fiscale italiana, che piani vengono attuati per combatterla e infine perché è fondamentale che tutti paghino le tasse.
A quanto ammonta l’evasione fiscale in Italia
Dagli ultimi dati ufficiali del 2021, l’evasione fiscale italiana ammonterebbe a 72,3 miliardi di euro. Questa cifra è chiamata tax gap, cioè la differenza tra quanto lo Stato dovrebbe incassare e quanto incassa realmente. Questo gap è dato dal fatto che in Italia, come in tanti altri Stati, purtroppo, alcune persone e/o aziende non dichiarano tutte le cifre che guadagnano ma ne dichiarano meno o addirittura nessuna e in questo modo pagano le tasse su importi più bassi o non le pagano. In Italia esistono dei meccanismi di calcolo delle tasse che una persona dovrebbe che dipendono da quanto guadagna in base a delle fasce di reddito percepito (chiamate aliquote). Se una persona o un’azienda dichiara di guadagnare meno di quanto guadagna effettivamente non solo sta commettendo un reato, sta anche impattando negativamente su se stesso: l’assenza di queste somme penalizza tutti coloro – lui compreso – che usufruiscono dei servizi pubblici come scuole, ospedali, strade.
Quanto è stato recuperato nel 2024
Prendendo in considerazione l’anno appena trascorso, lo Stato italiano ha fatto passi avanti nel recuperare parte di queste somme: basandoci sulla relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), sono stati recuperati complessivamente 12,8 miliardi di euro, di cui circa 22,8 miliardi, provengono dai controlli ordinari effettuati dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza. La restante parte è in sospeso o va incontro a procedure di riscossione che raramente producono risultati concreti. Così, grazie ai vari accordi per la regolarizzazione dei debiti fiscali, si dà la possibilità a chi ha evaso di mettersi in regola attraverso piani di pagamento. Questa modalità, insieme ad altre iniziative simili, alla digitalizzazione delle fatture che rende meno possibile nascondere i propri guadagni, e al potenziamento dei controlli da parte dell'agenzia delle entrate, ha fatto sì che la tax gap si riducesse e che potrebbe ridursi ancora negli anni.
Perché è importante conoscere questi dati?
Immaginiamo che in una grande città come Roma ci siano pochi autobus disponibili per spostarsi perché non ci sono abbastanza soldi per comprarne di nuovi o mantenerli in funzione. Questo è ciò che accadrebbe se i fondi pubblici non avessero risorse sufficienti a mantenere il trasporto pubblico in funzione. In questa situazione chi ha bisogno di spostarsi potrebbe essere costretto a comprare una macchina e quindi a spendere soldi che altrimenti non avrebbe speso: per colpa di pochi ne soffrirebbero in molti. Per questo pagare le tasse è importante: aiuta a mantenere e migliorare i servizi che tutti usiamo ogni giorno.
Lo Stato ha bisogno di 100 per poter svolgere tutti gli impegni economici che ha, se siamo in 100 a pagare sono 1 a testa, ma se siamo solo in 10 la cifra da doversi dividere diventa ancora più grande e magari insostenibile, questo è un concetto basilare che purtroppo non viene compreso da tutti. E se fossimo 1000 a pagare quei 100 necessari?
Una delle credenze popolari più errate è che lo Stato non riduce mai le aliquote fiscali (cioè quanto bisogna dare a testa per raggiungere quei 100 necessari). Ma è bene sapere che dal 2014 le aliquote sono state ridotte: infatti è stata eliminata l'IMU sulla prima casa, le aliquote IRES (che sarebbero le aliquote di imposta per i redditi delle società) sono state abbassate, si è introdotta una flat tax del 15% (che sarebbe una tassa fissa, in questo caso applicata al regime forfettario per le piccole partite IVA). Inoltre, anche se non dovessero ridurre direttamente le aliquote, se tutti pagassero le tasse, lo Stato avrebbe le somme per migliorare per esempio i trasporti pubblici e quindi si risparmierebbe nell'utilizzo della più limitato della propria macchina, oppure investirebbe nella sanità e nelle scuole e si risparmierebbe nella privatizzazione dei servizi.