
Quando venne annunciata la sua apertura al grande pubblico, l'hotel Henn-na, a Tokyo, finì sulle prime pagine di tutti i giornali di settore. Si trattava infatti del primo hotel al mondo gestito da robot! Una rivoluzione nel campo dell'hospitality che, però, non diede i risultati aspettati: presto i turisti iniziarono a sentirsi inquietati da queste presenze semi-umane, sperimentando sulla propria pelle il cosiddetto fenomeno della uncanny valley e costringendo i gestori a dismettere parzialmente questi androidi.
Ma procediamo con ordine, andando a vedere per prima cosa quando è stato realizzato l'hotel e come era fatto.
La nascita del primo hotel gestito da robot: l’Henn-na in Giappone
Henn-na si può tradurre con "strano" e ciò racchiude appieno l'anima con cui è stata aperta questa struttura. La prima sede di questo albergo robotico nacque nel 2015 come parte del parco tematico di Huis Ten Bosch, a Nagasaki. Al suo interno, come riportato anche dal Guinness World Record, erano presenti tre robot dietro al bancone della reception.
Pensate che il successo fu tale da spingere i gestori a inaugurare altre sedi, la maggiore delle quali aprì i battenti a Tokyo nel 2017, ll'Henn-na Hotel Maihama Tokyo Bay. E non è finita qui: visitando i vari hotel era possibile trovare anche altre tipologie di robot, come ad esempio i robo-velociraptor, anch'essi in grado di parlare e interagire con il pubblico, i robo-ninja o addirittura degli ologrammi!

Tuttavia, presto, qualcosa si ruppe.
Perché l’albergo licenziò molti umanoidi
Per quanto in un primo tempo sembrasse una trovata commerciale divertente e curiosa, molti dei turisti iniziarono a sperimentare un fenomeno che viene definito "uncanny valley", traducibile in italiano in "valle perturbante". Con questo termine ci si riferisce a tutto ciò che ha un'aspetto piuttosto simile al nostro, a quello dell'essere umano, ma che allo stesso tempo ha qualcosa di leggermente diverso. Ecco, quella piccola differenza viene spesso percepita come inquietante, creando nello spettatore disagio e repulsione.
Possiamo paragonarla a quella sottile ansia che ci pervade quando osserviamo una bambola di porcellana un po' troppo realistica.

Proprio per questo motivo molti turisti iniziarono a dubitare della bontà di questa scelta, criticando gli androidi ma – al contrario – difendendo i velociraptor. Questi infatti non rientrando nella uncanney valley venivano percepiti come simpatici e divertenti.
Questo, unito ad una costante manutenzione e alla loro incapacità di rispondere ad alcune domande dei clienti, spinse i gestori ad aggiustare il tiro, non rimuovendo completamente dal servizio i robot ma ridimensionandone il numero. Dei 243 androidi in servizio, 123 furono mandati in "pensione anticipata". Le carenze, ovviamente, furono rimpiazzate da personale umano.
Quella che sembrava un'idea destinata al fallimento, però, l'anno successivo trovò nuova linfa vitale.
L'inversione di tendenza
Nel 2020 il Covid-19 rivoluzionò il nostro modo di relazionarci al prossimo, portando miliardi di persone in tutto il mondo ad evitare il contatto diretto con il prossimo. In quest'ottica capite bene come una struttura operata (almeno parzialmente) da robot sia in grado di garantire standard di sicurezza elevati, pur riuscendo a fornire un servizio al cliente di alto livello. Ma non solo: la presenza di androidi permette ai proprietari di avere dei costi più contenuti rispetto a una struttura tradizionale, dando quindi l'opportunità ai turisti di soggiornare in città a cifre piuttosto competitive.
Questo mix di fattori, soprattutto durante e dopo la pandemia, ha permesso alla catena di espandersi fino ad aprire più di 20 sedi in tutto il mondo. Di seguito un breve video che mostra l'interno di una di queste strutture.
Piccola curiosità: oltre ad aver ricevuto il Guinness World Record per essere stato il primo hotel gestito da robot, la catena Henn-na è stata anche premiata per il maggior numero di stanze tematizzate in collaborazione con dei brand: ce ne sono ben 44!