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11 Aprile 2024
18:30

Il mistico russo Rasputin aveva dei “superpoteri”? No, ecco la spiegazione scientifica

Grigori Rasputin è passato alla storia per essere stato un mistico russo dai presunti "superpoteri". Facciamo un po' di chiarezza e vediamo cosa dice la scienza in merito.

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Il mistico russo Rasputin aveva dei “superpoteri”? No, ecco la spiegazione scientifica
rasputin monaco immortale

Grigori Rasputin, sinonimo di dissolutezza, mistero e lussuria, è senza dubbio uno tra i personaggi più ambigui della storia russa. Di umili origini, il santone siberiano è presto riuscito a farsi largo nella famiglia degli Zar russi, assumendo un ruolo di primo piano come consigliere personale della zarina Alessandra. La sua fama era legata ai suoi presunti poteri sovrannaturali… ma cosa c'è di vero? Come vedremo quasi nulla, ma per rispondere a questa domanda in modo ancora più preciso analizzeremo due dei principali interrogativi sul suo conto cioè: era davvero in grado di curare le persone solo imponendo le mani? E poi: come ha fatto a resistere all'avvelenamento da cianuro e ai colpi di pistola?

Le presunte abilità curative di Rasputin

Dopo aver fatto pellegrinaggi per tutta la Russia, Rasputin giunse a Pietroburgo, la capitale dell'impero dell'epoca. In quegli anni lo zar Nicola II e la zarina Alessandra erano disperati perché il loro unico figlio maschio, Alexei, l’unico possibile erede al trono, era molto malato. Si dice che soffrisse di emofilia – anche se qualcuno oggi invece sostiene fosse qualcosa di tipo virale – ma il succo è che anche un piccolo taglio poteva sanguinare per molto tempo prima che si rimarginasse la ferita e quindi come capite bene questo è un enorme problema.

La zarina Alessandra quindi convocò a Palazzo Rasputin che si incontrò con il principino malato. Dopo aver recitato qualche preghiera, se ne andò. Nel giorno di qualche giorno il bimbo miracolosamente iniziò a stare un po’ meglio. Questo non fu legato però a uno strano potere del monaco: all’epoca infatti era appena stata scoperta l'aspirina ed era usata un po’ per tutto. Quello che i medici non sapevano, però, è che l’aspirina fluidifica il sangue, e quindi stavano solo peggiorando la situazione!

In realtà nemmeno Grigori in realtà lo sapeva, ma lui a prescindere odiava la medicina moderna e quindi sospese immediatamente ogni tipo di farmaco, inclusa l’aspirina. Così facendo, in modo involontario, permise al sangue di essere meno fluido e quindi la malattia del piccolo principe iniziò ad essere meno problematica.

La "misteriosa" morte di Rasputin

Nel corso degli anni il monaco acquisì sempre più potere e quindi nel 1916 alcuni aristocratici russi decisero di farlo fuori. Per ucciderlo il principe Feliks Feliksovič Jusupov lo invitò a cena e gli somministrò dei dolcetti avvelenati al cianuro… ma nulla, non venne colpito da alcun effetto. Non sapendo che fare, gli spararono al cuore: lui cadde a terra e… si rialzò! Per ucciderlo definitivamente gli spararono altri 4 colpi e gettarono il suo cadavere nelle fredde acque del fiume Neva.

Anche qui, però, nessun potere soprannaturale. Come è sopravvissuto quindi? Per quanto riguarda il proiettile probabilmente non ha colpito il cuore e quindi è stato così fortunato da sopravvivere allo sparo. E per quanto riguarda l’avvelenamento? Beh, ci sono tantissime ipotesi in merito: c’è chi sostiene ad esempio che il cospiratore incaricato di mettere il cianuro di potassio nei dolcetti alla fine abbia avuto un ripensamento all’ultimo e quindi non lo abbia mai effettivamente messo.

C’è anche una spiegazione più chimica però, infatti è possibile che il cianuro sia stato conservato male e in un luogo umido per tanto tempo. In questo caso la CO2 presente in aria avrebbe reagito con l’umidità per formare acido carbonico. Questo a sua volta potrebbe aver reagito con il cianuro di potassio per generare un gas (l’acido cianidrico) che però se ne va perché evapora, e il bicarbonato di potassio, che però è innocuo. Quindi avrebbero “avvelenato” i dolcetti con una sostanza innocua.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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