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2 Agosto 2022
18:30

Il significato di “sostenibile”, “rinnovabile”, “green” e le differenze nel loro uso

Tre termini che usiamo per riferirci a tutto ciò che è attenzione all'ambiente, ma che presentano delle differenze nei loro significati. Vediamoci chiaro!

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Il significato di “sostenibile”, “rinnovabile”, “green” e le differenze nel loro uso
green_sostenibile_rinnovabile

I tre termini “sostenibile”, “rinnovabile” e “green” sono diventati estremamente inflazionati, essendo stati di larghissimo uso negli ultimi anni. Sono spesso stati parte di slogan pubblicitari, di dichiarazioni di aziende e comunicati pubblici, ma compaiono anche sui social e li usiamo nelle nostre conversazioni a tema ambiente ed energia.
Eppure tra queste tre parole esistono delle differenze di fondo che devono essere messe a fuoco per districarsi adeguatamente tra tutti i loro usi. Capire il significato di un termine è fondamentale sia per utilizzarlo che per riconoscere i contesti in cui è usato dagli altri.

La definizione di sostenibile

Partiamo dal termine che forse più abbiamo sentito: energia sostenibile, sviluppo sostenibile ma anche spesa sostenibile! Se lo cerchiamo sul vocabolario troviamo una dicitura di questo tipo: “che si può sostenere, sorreggere”. In effetti quando pensiamo a questa parola ci viene in mente la connessione con un’altra parola: “sopportabile”. La sostenibilità sembra essere collegata alla capacità di sopportare e quindi alla possibilità di sorreggere, un supporto di qualcosa che grava e pesa.

peso_del_mondo_sostenibilità

Ma quando si parla di risorse ambientali o di sviluppo la parola sostenibile fa riferimento piuttosto al vocabolo inglese sustainability e la traduzione italiana che abbiamo adottato potrebbe non rendere giustizia al vero significato. I francesi, ad esempio, hanno tradotto sustainable development con développement durable, ovvero sviluppo durevole, duraturo.
Qualcosa di sostenibile dovrebbe dunque essere capace di durare nel tempo, di mantenersi nel tempo. Una azienda deve essere sostenibile perché deve durare nel tempo. Quale investitore punterebbe su un’azienda che non dura?
Questo non vuol dire che sostenibile corrisponda semplicemente con la capacità di fare profitto o soldi nel tempo, ma deve anche significare agire in maniera tale da non peggiorare le condizioni ambientali. L’obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che le prossime generazioni si ritrovino con problemi ancora più grandi di quelli attuali.

pensierolineare_pensierocircolare

Forse però questo è l’aspetto più complesso della sostenibilità: ci richiede un cambiamento radicale di mentalità. Le nostre menti sono sempre state abituate a un modello di pensiero lineare che ci fa passare da un bisogno alla soluzione per appagare il bisogno, dopodiché consumiamo la soluzione e alla fine la gettiamo. In quest’ultimo passaggio la nostra mente si ferma, dopo aver consumato non ci interessiamo più a dove finisce il rifiuto che abbiamo gettato. Per diventare sostenibili e quindi durevoli nel tempo, le nostre azioni devono cambiare rotta, non può esserci lo stop dopo il consumo, ma l’attenzione deve protrarsi per far sì che il rifiuto possa tornare ad essere una risorsa per appagare un futuro bisogno.
Oggi siamo nel pieno di questa trasformazione, il nostro modo di ragionare si sta sganciando dalla linearità e sta diventando circolare (bisogno, soluzione, consumo, rifiuto, trasformazione e nuova soluzione di un bisogno) solo così saremo in grado di durare nel tempo.

Cosa s'intende con "rinnovabile" 

Anche in questo caso partiamo dal vocabolario. Rinnovabile, in generale, vuol dire “che si può rendere nuovo”, ma quando questo aggettivo viene associato a una fonte energetica significa che questa non è soggetta ad esaurimento.
Sia il significato generico che quello più specifico sulle fonti di energia ci suggeriscono qualcosa: c’è un elemento di novità che si associa a un elemento di continuità, entrambi sono legati al tema del rinnovabile.

energia_rinnovabile_natura

Una risorsa rinnovabile è infatti una risorsa:
– naturale;
– che è possibile rigenerare attraverso processi naturali;
– la cui rigenerazione è fattibile con una velocità superiore di quella del consumo da parte degli esseri umani.
Ecco che la possibilità di creare una cosa nuova ma ripetuta nel tempo con continuità diventa chiara. La chiave di tutto ciò è la natura, vediamo infatti che le fonti rinnovabili sono: il Sole, il vento, fonti geotermiche, l’acqua dei fiumi, quella degli oceani e le biomasse. Da ognuno di questi punti di partenza naturali deriva un tipo specifico di energia ricavata tramite una strumentazione con gradi diversi di tecnologia. Vediamo in breve quali sono le energie rinnovabili.

Tipi di energie rinnovabili

Dal Sole otteniamo energia solare trasformata in energia elettrica, entrano in gioco qui impianti fotovoltaici e impianti solari, ma anche i meno noti solare a concentrazione e solare passivo.
Dal vento otteniamo energia eolica. La forza cinetica del vento viene sfruttata tramite pale eoliche e trasformata prima in energia meccanica e poi in energia elettrica.
Dalle fonti geotermiche si ricava energia geotermica. Per sfruttare il calore rilasciato dai processi di decadimento nucleare che avvengono al di sotto della crosta terrestre si cercano i punti della superficie in cui l’energia termica fuoriesce come acqua o vapore.

geotermic_solare_eolico

Dai corsi d’acqua si ottiene energia idroelettrica: si sfruttano grandi masse d’acqua in movimento oppure incanalate in dighe, ponti, chiuse o canali. Quando l’acqua è in movimento naturale o in caduta si utilizza la sua energia cinetica e la si trasforma in energia elettrica grazie a turbine e alternatori.
Dall’acqua degli oceani si ottiene l’energia prodotta da enormi masse d’acqua che si muovono con le correnti oceaniche. In questo caso vengono installati generatori ad asse verticale e orizzontale per ottenere energia elettrica.
Infine dalle biomasse (ovvero qualsiasi composto con origine biologica ovvero originata da piante, animali ma anche microrganismi) si ottiene energia perché sono usate come bio-combustibili per le centrali elettriche. Viene considerata un esempio di biomasse anche la legna, nonostante possa esaurirsi. La sua rinnovabilità è data dal fatto che gli alberi possono essere ripiantati.

Il significato di green

Parliamo ora dell’ultimo termine, di derivazione inglese, che utilizziamo spesso per riferirci a tutte quelle pratiche che vanno incontro alle necessità ambientali. “Green” e quindi “verde” si dice di un’attività che richiama i principi di attenzione e rispetto degli ecosistemi. Insomma: a differenza di “rinnovabile” che è un aggettivo usato per classificare l’energia, “green” somiglia di più a “sostenibile” perché entrambi riguardano le azioni, sono termini collegati a doppio filo.

greeneconomy_citttà_verde

Questa connessione è visibile ancora di più se si tratta un tema di cui spesso si è sentito parlare negli ultimi anni: green economy. Il MISE  la definisce come un “elemento di risposta alle difficoltà a cui ogni Paese ha dovuto far fronte”. Si tratta dunque di una presa di posizione economico-politica che possa venire incontro alle necessità della cittadinanza e, contemporaneamente, rispettare l’ambiente.
Nel 2011 l’UNEP (United Nations Environment Programme) ha redatto un report dal titolo Towards a Green Economy – Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication – da notare il ritorno del tema della sustainability anche in questo titolo –  in cui si sostiene che l’economia verde coincida col miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale e che tale miglioramento corrisponda a sua volta a una riduzione dei rischi ambientali e della scarsità ecologica.
In entrambe le definizioni c’è uno strettissimo legame tra gli aspetti ambientali e l’uomo: l’uno dipende dall’altro. Ciò vuol dire che un comportamento green nel contesto della green economy non è solo in direzione e in favore dell’ambiente, ma ha come conseguenza diretta e come obiettivo principale anche un beneficio per l’essere umano e il suo vivere in società. Non sono due entità sconnesse in cui una deve farsi carico dell’altra, ma sono un’unità che migliora o peggiora tutta insieme.

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Camilla Ferrario
Redattrice
L’universo è un posto strano e il modo che abbiamo di abitarlo cattura continuamente la mia attenzione. “Sii curiosa” è il mio imperativo: amo provare a ricostruire indizio per indizio il grande enigma in cui ci troviamo. Sono laureata in Filosofia, ho fatto la speaker in una web radio e adoro il true crime. Di cosa non posso fare a meno? Del dialogo aperto con gli altri e della pasta alle vongole.
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