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23 Febbraio 2026
6:00

In Antartide inaugurato l’Ice Memory Sanctuary per preservare la “memoria” del clima e dei ghiacci

L'Ice Memory Sanctuary è una grotta scavata nel ghiaccio dell'Antartide che ospiterà le carote prelevate dai ghiacciai di tutto il mondo. Questo "archivio dei ghiacci" ha lo scopo di preservare le preziose informazioni sul clima del passato contenute nelle carote che altrimenti andrebbero perse con il progredire della fusione dei ghiacciai.

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In Antartide inaugurato l’Ice Memory Sanctuary per preservare la “memoria” del clima e dei ghiacci
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L’Ice Memory Sanctuary. Credit: Rocco Ascione / PNRA – ENEA

In Antartide è stato inaugurato l’Ice Memory Sanctuary, una cavità scavata nel ghiaccio sotto la Stazione Concordia dove saranno preservate a una temperatura media di circa -50 °C le carote prelevate dai ghiacciai di tutto il mondo, comprese le Alpi. Questi campioni conservano le testimonianze della composizione dell’atmosfera di secoli o millenni fa, che raccontano l’evoluzione del clima sulla Terra. L’obiettivo è preservare questi importanti archivi climatici dalla fusione dei ghiacci, che prosegue a ritmi sempre più alti a causa del riscaldamento globale, e renderli disponibili per le future generazioni di ricercatori. La realizzazione di questo “congelatore” naturale fa parte del progetto di ricerca internazionale Ice Memory, lanciato nel 2015, a cui partecipa anche l’Italia e che prevede sia la raccolta sia la conservazione delle carote di ghiaccio. Tra le prime carote di ghiaccio ad essere archiviate ci sono campioni del Col du Dôme sul Monte Bianco.

Com’è fatto l’Ice Memorial Sanctuary del ghiaccio in Antartide

L’Ice Memory Sanctuary è una grotta scavata in Antartide sudorientale presso la Stazione Concordia, a 3233 m di quota, che ospita tecnici e ricercatori delle missioni antartiche. Si trova a una profondità di 9 m sotto la superficie terrestre, è lunga 35 m e alta e larga 5 m. Per costruirla non è stato utilizzato alcun materiale da costruzione e, nonostante ciò, le proprietà meccaniche della neve ne assicurano la stabilità. Inoltre, qui le temperature rimangono costanti tra -50 °C e -54 °C tutto l’anno, senza la necessità di refrigerazione che consumi energia.

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L’Ice Memory Sanctuary visto dall’esterno. Credits: Credits: Vito Stanzione

Nella grotta le carote vengono disposte lungo un’estensione di circa 300 m lineari. Le prime a essere posizionate al suo interno sono state le carote estratte dal Col du Dôme (Monte Bianco) nel 2016 e dal Grand Combin (Svizzera) nel 2025. Il trasporto delle carote fino all’Antartide è avvenuto a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi fino alla Stazione Mario Zucchelli, dove sono state caricate su un aereo per un volo fino alla Stazione Concordia.

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L’interno dell’Ice Memory Sanctuary. Credits: Geatano Macrì – PNRA – IPEV

Perché è importante conservare le carote di ghiaccio della Terra per il clima

Nelle carote estratte dalle calotte glaciali e dai ghiacciai montani si trovano bolle d’aria che sono state intrappolate durante il processo con cui la neve, che contiene molta aria, viene compattata dal peso di altra neve e nel tempo si trasforma in ghiaccio. La loro composizione corrisponde a quella dell’atmosfera al momento della caduta della neve, poiché i fiocchi agiscono come “spazzini” che ripuliscono l’aria da particelle e composti chimici. Analizzando le carote possiamo così scoprire quali caratteristiche aveva l’atmosfera del passato. Le informazioni più vecchie si trovano negli strati profondi, mentre quelle più recenti negli strati superficiali. Ogni strato rivela la concentrazione di gas serra (come l’anidride carbonica) presente nel relativo intervallo di tempo, che è correlata alla temperatura del pianeta. Inoltre, può contenere ceneri che rivelano eruzioni vulcaniche del passato, variazioni nella vegetazione che indicano cambiamenti climatici, ma anche tracce dell’inquinamento di origine antropica. Da ogni campione è possibile ottenere dati sia sulle cause sia sulle conseguenze dei cambiamenti climatici. Con la progressiva fusione dei ghiacci, tutte le informazioni contenute al loro interno sono destinate ad andare perse. Per questo è stato avviato il progetto Ice Memory, che si prefigge di conservare le carote per i ricercatori del futuro, quando sarà possibile analizzarle con tecnologie più avanzate rispetto a quelle odierne.

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Il prelievo di una carota di ghiaccio presso il Colle del Lys, sulle Alpi in Piemonte. Credit: Riccardo Selvatico – Ice Memory Foundation / CNR
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