
La Groenlandia è tornata al centro dell'attenzione pubblica dopo che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la sua intenzione di annettere agli USA questo territorio – ora sotto il controllo della Danimarca –, considerato “indispensabile per la sicurezza nazionale americana”. Ma se da un lato è chiaro che il vero interesse di Trump siano le risorse minerarie presenti sull'isola, dall'altro non tutti sanno che gli Stati Uniti possiedono già un'importante base militare in Groenlandia: si tratta della Pituffik Space Base, anche nota come Thule Air Base, che ospita al suo interno il sistema radar Bmews, in grado di identificare tempestivamente eventuali attacchi missilistici diretti contro gli Stati Uniti.
Vediamo quindi le caratteristiche di questa base militare USA e degli altri avamposti militari presenti sull'isola più grande del mondo.
Le caratteristiche della base militare di Pituffik Space Base
La Pituffik Space Base è una base militare statunitense situata nel nord-ovest della Groenlandia: si tratta dell'unica base che gli Stati Uniti possiedono nell'Artico, nonché quella più a nord tra quelle gestite dalla United States Air Force, trovandosi a circa 1.100 km a nord del Circolo Polare Artico. La sua costruzione è stata legittimata da un accordo firmato tra Washington e la Danimarca nel 1951, secondo il quale entrambi i Paesi avrebbero collaborato per difendere militarmente l’isola membro della NATO (essendo parte della Danimarca). Fino al 2023, la base militare era conosciuta come “Thule Air Base”: in quell'anno, l'amministrazione Biden decise di ribattezzarla come “Pituffik” in onore al patrimonio culturale della Groenlandia.

La base militare di Pituffik, in Groenlandia. Credit: OpenStreet Map
Operativa dal 1952, nei primi anni la base militare fungeva da scalo intermedio sulla rotta aerea tra il Nord America e l'Europa settentrionale, soprattutto per gli aerei B-36, capaci di trasportare bombe nucleari e termonucleari. Con lo sviluppo di una nuova generazione di velivoli, in grado di percorrere distanze più lunghe, la base venne riconvertita e divenne parte del Ballistic Missile Early Warning System (Bmews), in grado di fornire un preavviso di 15 minuti in caso di attacco missilistico sovietico contro il suolo americano. Negli ultimi della Guerra Fredda, fu avviato un piano di ammodernamento della Pituffik Space Base.
Attualmente, nella base sono presenti 150 militari USA: è costituita da una pista di atterraggio di 3.000 metri e ospita ancora al suo interno il sistema radar Bmews, capace di rintracciare tempestivamente il lancio di missili intercontinentali verso il Nord America, calcolarne rotta e tempo d’impatto e avviare le diverse fasi di allerta per la difesa del continente. In questo caso, la posizione geografica gioca un ruolo fondamentale: a latitudini come quella artica, infatti, la curvatura terrestre fa sì che il preavviso possa essere superiore rispetto ad altri siti localizzati su latitudini più meridionali, il che significa un vantaggio importante di vari minuti per attivare procedure o contromisure.
La Pituffik Space Base ospita inoltre il 23° Space Operations Squadron, che si occupa del controllo dei satelliti per le operazioni di intelligence, per la comunicazione e gli allarmi in caso di attacco contro il suolo statunitense

La base militare segreta di Camp Century
Una menzione d'onore va alla base segreta di Camp Century, sepolta a circa 30 metri di profondità sotto i ghiacci della Groenlandia. Camp Century fu ideata dal governo USA nel 1959 come progetto top-secret (denominato “Progetto Iceworm”) per testare la fattibilità di un eventuale dispiegamento di missili nucleari dall’Artico verso l'Unione Sovietica. Quando attiva, la base militare ospitava tra i 85 e i 200 soldati ed era alimentata da un piccolo reattore nucleare: il progetto iniziale prevedeva inoltre la creazione di un sistema di tunnel lungo 4 km, in grado di contenere oltre 600 missili nucleari.
Nel 1967, tuttavia, il progetto fu abbandonato e la base militare fu dismessa completamente: oggi Camp Century si è trasformata in una discarica di rifiuti tossici e radioattivi, sepolti sotto una coltre di ghiaccio: come confermato da uno studio del 2016, al suo interno sono presenti circa 9.000 tonnellate di rifiuti fisici, tra cui resti di edifici e di rotaie, oltre 200.000 litri di gasolio e 24 milioni di litri di acque reflue. A questo si aggiungono anche i rifiuti radioattivi – la cui quantità non è certa – derivanti dal fluido rigenerante del reattore.
Da considerare, infine, ci sono anche le due ex basi aeree che gli Stati Uniti progettarono a Kangerlussuaq e a Narsarsuaq, rispettivamente attive fino al 1992 e al 1958. Oggi entrambe le basi sono state riconvertite in aeroporti.
E le basi militari della Danimarca in Groenlandia?
A questo punto viene spontaneo chiedersi: ma la Danimarca, che controlla la Groenlandia, ha delle basi militari sull'isola? Non propriamente: l'esercito danese, infatti, possiede degli avamposti militari, come Mestersvig Airfield o Station Nord, che dimostrino effettivamente la presenza della Danimarca sull'isola (e quindi il suo controllo). In realtà, questi avamposti militari sono perlopiù utilizzati come basi per la ricerca scientifica e ospitano diversi team di scienziati per spedizioni di 26 mesi.
Insomma, in Groenlandia non esiste una base militare danese ben strutturata, o quanto meno paragonabile a quella di Pituffik Space Base: ciononostante, la Danimarca è responsabile della sicurezza e della politica estera di questa isola, che conta circa 57.000 abitanti e gestisce autonomamente la propria politica economica e interna. Secondo quanto riportato dal governo danese, nel 2025 la spesa militare per la sicurezza dell'Artico è stata comunque aumentata di 13,7 miliardi di dollari.