
Un grosso incendio è scoppiato a Bruxelles nel cantiere della Oxy Tower, un edificio in fase di ristrutturazione nel pieno centro città, a pochi passi da Place De Brouckère. Il bilancio dell'incidente, avvenuto lo scorso 14 luglio, è stato confermato dalla procura del lavoro di Bruxelles: sei operai di nazionalità, purtroppo, hanno perso la vita. I corpi sono stati ritrovati all'interno dei vani ascensore dell'edificio, entrambi crollati durante l'incendio, dove le squadre di soccorso hanno lavorato per ore prima di riuscire ad accedere.
Le vittime sarebbero prevalentemente di nazionalità belga, tra loro anche lavoratori giovani; le autorità hanno chiarito che non ci sono cittadini italiani tra i deceduti, dopo aver accertato la nazionalità di tutti i dispersi. Al momento dell'incendio nel cantiere si trovavano circa 200-250 persone, evacuate nelle ore successive e accolte dalla Croce Rossa che ha prontamente attivato un servizio di supporto psicologico.
Le cause dell'incendio non sono ancora state chiarite: l'Auditorat du Travail, la procura belga competente per le violazioni in materia di lavoro e sicurezza sociale, ha aperto un'indagine per ricostruire l'accaduto. Secondo le prime informazioni, tuttavia, le sei vittime avrebbero perso la vita all'interno degli ascensori: abbiamo intervistato Martina Bellomia, architetto e professionista antincendio, per capire meglio cosa prevedono le procedure di sicurezza antincendio sull'utilizzo degli ascensori in caso di incendio e come funziona per gli edifici in ristrutturazione.
Cosa sappiamo sulla dinamica dell'incendio
Secondo le prime ricostruzioni, l'incendio sarebbe partito tra le 7:30 e le 8 del mattino al secondo piano dell'edificio, destinato a negozi. Le fiamme sarebbero state in parte domate, ma si sarebbero poi propagate nel vano di uno degli ascensori, dove si è sviluppato un secondo focolaio, più intenso, esteso anche a un livello sotterraneo.
Il bilancio delle vittime è salito nel corso della giornata di martedì, passando da quattro a sei morti, mano a mano che proseguivano le operazioni di recupero tra i detriti. In serata la procuratrice del lavoro Valentina Marocchi ha chiarito che entrambi gli ascensori del cantiere sono crollati, senza però precisare se le vittime si trovassero all'interno delle cabine, siano rimaste schiacciate o siano cadute nel vano.
Sulle cause non ci sono ancora indicazioni ufficiali: l'indagine dovrà stabilire cosa abbia innescato il rogo e perché si sia propagato così rapidamente nei vani ascensore.
Perché agli ascensori, in caso di incendio, non andrebbero utilizzati: cosa dice la normativa
Un edificio a più piani è attraversato da condotti verticali continui, tra cui i vani corsa degli ascensori: se non adeguatamente isolati dal resto della costruzione, possono comportarsi come un camino, convogliando rapidamente fumo e gas caldi verso i piani alti anche quando l'incendio è divampato altrove. È per limitare questo rischio che in Italia il Decreto ministeriale del 15 settembre 2005 distingue diverse tipologie di vano corsa in base al livello di protezione: dai vani aperti, per cui basta l'impiego di materiali non combustibili, fino ai vani protetti e a quelli a prova di fumo, isolati dal resto dell'edificio tramite appositi filtri.
Un chiarimento ministeriale del 2008 ha però corretto un equivoco diffuso anche tra gli addetti ai lavori: trovarsi in un vano "a prova di fumo" non rende in alcun modo l'ascensore utilizzabile durante un rogo. Quella protezione serve solo a evitare che il vano diventi una via di propagazione dei fumi, non a garantire un impianto sicuro da usare mentre l'edificio brucia.
Diverso è il caso dell'ascensore antincendio vero e proprio, costruito con requisiti tecnici specifici – doppia alimentazione elettrica, aree protette a ogni piano, illuminazione di emergenza autonoma – che può restare operativo durante l'emergenza e, se previsto dal progetto, essere usato per l'evacuazione assistita di persone con difficoltà motorie.
L'ascensore di soccorso, infine, è riservato esclusivamente ai Vigili del Fuoco, per il trasporto di attrezzature e per operazioni di salvataggio gestite direttamente dai soccorritori.
Al di là di queste classificazioni, un ascensore ordinario resta comunque sconsigliato durante un incendio per due ragioni molto pratiche. La prima è l'alimentazione elettrica: se viene interrotta mentre la cabina è in corsa, gli occupanti restano bloccati tra due piani fino all'arrivo dei soccorsi, ed è proprio per questo che le norme tecniche di settore impongono agli ascensori ordinari il richiamo automatico a un piano prestabilito e la messa fuori servizio non appena viene rilevato un incendio.
La seconda riguarda l'esposizione ai fumi, che nella maggior parte dei roghi uccidono più delle fiamme stesse: un ascensore non garantisce che il piano di arrivo sia ancora un luogo sicuro, e le porte della cabina potrebbero aprirsi proprio su un ambiente già invaso dal fumo.
Va infine ricordato che questo impianto normativo riguarda edifici già completati e collaudati, con vani ascensore pienamente compartimentati. In un cantiere in fase di ristrutturazione, come quello della Oxy Tower, questa condizione può non essere ancora del tutto realizzata: pareti tagliafuoco, filtri e porte certificate potrebbero non essere completati, pur restando presenti i vani corsa come cavità verticali continue nella struttura.
Un elemento che le indagini avviate dalla procura del lavoro belga dovranno probabilmente considerare per capire perché l'incendio si sia propagato così rapidamente proprio nei vani degli ascensori, fino a comprometterne la stabilità e a farli collassare.