Spese militari nel mondo

Tutti gli Stati, con pochissime eccezioni, devono occuparsi della loro difesa e, di conseguenza, devono investire una parte delle loro risorse per mantenere le forze armate. Le spese militari servono non solo a produrre gli armamenti e a pagare i soldati, ma anche a finanziare la ricerca sulle nuove armi, a coprire i costi amministrativi dei ministeri militari, a inviare missioni all’estero e ad altri scopi. Ma quali sono i Paesi che nel mondo spendono di più? L'Italia in che posizione è in classifica? E se consideriamo organizzazioni come la NATO?

Le spese militari nel passato

Per il passato non disponiamo di statistiche precise, se non in casi sporadici, ma è certo che la spesa militare rappresentava una delle principali uscite degli Stati. Grazie a un’inchiesta condotta dalla rivista statunitense Saturday Review, conosciamo la percentuale del gettito fiscale (il denaro derivante dalle tasse dei cittadini) destinata alle forze armate dalle principali potenze nel 1897.

  • Impero giapponese: 55%
  • Germania: 43%
  • Impero britannico: 39%
  • Francia: 27%
  • Impero russo: 21%
  • Stati Uniti: 17%

Come si vede, erano percentuali elevate e nettamente superiori a quelle di oggi. In passato, infatti, gli Stati investivano meno risorse, rispetto ad oggi, in settori come la previdenza sociale, la pubblica amministrazione, la sanità e l’istruzione, e destinavano più soldi alle forze armate. In tempo di guerra, naturalmente, le spese militari aumentavano (e aumentano ancora oggi) in maniera significativa. Per esempio, si stima che nel corso della Seconda Guerra Mondiale negli Stati Uniti raggiunsero il 41% del gettito fiscale.

Spese militari nel passato

La classifica degli Stati che spendono di più per la difesa

Dal 1949 disponiamo di dati precisi, raccolti dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). Dalle statistiche si evince come le spese per le forze armate siano diminuite dopo la Seconda Guerra Mondiale e abbiano subito un’ulteriore riduzione negli anni ’90, quando è terminata la Guerra Fredda. Negli ultimi venti anni, però, il denaro investito nel settore militare ha ripreso ad aumentare, a causa dell’instabilità politica di molte aree del mondo e di minacce come il terrorismo internazionale. Nel 2021 la spesa militare globale ha raggiunto la cifra record di 2.113 miliardi di dollari.

Quali sono gli Stati che investono maggiori risorse per le forze armate? In termini assoluti, il Paese che spende di più per il settore militare sono gli Stati Uniti che nel 2021 hanno investito oltre 800 miliardi di dollari, pari al 38% delle spese militari di tutto il mondo. Seguono:

  • Cina: 293 miliardi (14%)
  • India: 76,6 miliardi (3,6%)
  • Regno Unito: 68,4 miliardi (3,2%)
  • Russia: 65,9 miliardi (3,1%)
Spesa militare 2021 in percentuale sul totale (credit Sipri)
in foto: Spesa militare 2021 in percentuale sul totale (credit Sipri)

La classifica cambia se si considera la percentuale del Prodotto interno lordo (Pil) destinato alle spese militari. A livello globale, la media del 2021 è stata pari al 2,2% e i Paesi che hanno investito la quota maggiore si trovano in Medio Oriente e Nord Africa:

  1. Oman: 7,3%
  2. Kuwait: 6,7%
  3. Arabia Saudita: 6,6%
  4. Algeria: 5,9%
  5. Israele: 5,2%

Gli Stati Uniti hanno speso per le forze armate “solo” il 3,7% del loro Pil, la Cina l’1,7%, la Russia il 4,1%. Mancano, però, dati affidabili per alcuni Paesi, come l’Afghanistan e la Corea del Nord nei quali la spesa militare è certamente assai elevata.

Missili nordcoreani

Il Global Militarization Index

La spesa militare non è sufficiente per capire quanto siano considerate importanti le forze armate nelle dinamiche sociali e culturali di un Paese. Per questa ragione, un altro istituto di ricerca, il Bonn International Centre for Conflict Studies (BICC), ha creato il Global Militarization Index (GMI) che è calcolato sulla base di tre fattori:

  • Spesa militare in rapporto alla spesa per la sanità (entrambe in percentuale rispetto al Pil);
  • Numero di militari e paramilitari in rapporto al totale della popolazione e al numero dei medici;
  • Quantità di armi pesanti in rapporto alla popolazione.
Soldati israeliani

In questo indice, il Paese più militarizzato risulta Israele il quale, per via del conflitto con il mondo arabo, investe per le sue forze armate risorse assai ingenti, non solo economiche, ma anche sociali e culturali. Dopo Israele troviamo, nell’ordine, Oman, Azerbaijan, Kuwait e Armenia: tutti Paesi situati in aree particolarmente instabili quali il Medio Oriente e il Caucaso. Tra le grandi potenze, la Russia è al 10° posto, gli Stati Uniti al 25° e la Cina al 97°.

Qual è la spesa militare dell'Italia?

L’Italia risulta essere un Paese poco militarizzato. Nel 2021 si è collocato al 92° posto del GMI e la sua spesa militare è stata pari a circa 30 miliardi di dollari, cioè 502 dollari per ogni cittadino. La percentuale del Pil investita per le forze armate è stata dell’1,4%, lievemente superiore alla media dell’Unione europea, pari all’1,3%.

Elicottero NH90 italiano (credit esercito.difesa.it)
in foto: Elicottero NH90 italiano (credit esercito.difesa.it)

Le spese militari coprono i costi delle nostre quattro forze armate: esercito, marina, aviazione e arma dei carabinieri. Nel 2021, il 62% del totale è stato investito per pagare il personale: non solo soldati, marinai, aviatori e carabinieri, ma anche il personale civile, come funzionari e impiegati del Ministero della difesa e degli uffici a esso collegati. È più bassa, invece, la quota per gli armamenti, per la ricerca e per le missioni all’estero, il che rappresenta una differenza significativa con altri Stati, che destinano a questi scopi cifre più ingenti e spendono meno per il personale. Per esempio, gli Stati Uniti  investono per il personale il 37,5% della loro spesa militare, il Regno Unito il 32,7%, la Francia il 42,7%, mentre la media NATO è pari al 47,9%.

Le spese militari della NATO

Nel loro insieme, i 30 Paesi della Nato nel 2021 hanno investito quasi 1.050 miliardi di dollari per spese militari, circa metà della spesa globale.  I singoli Paesi sono liberi di scegliere quanto investire per le forze armate e nel 2021 solo 8 su 30 vi hanno destinato più del 2% del loro Pil.

Nel 2014, però, la NATO ha chiesto a tutti gli Stati membri di portare la spesa militare al 2% del Pil entro il 2024. Dopo che è iniziata la guerra tra Russia e Ucraina, alcuni Paesi, tra i quali la Germania, si sono dichiarati favorevoli. Anche il governo italiano, dopo un dibattito politico piuttosto acceso, ha aderito alla richiesta, decidendo però di aumentare le spese militari con maggiore gradualità e di raggiungere il 2% del Pil solo entro il 2028.

Articolo a cura di
Erminio Fonzo