episodio 8

La doppia faccia della ketamina, farmaco fondamentale e pericolosa droga

Sintetizzata come anestetico, la ketamina è tutt'oggi un farmaco molto utilizzato, ma è anche una droga dagli effetti devastanti. Qual è la differenza tra l'uso medico e quello ricreativo?

Entra nel nuovo canale WhatsApp di Geopop
A cura di Videostorie
30 Agosto 2023
23:21
355 condivisioni
La doppia faccia della ketamina, farmaco fondamentale e pericolosa droga
Immagine
Stai guardando Gli effetti delle droghe non perderti altri contenuti di Geopop
Immagine

Problemi di memoria, difficoltà respiratorie e danni gravi alla vescica sono alcuni degli effetti a lungo termine della ketamina. Con un dosaggio controllato e corretto, però, questa sostanza è anche un importante anestetico usato in ospedale e, di recente, anche per curare la depressione. Ma come agisce sul nostro organismo la ketamina? E perché viene usata negli ospedali mentre all'esterno è illegale?

Le origini della ketamina

La storia della ketamina inizia il 26 marzo 1956, quando Harold V. Maddox, ricercatore della Parke-Davis (famosa casa farmaceutica statunitense che oggi fa parte della Pfizer) sintetizzò una sostanza chiamata fenciclidina. Questa venne testata inizialmente come anestetico, ma ci si accorse ben presto che generava nei pazienti condizioni di delirio e paranoia.

Immagine
Fenciclidina utilizzata come droga

Venne quindi messa da parte e ripresa solamente qualche anno più tardi (nel 1962) da un altro chimico, sempre della Parke-Davis, di nome Calvin Lee Stevens. Fu proprio Stevens che, partendo dalla fenciclidina, riuscì a elaborare un nuovo farmaco: la ketamina. La ketamina venne sin da subito utilizzata come anestetico e sedativo, sia per l’uomo che per gli animali. Avete presente quando nei film per sedare un animale vengono sparati dei dardi che li addormentano in pochi secondi? Ecco, verosimilmente quei dardi potrebbero contenere la ketamina.

Tuttora la ketamina viene utilizzata negli ospedali come farmaco: è talmente importante da essere stata inserita nella “Lista dei farmaci essenziali”: una lista stilata dall’OMS che contiene l’elenco di tutti i farmaci indispensabili ad ogni ospedale.

Ma allora, se si tratta di un farmaco, perché la vendita e il consumo al di fuori del contesto ospedaliero sono illegali?

Immagine
Molecola di ketamina

Come agisce la ketamina?

La ketamina è quindi una sostanza dalla doppia faccia, da un lato un farmaco importantissimo, dall’altra una droga pericolosa. Ma a cosa è dovuta questa differenza?

La ketamina come farmaco

Nel primo caso, in ambito medico quindi, la ketamina viene somministrata ad alte dosi e ha un effetto sedativo e anestetizzante grazie al modo in cui si va a legare ad alcuni recettori del nostro cervello. Ciò accade principalmente per via della sua interazione con uno specifico neurotrasmettitore: il glutammato. Il glutammato, infatti, è il neurotrasmettitore più eccitatorio in assoluto e si occupa quindi di trasmettere da un neurone all’altro gli impulsi elettrici grazie ai quali i neuroni comunicano tra loro.

La ketamina, però, si lega a dei recettori per il glutammato chiamati recettori NMDA e rendendoli incapaci di assorbire glutammato. L’impulso elettrico quindi si blocca e non viene più trasmesso. Ed è proprio questo processo ad essere alla base dei suoi effetti anestetizzanti, utili ad esempio durante le operazioni in anestesia. La ketamina, infatti, induce la cosiddetta “anestesia dissociativa”, in cui il paziente è in una sorta di stato di dormiveglia: può anche rispondere a dei comandi ma non sente dolore. È uno dei pochi anestetici che può essere assunto per via orale e sopprime la respirazione molto meno di altri anestetici, ma a causa del suo effetto allucinogeno non è molto utilizzata.

Immagine

La ketamina come droga

Quando viene assunta a scopo ricreativo, invece, le dosi sono più basse e per questo l’azione della ketamina è differente. Anche se il meccanismo non è stato del tutto chiarito, a dosi basse la ketamina aumenterebbe la produzione di glutammato, legandosi a recettori differenti dagli NMDA, e promuoverebbe la formazione di nuove sinapsi.

Inoltre la ketamina si lega anche ai recettori oppioidi, gli stessi a cui si legano gli oppiacei come l’eroina, agendo quindi come antidolorifico. Ma non solo. La ketamina può anche aumentare i livelli di neurotrasmettitori come noradrenalina, dopamina e serotonina nel cervello: fattori che contribuiscono a scatenare gli effetti tipici della sostanza.

Gli effetti della ketamina

Quando viene assunta come droga, cosa provoca la ketamina? Innanzitutto, per poter avere effetto, è ovvio che debba prima essere assunta in qualche modo, e principalmente la ketamina viene sniffata, iniettata o sciolta in acqua, in base alla forma in cui si trova. Si presenta infatti in diverse forme: come liquido, in polvere o in cristalli.

Se sniffata, la ketamina inizia a sortire i suoi effetti in pochi minuti causando euforia e sensazioni di calma e serenità. Inoltre, dal punto di vista fisico si avrà una perdita delle funzioni motorie, difficoltà a parlare, tachicardia e aumento della pressione, il tutto seguito da confusione e nausea.

Il consumatore si troverà ben presto in una condizione di dissociazione dalla realtà, in cui il corpo sembra non rispondere più prontamente ai comandi e possono comparire allucinazioni visivo-auditive anche profonde, caratterizzate spesso dall’entrata in una “realtà interiore”. Si può andare incontro a un fenomeno chiamato ego dissoluzione, ossia una condizione in cui si percepisce come una disintegrazione della propria identità: si ha come l’impressione di uscire dal proprio corpo, prendendo parte all’universo circostante.

Questa condizione può essere considerata positiva o negativa a seconda della percezione del consumatore. Se positiva, questa condizione in gergo viene chiamata “K-land”. Differentemente, se percepita come negativa, questa condizione può portare ad effetti immobilizzanti e pensieri paranoici e si parla allora di K-hole, l’entrata in sorta di buco nero.

I rischi a lungo termine

Quelli ad essere davvero preoccupanti, però, sono gli effetti a lungo termine. La ketamina infatti può far sviluppare una vera e propria dipendenza nel consumatore, che, col tempo si ritroverà a desiderare dosi sempre più massicce con conseguenze gravissime. Uno degli effetti più devastanti della sostanza avviene ai danni della vescica. Chi consuma assiduamente questa sostanza può addirittura essere costretto a subire un intervento di cistectomia, e cioè l’asportazione della vescica.

Immagine

La vescica è rivestita internamente da uno strato di cellule epiteliali che hanno il compito di contenere l’urina. La ketamina va a danneggiare queste cellule che quindi perdono la loro funzione, lasciando penetrare l’urina attraverso il tessuto.
L’urina, a contatto con i tessuti, li danneggia, causando infiammazioni e ferite che col tempo limiteranno la capacità muscolare della vescica che avrà quindi sempre più difficoltà a espandersi. Tutto ciò causa nel consumatore dolori atroci, sangue nelle urine e incontinenza. In casi estremi si può addirittura arrivare alla morte o, come accennato prima, all’asportazione dell’intero organo. Ciò accade anche perché spesso ci si accorge troppo tardi della gravità della situazione, poiché i dolori atroci vengono di fatto annullati dall’azione analgesica della sostanza.

L’uso frequente della ketamina comporta inoltre disturbi della memoria, episodi di flashback e può anche causare, a dosi elevate, depressioni respiratorie che possono sfociare in insufficienze respiratorie, ossia condizioni in cui il sistema respiratorio non è più in grado di garantire al sangue l’ossigenazione necessaria.

La ketamina come antidepressivo

Ritornando all’impiego della ketamina in ambito medico, va aggiunto che, oltre ad essere un farmaco utilissimo per le sue proprietà anestetiche, dal 2019 la ketamina è stata anche approvata dalla Food and Drugs Administration (FDA) come farmaco per trattare la  depressione, per il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e per i disturbi dell’umore. Un suo derivato chiamato S-Ketamina (o Esketamina) infatti, ha dato prova di avere una grandissima efficacia come antidepressivo.

L’S-Ketamina, a differenza degli altri antidepressivi, ha un altissimo tasso di efficacia e inizia a sortire i suoi effetti in tempi molto brevi. Il farmaco si presenta sotto forma di spray nasale e può essere prescritto solamente a quei pazienti che non hanno risposto positivamente ad almeno due delle terapie antidepressive tradizionali e, inoltre, può essere somministrato solamente in ambienti ambulatoriali e in presenza di un medico. Si parla in questo caso di psicoterapia assistita.

Insomma, non è possibile acquistare la ketamina nella farmacia sotto casa!

P.S. Ci teniamo a ringraziare Fabio Turco, ricercatore dell’Università di Napoli e direttore scientifico di Cannabiscenza, per la validazione scientifica dei contenuti di questo articolo.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views