
Ventiquattro anni fa, al Mahamasina Municipal Stadium di Antananarivo in Madagascar, migliaia di persone presero posto sugli spalti aspettandosi un normale derby cittadino tra AS Adema e SO de l'Emyrne. L’unico a vivere la partita da un punto di vista “professionale” era l’arbitro Benjamina Razafintsalama, il quale al novantesimo minuto decretò la fine delle "ostilità" del match che terminò 149-0 per i padroni di casa. Il numero di gol di quel 31 ottobre 2002, è più corretto parlare di autogol da parte degli ospiti, fece entrare di diritto la partita nei Guinness World Records come la partita con più reti segnate nella storia del calcio.
Il derby malgascio che entrò nella storia del calcio
Quello che è a detta di molti il vero protagonista della vicenda è proprio l'arbitro Benjamina Razafintsalama. Per capire la rilevanza della figura di quest'ultimo, bisogna riavvolgere il nastro a due giorni prima del match. A 48 ore dall'ultima giornata di campionato in cui avrebbe potuto giocarsi il titolo con la diretta rivale, l'Emyrne pareggia contro il DSA Antananarivo. Il gol del 2-2 arriva però su un rigore molto contestato all’ultimo minuto. L’allenatore Zaka Be e i suoi giocatori sentono di aver subito un furto. Per loro, il campionato era stato appena derubato da un arbitraggio “sbilanciato”. E quel giorno, quell’arbitro era proprio Razafintsalama.
Quando, pochi giorni dopo, lo stesso arbitro viene designato per il derby con l’Adema, Zaka Be e i suoi ragazzi capiscono subito che quella partita non sarebbe stata normale. E infatti, appena pochi minuti dopo il fischio d’inizio, qualche decisione dubbia dell’arbitro conferma i loro timori. Temendo un altro torto, decidono di prendere in mano la situazione a modo loro…
La protesta della squadra ospite che portò il club al fallimento
L’idea di Zaka Be era folle oltreché insolita: ogni volta che la sua squadra conquistava il pallone, invece di attaccare, lo dirigevano verso la propria porta. Autogol su autogol. Poi lo riportavano a centrocampo, aspettavano il fischio dell’arbitro e ricominciavano. Così per 149 volte, fino al novantesimo minuto. Razafintsalama, imperturbabile, annotava tutto sul suo taccuino, trasformando la partita in un incredibile registro di autogol.
Tra il pubblico, qualcuno non riusciva a credere ai propri occhi: spettatori che chiedevano il rimborso, altri che urlavano all’assurdità della scena a cui stavano assistendo. Nel frattempo, il punteggio da record non segnava solo il maggior numero di reti in una partita, ma stabiliva anche il nuovo primato di scarto tra due squadre, battendo il 36-0 dei scozzesi dell’Arbroath contro il Bon Accord di Aberdeen nel lontano 1885. Al fischio finale, la federazione malgascia intervenne duramente: Zaka Be fu squalificato per tre anni, alcuni giocatori sospesi per diversi mesi e il club venne squalificato per dieci anni da ogni competizione. Squalifica che porterà al fallimento del club nel 2006.