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22 Marzo 2026
6:00

La vera storia del pirata Gambadilegno, il più temuto dell’Atlantico

La figura di Gambadilegno, pirata crudele con una gamba mancante sostituita da un ciocco di legno, è ispirata a un personaggio realmente esistito, François Le Clerc, che nel 1500 terrorizzò i mari dell'Europa e dei Caraibi.

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La vera storia del pirata Gambadilegno, il più temuto dell’Atlantico
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Un combattimento tra spagnoli e pirati in un dipinto del 1600. Credit: Andries van Eertvelt, Public domain, via Wikimedia Commons

Nell’immaginario comune legato a pirati e flotte all’arrembaggio, il pirata Gambadilegno è a un personaggio cattivissimo, senza una gamba e con un pappagallo sulla spalla. Questa figura è ispirata a un corsaro realmente esistito, il francese François Le Clerc, che nel 1500 terrorizzò le più grandi flotte del mondo.

Al servizio del re di Francia prima e della regina d’Inghilterra poi, Le Clerc perse davvero una gamba e la sostituì con una di legno, da qui viene chiamato "Jambe de Bois", in italiano "Gamba di Legno". La sua figura pittoresca e la sua crudeltà contribuirono a creare il mito di questo pirata, la cui fama è giunta fino ai giorni nostri, associata anche al pirata Long John Silver dell’Isola del Tesoro e al nemico di Topolino Pietro Gambadilegno. 

Le Clerc perde la gamba mentre combatte per la Francia

François Le Clerc nacque in Francia, sulle coste della Normandia, presumibilmente tra gli ultimi anni del 1400 e l’inizio del 1500. La vicinanza del mare e lo spirito avventuroso lo portarono ad arruolarsi, appena raggiunta l’età per farlo, nella flotta di re Enrico II che sorvegliava le coste della Manica francese dagli invasori inglesi e spagnoli, all’epoca acerrimi nemici.

Le Clerc dimostra da subito scaltrezza e abilità e, proprio nelle acque della Manica, nel 1549, durante uno scontro con la flotta britannica, perde la gamba sinistra che viene quindi sostituita con una di legno. Anche in questa condizione Le Clerc continua a combattere, tanto da attirare l’attenzione del re, che gli conferisce gli onori militari e un nuovo ruolo, quello di corsaro ufficiale del regno di Francia. Il suo compito, quindi, è quello di assaltare le navi spagnole che partivano dalle Indie cariche d’oro, ostacolando le rotte commerciali dei nemici.

Battaglie e terrore nei mari: il “Pirata Gambadilegno” e la sua flotta

Nel 1553, quindi, parte dalla Normandia la flotta corsara –  quasi mille uomini su galeoni e caravelle – capitanata da François Le Clerc, il corsaro con la gamba di legno.

Nei pressi delle Canarie attaccarono le navi e distrussero la città di Santa Cruz de la Palma, mettendola a ferro e fuoco: l’attacco di Gambadilegno ancora oggi viene ricordato ogni 4 agosto, con le celebrazioni di El día del corsario, il “giorno del corsaro”. Dopo un anno, Le Clerc sferra un altro attacco memorabile a Gran Canaria: così si diffonde anche tra gli spagnoli il mito di Gambadilegno, soprannome che viene associato immediatamente alla ferocia di Le Clerc.

In seguito, la flotta corsara si sposta verso i Caraibi e poi verso Cuba: l’isola fu talmente devastata che la capitale, fino a quel momento posta a Santiago de Cuba, venne spostata all’Avana poiché tatticamente meglio collocata per reagire agli attacchi. La fama di Gambadilegno-Le Clerc era alle stelle: corsaro temuto nei sette mari, ammirato dal re di Francia, si stabilì sull’isola di Santa Lucia nelle piccole Antille, dove continuò ad attaccare le navi dirette in Europa.

Quando il re di Francia morì, Gambadilegno non aveva più protezione e, scontento delle scelte di Francesco II, offrì quindi la sua collaborazione a Elisabetta I, regina d’Inghilterra, nemica sia della Francia che della Spagna. Combatté di nuovo per i porti della Normandia, ma questa volta schierato dalla parte degli inglesi: la regina, però, si rifiutò di corrispondergli il suo compenso e quindi Gambadilegno decise di muoversi come pirata “indipendente”. Morì però poco dopo, nel 1563, nelle Azzorre durante un assalto.

Richiami nella letteratura, nel cinema e nella cultura di massa

Il mito del pirata con una gamba di legno e un pappagallo sulla spalla – animale esotico da cui si faceva accompagnare – si era già diffuso quel che bastava per passare alla storia. Infatti, in tempi più recenti, viene adottato nella cultura di massa contemporanea.

Quando nel 1883 uscì L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, i lettori conobbero la figura di uno dei pirati più cattivi di sempre, Long John Silver, che aveva una gamba di legno e un pappagallo. E quando si trattò di dare il nome al nemico numero uno di Topolino, nacque Pietro Gambadilegno, che pur non essendo un pirata ne portava il nome.

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Una delle prime apparizioni di Pietro Gambadilegno. Credit: Walt Disney, Public domain, via Wikimedia Commons
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