2 Aprile 2023
15:30

Pirati, invasori o migranti: chi furono i “Popoli del Mare”?

Sono stati definiti pirati, predoni, mercenari o semplici mercanti: alla fine del II millennio a.C. i cosiddetti Popoli del Mare hanno solcato il Mediterraneo centro-orientale sconvolgendo l'assetto politico e socio-economico del loro tempo.

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Pirati, invasori o migranti: chi furono i “Popoli del Mare”?
popoli del mare

Per diverso tempo gli studiosi hanno attribuito ai cosiddetti "Popoli del Mare" la responsabilità del collasso degli imperi ittita ed egiziano, che avevano dominato nella seconda metà del II millennio a.C. (1600-1200 a.C.). Attualmente è opinione diffusa che l'arrivo (o meglio l'invasione) di questi popoli fu solo uno dei fattori che causò il riassetto politico, economico, sociale e culturale del Mediterraneo centro-orientale. D'altro canto, dal punto di vista archeologico l’arrivo dei Popoli del Mare nel Mediterraneo ha segnato il passaggio ad una nuova fase storica: l’Età del Ferro. Ma chi erano queste popolazioni e da dove venivano?

Il contesto geo-politico in cui si sono mossi i Popoli del Mare

Nel corso del XIV-XIII secolo a.C. il bacino del Mediterraneo pullulava di navigatori: mercanti provenienti dal mondo egeo e miceneo; feroci pirati, come i lukka provenienti dalla Licia (costa occidentale dell’Anatolia, attuale Turchia); abili mercenari, come gli sherdana impiegati dall’Egitto per controllare il territorio siro-palestinese. Queste e altre popolazioni furono le protagoniste del processo che portò alla formazione di nuove entità etniche, politiche e linguistiche che modificarono la storia del Mediterraneo orientale.

Tra la fine del XIII e gli inizi del XII secolo a.C. (1225-1175 a.C.), infatti, un vasto e intenso flusso migratorio invase il cuore dell’impero ittita, le città costiere del Levante (attuali Siria, Libano, Israele e Palestina), arrivando a minacciare direttamente l’Egitto. Le fonti che forniscono il maggior numero di dettagli su questi gruppi eterogenei di migranti-invasori sono proprio i testi egizi. La definizione stessa di “Popoli del Mare” è stata elaborata nel 1881 dall’egittologo francese Gaston Maspero, ispirato da resoconti egizi che affermavano che queste genti erano giunte “dal mare” o “dalle isole”, senza tuttavia fornire ulteriori specificazioni.

bacino del mediterraneo popoli del mare

Origine e diversità dei Popoli del Mare

La provenienza dei Popoli del Mare rimane incognita, soprattutto perché le testimonianze delle loro scorribande si trovano nelle fonti egizie che li descrivono soltanto nell'ambito delle battaglie che li videro coinvolti. Seppure non si conosca tutt’ora l’origine precisa di questi popoli, l’analisi del flusso migratorio e degli eventi che lo accompagnarono ha consentito di avanzare varie ipotesi. Tra le più verosimili c'è quella di una provenienza dall’area compresa tra la Penisola Balcanica e il Mediterraneo centrale.

Si conoscono invece i nomi dei principali Popoli del Mare, riportati nelle iscrizioni egizie. In alcuni casi i nomi suggeriscono una chiara identificazione mediterranea: gli eqwesh sono gli achei; i lukka sono i lici; i peleset sono i filistei (insediatisi sulla costa palestinese). In altri casi, l’identificazione e dunque la provenienza geografica si può solo ipotizzare: gli sherdana potrebbero essere i sardi; gli shekelesh i siculi; i teresh gli etruschi; gli zeker i gruppi che si insediarono tra Siria e Libano.

fenici popoli del mare

I Popoli del Mare contro l’Egitto

Le ondate di invasioni dei Popoli del Mare contro l’Egitto sono tra le vicende storiche che conosciamo meglio con protagonisti questi popoli. L’arrivo dei Popoli del Mare in Egitto ha rappresentato uno dei momenti più critici nella vita del regno dei faraoni. Il primo che dovette affrontare questa minaccia fu Merenptah (1213-1203 a.C.), erede di Ramses II. Il faraone riuscì ad avere la meglio sulla coalizione di libici e cinque Popoli del Mare (eqwesh, lukka, shekelesh, teresh e sherdana) che aveva tentato di conquistare la parte occidentale del Delta del Nilo. Nelle iscrizioni nel Tempio di Karnak e nel suo Tempio Funerario a Tebe, Merenptah fa descrivere i Popoli del Mare come avversari formidabili, sconfitti con fatica.

Una seconda invasione minacciò l’Egitto durante il regno di Ramses III (1184-1153 a.C.), che si trovò questa volta ad affrontare una coalizione molto meglio organizzata di diversi Popoli del Mare (peleset, zeker, shekelesh, danuna, weshesh) che minacciò il Delta orientale dopo avere travolto Anatolia, Cipro e Siria sbaragliando l’impero ittita. Anche in questo caso i resoconti propagandistici del faraone, incisi nel Tempio funerario di Medinet Habu, descrivono battaglie feroci sia sul mare che sulla terraferma. La vittoria avvenne in una celebre battaglia presso la città di Xois (circa 1178 a.C.), a seguito della quale i Popoli del Mare furono massacrati o resi schiavi.

Se è probabile che la descrizione delle invasioni dei Popoli del Mare riportata nelle fonti egizie sia esagerata a scopi propagandistici, i testi contemporanei rinvenuti negli archivi di Ugarit (città della Siria costiera) e le evidenze archeologiche di distruzioni di numerose città in Anatolia e Levante non lasciano dubbi sul fatto che vi furono numerose e violente invasioni e che queste agirono come fattore moltiplicatore per la crisi socio-economica già latente nel Mediterraneo orientale.

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I Popoli del Mare ancora avvolti dal "mistero"

Dopo la battaglia di Xois i Popoli del Mare scompaiono dalla storia egizia, forse perché inglobati tra la popolazione del regno faraonico o forse perché non più una minaccia per l’Egitto. L’arrivo dei Popoli del Mare contribuì di certo ad aggravare una situazione di instabilità nel Vicino Oirente antico dovuta a vari fattori: la fine della civiltà micenea causato dall’arrivo dei Dori dalla Tracia (regione meridionale della Penisola Balcanica); l’indebolimento dell’impero ittita; il ritiro dell’Egitto dalla Siria-Palestina; una grave e prolungata carestia che colpì il Mediterraneo centrale innescando le invasioni verso Oriente.

Anche se l’origine di queste genti resta ancora avvolta dal "mistero", è indubbio che la loro presenza nel mondo vicino-orientale è stata accompagnata da una complessiva ristrutturazione politica, economica, sociale e da una sostanziale innovazione ideologica e tecnologica (quest’ultima in particolare associata all’adozione della metallurgia del ferro).

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