
Tommy Tucker, scoiattolo grigio orientale maschio addomesticato divenuto una celebrità negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, è uno dei primi casi di "animale influencer" della storia moderna. Vestito con i variopinti abiti da donna cuciti dalla sua padrona ha incantato tantissimi americani, e ha contribuito a promuovere la vendita dei titoli di guerra statunitensi in un tempo di grande crisi per la nazione.
Le origini di Tummy Tucker: un salvataggio fortunato
Tutto iniziò nel 1942 a Washington, D.C., quando la signora Zaidee Bullis vide per terra un cucciolo di scoiattolo grigio. L'animale era caduto da un albero, ed era rimasto orfano, così la donna lo portò a casa con sé e gli diede il nome Tommy Tucker, forse in onore del personaggio della filastrocca del XVIII secolo Little Tommy Tucker.
La signora ancora non sapeva che quel piccolo gesto sarebbe stato l'inizio di un fenomeno senza precedenti.
Lo scoiattolo con il guardaroba da star
Bullis, che era una tipa molto creativa e patriottica, decise di rendere stravagante la vita del piccolo scoiattolo, cucendo per lui più di 100 costumi a mano, tra cui un cappotto e un cappello per andare al mercato, delle divise militari, un abito da sposa, un vestito di seta plissettato per gli ospiti e uno della Croce Rossa per visitare l'ospedale. Gli abiti erano tutti rigorosamente femminili, nonostante l'animale fosse maschio, perché la sua coda gli impediva di indossare i pantaloni.

Incredibilmente, Tommy non sembrava infastidito dai vestiti e nemmeno davanti alla fotocamera che lo ritraeva in quelle mise, e ben presto divenne un modello perfetto per le fotografie dell'epoca, tanto da diventare una celebrità.

La fama di Tommy esplose quando apparve sulla rivista LIFE nel 1944. Il servizio fotografico mostrava lo scoiattolo impegnato in attività umane: "leggere" un libro, mangiare a tavola o indossare i suoi abiti più bizzarri.
L'animale divenne così popolare che la donna decise di fondare il Tommy Tucker Club, che arrivò a contare oltre 30.000 membri (molti dei quali erano bambini). Lo scoiattolo apparve poi anche in alcuni cortometraggi e cinegiornali proiettati nei cinema.
Il contributo dello scoiattolo alla guerra
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Tommy si diede anche all'impegno civico, collaborando con il Dipartimento del Tesoro per incoraggiare gli americani ad acquistare i War Bonds, ossia i titoli di guerra necessari a sostenere lo sforzo bellico degli Stati Uniti. Per farlo, il roditore attraversò gli USA con la signora Bullis.
Visitò soprattutto scuole e ospedali, diventando un simbolo di conforto e unità per la nazione in tempi difficili.

Dopo la guerra, Tommy fu sempre più libero dagli impegni ufficiali, e passò gli ultimi anni della sua vita a fare gite con la signora Bullis e il marito, che portavano sempre con sé un bagaglio pieno dei suoi abiti nel rimorchio attaccato alla loro Packard Touring. L'animale morì nel 1949, e i coniugi chiesero a una taxidermista di conservare il suo corpo con le braccia aperte, cosicché gli si potesse cambiare l'abito anche da morto.
Alla morte della coppia, Tommy e i suoi vestiti andarono a una parente, che li tenne nella sua credenza fino alla sua morte (nel 2005). Se l'Archives Center del National Museum of American History conserva una ricca collezione di articoli, documenti e fotografie relativi al piccolo scoiattolo, la collezione di abiti andò invece in eredità allo Smithsonian.
Se mai voleste vedere il famoso scoiattolo – un po' smangiucchiato dalle tarme della credenza della vecchia zia, ma pur sempre elegantissimo – potete farlo su appuntamento, contattando gli Archivi Smithsonian. Vi attenderà con il suo abito di raso rosa e una graziosa collana di perle.