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L'Aeroporto Internazionale di Denver (DEN) ha formalmente emesso una richiesta di proposte (RFP) finalizzata alla conduzione di uno studio di fattibilità per l'implementazione di reattori modulari nucleari di piccola taglia (Small Modular Reactor) all'interno del perimetro aeroportuale. Alla luce delle evoluzioni tecnologiche in ambito aeronautico, DEN ambisce, attraverso l'integrazione della tecnologia nucleare nelle proprie infrastrutture operative, a consolidarsi quale benchmark innovativo e modello di riferimento per l'efficienza energetica negli scali aeroportuali. Tuttavia, l'iniziativa ha suscitato diverse critiche, soprattutto in relazione a dubbi sulla maturità tecnologica della soluzione proposta e alla mancanza negli Stati Uniti di un deposito nazionale dedicato allo stoccaggio del combustibile nucleare esausto.
Perché l’aeroporto di Denver vuole un reattore nucleare: cos'è uno Small Modular Reactor
L'Aeroporto Internazionale di Denver registra un fabbisogno elettrico attuale di circa 45 MW. In previsione di una sostanziale crescita del traffico di passeggeri, stimata da 80 a 120 milioni entro il 2045, sono in fase di analisi diverse iniziative progettuali mirate ad incrementare la capacità di generazione elettrica di ulteriori 40 MW. Per supportare tale espansione, l'amministrazione dell'aeroporto sta valutando l'implementazione degli Small Modular Reactor (SMR), reattori nucleari a fissione di dimensioni ridotte con potenze variabili tra 30 MW e 300 MW, quali soluzioni energetiche sostenibili ed efficienti.
Uno degli aspetti distintivi degli SMR consiste nel design compatto, con unità di dimensioni paragonabili a container standard, fabbricate principalmente tramite processi off-site e trasportabili mediante semirimorchi. Tale configurazione consente, in via teorica, la scalabilità della capacità installata attraverso l'aggregazione modulare, garantendo una risposta flessibile e incrementale alle esigenze energetiche delle infrastrutture aeroportuali.
Grazie alla capacità di funzionamento continuo 24/7, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, gli SMR sono in grado di compensare efficacemente la variabilità intrinseca delle fonti rinnovabili intermittenti, quali energia solare e eolica, assicurando un apporto energetico costante ed affidabile. Inoltre, integrano soluzioni tecnologiche avanzate in ambito di sicurezza, riducendo significativamente i rischi operativi tipici degli impianti nucleari convenzionali.
Lo studio di fattibilità per l'adozione di SMR e le criticità
L'amministrazione dell'aeroporto di DEN si è posta l'obiettivo di raggiungere entro il 2040 la neutralità carbonica relativa alle emissioni causanti il surriscaldamento globale. In tale contesto, l'opzione di utilizzare l'energia nucleare è sinonimo di un approccio proattivo finalizzato a gestire sia l'aumento della domanda energetica sia le criticità connesse ai cambiamenti climatici in atto.
Pertanto, lo studio si propone di analizzare in maniera approfondita gli aspetti fondamentali relativi alla fattibilità tecnico-economica dell'implementazione degli SMR, considerando le stime economiche, le opzioni di finanziamento disponibili e i requisiti regolamentari applicabili. L'attività di analisi prevede un investimento complessivo stimato in 1,25 milioni di dollari e un periodo di realizzazione compreso tra 6 e 12 mesi, al termine del quale l'amministrazione di DEN, in sinergia con i partner commerciali e investitori coinvolti, valuterà i risultati ottenuti per definire le strategie operative successive. Qualora lo studio evidenziasse esiti positivi, dimostrando vantaggi derivanti dall'integrazione della tecnologia nucleare nelle operazioni aeroportuali, DEN potrebbe porsi come pioniere di una nuova generazione di infrastrutture aeronautiche orientate alla sostenibilità.
Se da un lato l'annuncio della notizia ha ricevuto un riscontro positivo, dall'altro sono state sollevate diverse criticità. Gran parte dello scetticismo è legato alla tecnologia degli SMR, ritenuta ancora in fase troppo embrionale per poter trovare applicazione presso uno degli aeroporti con maggiore traffico a livello globale, nonché all'assenza nel territorio statunitense di un deposito geologico permanente ad-hoc per lo smaltimento delle scorie nucleari esauste. Inoltre, ulteriori dubbi sono connessi al potenziale rischio che i reattori SMR, non garantendo flussi di ricavi sufficienti a coprire gli investimenti, possano compromettere la stabilità finanziaria, con ripercussioni sull'intero comparto aeroportuale.