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15 Ottobre 2026
6:00

L’AI in banca potrebbe mettere a rischio i conti correnti: la BCE chiede più sicurezza, come difendersi

L'utilizzo degli agenti AI negli istituti bancari è sempre più sotto osservazione. Dai possibili malfunzionamenti agli attacchi informatici, ecco cosa potrebbe accadere e quali misure vengono adottate per tutelare i correntisti.

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L’AI in banca potrebbe mettere a rischio i conti correnti: la BCE chiede più sicurezza, come difendersi
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Immagine generata con AI a puro scopo illustrativo.

Un conto corrente potrebbe risultare temporaneamente inaccessibile tramite l'app o il sito della banca senza che sia stato sottratto un euro. Succederebbe, per esempio, se un attacco informatico bloccasse i programmi utilizzati per consultare il saldo o effettuare pagamenti. L'intelligenza artificiale, sempre più utilizzata dalle banche e potenzialmente sfruttabile anche dai criminali informatici, è quindi al centro delle verifiche delle autorità di vigilanza.

Negli Stati Uniti i controlli riguardano soprattutto gli agenti AI, programmi capaci di agire con una certa autonomia. Nell'area euro, invece, la Banca centrale europea (BCE) ha chiesto ai maggiori istituti sotto la sua vigilanza di presentare entro il 31 ottobre 2026 un piano per rafforzare le difese contro gli attacchi informatici che sfruttano questa tecnologia.

Come viene utilizzata l'AI nelle banche e quali sono i rischi

Le banche utilizzano già l'intelligenza artificiale per individuare possibili frodi, analizzare dati e assistere i clienti. Tra le tecnologie impiegate rientra pure la cosiddetta AI agentica. A differenza di un chatbot che risponde a una domanda, un agente AI può organizzare una sequenza di azioni per raggiungere un obiettivo, utilizzando gli strumenti ai quali ha accesso. Nella sicurezza informatica, per esempio, potrebbe esaminare le segnalazioni di un programma di monitoraggio, individuare quelle più urgenti e, se autorizzato, avviare una procedura di risposta. Questo non significa che possa trasferire liberamente denaro dai conti: le operazioni consentite dipendono dai permessi ricevuti.

Il problema nasce quando un agente interpreta male le informazioni o compie un'azione imprevista. Se scambiasse un'attività legittima per una minaccia, potrebbe contribuire a bloccare un servizio. Se invece non riconoscesse un'intrusione, rischierebbe di ritardare l'intervento dei tecnici. Esiste altresì la possibilità che istruzioni malevole nascoste in un documento o in un messaggio vengano considerate comandi attendibili. È una tecnica nota come prompt injection, che può indurre un programma a comportarsi diversamente da quanto previsto.

Anche gli hacker possono sfruttare l'AI per individuare vulnerabilità nei software e automatizzare alcune fasi delle intrusioni. Un caso documentato da Sophos sull'impiego di 12 agenti AI mostra, per esempio, come questi strumenti possano essere utilizzati per sviluppare e collaudare programmi destinati agli attacchi informatici, senza eliminare il controllo umano. La BCE avverte che queste capacità possono aumentare la velocità e la portata degli attacchi, riducendo il tempo a disposizione delle banche per reagire.

Per i correntisti, le conseguenze dipenderebbero dal tipo di incidente. Un guasto potrebbe ritardare bonifici o altri pagamenti, mentre una violazione degli archivi rischierebbe di esporre dati riservati. Se venisse colpito un fornitore tecnologico utilizzato da più istituti, le difficoltà potrebbero coinvolgere numerosi clienti contemporaneamente.

Quali sono le misure di sicurezza

Per ridurre i rischi, occorre stabilire esattamente quali attività possono svolgere gli agenti AI e prevedere una conferma umana per le operazioni più delicate, senza contare che le azioni automatiche devono essere tracciabili, con la possibilità di bloccare rapidamente il programma se si comporta in modo anomalo.

La protezione non riguarda però soltanto gli strumenti autonomi. Gli istituti devono individuare i punti deboli dei software, installare gli aggiornamenti di sicurezza e sorvegliare gli accessi sospetti. Particolare attenzione va riservata ai fornitori esterni, dai quali possono dipendere funzioni essenziali come l'elaborazione dei pagamenti.

È altrettanto importante riuscire a ripristinare le operazioni dopo un attacco. Se l'infrastruttura principale viene compromessa, per esempio da un ransomware, non basta conservare una copia dei dati: bisogna poterla recuperare in un ambiente sicuro e riattivare le funzionalità essenziali. Per questo sono necessari backup isolati dalle reti colpite, procedure di emergenza e prove periodiche che permettano di verificare se il piano di ripristino funziona davvero.

Nella lettera del 7 luglio 2026, la BCE ha indicato fra le priorità anche l'aggiornamento o la sostituzione dei sistemi obsoleti, che possono essere più difficili da mantenere sicuri. Ha inoltre chiesto ai maggiori istituti vigilati di precisare le risorse da destinare agli interventi, chi dovrà realizzarli e in quali tempi.

Dal 17 gennaio 2025 nell'Unione europea si applica poi il regolamento Digital Operational Resilience Act (DORA), che stabilisce obblighi in materia di gestione dei rischi informatici, segnalazione degli incidenti, test di resilienza e controllo dei servizi affidati a terzi. Non riguarda esclusivamente l'AI, ma punta a preparare gli operatori finanziari ad affrontare guasti e attacchi digitali.

Come proteggere il proprio conto corrente dall’AI

Le precauzioni a disposizione dei correntisti servono soprattutto a contrastare le frodi. Non possono impedire una violazione dell'infrastruttura bancaria, la cui protezione spetta all'istituto, ma aiutano a ridurre il rischio di accessi abusivi al conto.

Conviene attivare le notifiche delle operazioni, oltre che controllare regolarmente i movimenti, così da individuare in fretta eventuali addebiti sconosciuti. È importante proteggere l'accesso all'home banking, non condividere password o codici temporanei e non approvare richieste di autenticazione per pagamenti mai avviati. Prima di effettuare un bonifico, è poi opportuno verificare che il nome del beneficiario corrisponda all'IBAN, prestando attenzione agli eventuali avvisi della banca. Anche se un assistente AI promette di semplificare la gestione delle finanze, le credenziali non vanno inserite in servizi esterni non autorizzati dalla propria banca.

Un'altra precauzione riguarda le comunicazioni apparentemente provenienti dall'istituto di credito. I truffatori possono sfruttare l'AI per creare messaggi credibili e imitare la voce di altre persone. Se una telefonata segnala presunte anomalie e chiede di trasferire soldi, fornire codici o condividere lo schermo, è opportuno interrompere la conversazione e verificare direttamente attraverso l'app o il numero ufficiale della banca. Le false videochiamate di sedicenti operatori bancari mostrano come un raggiro possa riuscire pure senza violare i sistemi informatici dell'istituto.

In presenza di un pagamento non autorizzato, occorre avvisare la banca e bloccare gli strumenti eventualmente compromessi. La contestazione va presentata senza ritardo e, di norma, non oltre 13 mesi dall'addebito. La normativa prevede generalmente il rimborso entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui l'intermediario viene a conoscenza dell'operazione. La banca può tuttavia sospenderlo in caso di motivato sospetto di frode del cliente, da comunicare immediatamente per iscritto alla Banca d'Italia. Inoltre, se vengono dimostrati comportamenti dolosi o gravemente negligenti, l'intermediario può negare il rimborso o recuperare le somme già restituite.

È diverso il caso di un bonifico disposto personalmente dopo essere stati ingannati: in questa situazione non si applica automaticamente la stessa tutela. Se la contestazione non viene risolta, è possibile presentare un reclamo e, quando ne ricorrono i presupposti, rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario.

Se invece il problema è un'interruzione generale dell'home banking, conviene consultare gli avvisi ufficiali, verificare eventuali canali alternativi per le operazioni urgenti e conservare le prove del disservizio.

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