
Quasi tutti l'hanno avuta almeno una volta, quasi tutti sanno che "il dolce fa venire le carie", eppure pochi sanno davvero cosa succede dentro un dente quando una carie si forma e qual è il meccanismo alla base. La carie è a tutti gli effetti una malattia infettiva cronica con una diffusione globale che per manifestarsi richiede la presenza di batteri specifici, un substrato nutrizionale (gli zuccheri) e un dente su cui agire. Quello che accade è che, come riporta il CDC (U.S Centre for Disease Control and Prevention), la produzione di acidi da parte dei microrganismi presenti nella bocca provoca la inizialmente distruzione dello smalto del dente e successivamente, se colpisce gli strati più profondi, dolore e nei casi più gravi la perdita del dente. Secondo l'OMS ne sono vittima 2,5 miliardi di persone, classificandola come la malattia non trasmissibile (MNT) più diffusa al mondo.
Questo articolo ha uno scopo puramente divulgativo. Per qualsiasi dubbio relativo alla propria salute orale è sempre consigliabile consultare un professionista.
Cos’è una carie ai denti
La parola carie, apparsa in letteratura scientifica intorno al 1634, viene dal latino e significa letteralmente decadimento. Come riporta una revisione pubblicata su StatPearls (NIH), la carie è una malattia infettiva cronica causata da batteri che colonizzano la superficie dei denti e, metabolizzando gli zuccheri, producono acidi che nel tempo demineralizzano la struttura dentale.
I principali responsabili sono batteri come Streptococcus mutans, Streptococcus sobrinus e i Lactobacilli, presenti normalmente nella bocca ma che, in presenza di zuccheri frequenti, proliferano e spostano l'equilibrio verso una composizione sempre più acida e aggressiva. L'odontoiatria e lo studio di questa malattia ha origini antichissime che risalgono al 5000 a.C., al tempo si credeva erroneamente che la carie fosse causata da un "verme dei denti".
Come si forma: dalla macchia bianca al buco
I batteri della placca dentale metabolizzano gli zuccheri come glucosio, fruttosio, saccarosio producendo acido lattico. Questo acido abbassa il pH della bocca, raggiungendo un livello sufficiente a demineralizzare lo smalto. Quello che succede è che i cristalli di idrossiapatite che compongono la struttura del dente si sciolgono.
In questa fase, il processo è ancora reversibile… grazie alla saliva che contiene calcio, fosfato e fluoruri e funzionando come un tampone può neutralizzare l'acido e favorire la remineralizzazione dello smalto. Se però l'esposizione acida è troppo frequente e la saliva non riesce a "tenere il passo", la perdita minerale diventa inevitabile. È a questo punto che compare prima una macchia bianca (il primo segno clinicamente visibile) e successivamente, se il processo non viene interrotto, la superficie dello smalto collassa formando una cavità vera e propria.

Una volta che la carie raggiunge la dentina (il tessuto sottostante allo smalto, più morbido e permeabile) la progressione accelera. Come spiegano sia il CDC (U.S Centre for Disease Control and Prevention) che la Cleveland Clinic, se arriva alla polpa (dove ci sono i nervi), provoca infezione, dolore intenso e può richiedere la devitalizzazione o, nei casi peggiori, l'estrazione.
Tra i fattori che alterano l'equilibrio della cavità orale e aumentano il rischio di carie oltre agli zuccheri del cibo e delle bevande troviamo il consumo di alimenti acidi tra i pasti, problemi di secrezione salivare, una scarsa igiene orale e una scarsa esposizione al fluoro dato che quest'ultimo rafforza lo smalto rendendolo più resistente.
I dati scientifici globali sulle carie
Nonostante sia facilmente prevenibile la prevalenza non è diminuita significativamente negli ultimi trent'anni, anzi la diffusione di diete ricche di zuccheri ne favorisce l'insorgenza. Secondo i dati dello studio, quasi il 96% degli adulti over 65 ha avuto almeno una carie nel corso della vita. Il CDC riporta che tra gli adulti tra 20 e 64 anni, 1 su 5 ha almeno una carie non trattata. Mentre il 50% dei bambini tra i 6 e i 9 anni ha già avuto una carie nei denti da latte o permanenti.
La diffusione e la gravità della carie dentale sono fortemente legate anche alle condizioni socioeconomiche. Questa patologia colpisce in modo sproporzionato i gruppi più poveri, vulnerabili ed emarginati della società (come persone a basso reddito, disabili, anziani soli e minoranze), spesso a causa delle disparità nell'accesso a risorse primarie come l'acqua potabile e i servizi igienico-sanitari.