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14 Marzo 2026
8:00

Breve storia di un linciaggio: perché 11 italiani furono uccisi a New Orleans nel 1891

Il più grave linciaggio di immigrati italiani nella storia degli Stati Uniti avvenne in Louisiana alla fine del XIX secolo. Persero la vita 11 persone accusate di essere coinvolte nell'uccisione del sovraintendente della polizia di New Orleans, David Hennessy.

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Breve storia di un linciaggio: perché 11 italiani furono uccisi a New Orleans nel 1891
linciaggio new orleans
Generata con AI

Con “linciaggio di New Orleans” si fa riferimento a una circostanza storica specifica: l’uccisione di undici persone di origine italiana da parte di una moltitudine di cittadini statunitensi il 14 marzo 1891 a New Orleans, città situata nel sud degli Stati Uniti, sul delta del fiume Mississippi. Fu un atto di violenza collettiva contro individui inermi dopo un discusso processo giudiziario. Le vittime di origini siciliane, ancora detenute nonostante l’assoluzione e la mancata condanna, vennero raggiunte nei pressi della prigione locale e uccise. L’episodio destò un forte sconcerto. Fu il punto di convergenza tra latenti attriti sociali, forme diffuse di xenofobia e la “razzializzazione” degli immigrati italiani, percepiti come inaffidabili e inassimilabili.

La costruzione del “diverso”

Fino agli anni '70 dell’Ottocento, l’immagine dell’Italia negli Stati Uniti era molto sfumata e per lo più legata a un’élite di intellettuali o di esuli, che godevano di un giudizio tendenzialmente positivo. Questa considerazione subì una brusca involuzione con l’intensificazione dei flussi migratori dall’Italia (paese di recente unificazione e ancora piuttosto arretrato).

new orleans canale
Incisione di Canal street, New Orleans,  Louisiana, Stati Uniti, 1888.

Dal 1880 centinaia di migliaia di italiani entrarono negli USA. Provenivano in massima parte dal Meridione, specie dalla Sicilia, ed erano spesso ex-braccianti agricoli. Per creare reti di relazioni solide si concentravano in ristrette zone urbane chiamate “Little Italies” (“Piccole Italie”). Oltre alla cultura, alla lingua e alla religione, condividevano soprattutto un elemento: erano indigenti, o comunque non abbienti, e cercavano di migliorare e stabilizzare la loro posizione economica.

Trovarono ben altro, però: la diffidenza. Le difficoltà degli italiani a interagire con la società statunitense (in prevalenza bianca, anglosassone e protestante) e il degrado dei quartieri urbani in cui abitavano furono interpretati non come una conseguenza delle loro condizioni socio-economiche, ma come una sorta di tratto tipico dell’italianità.

Per gli italiani la povertà divenne uno stigma. Non solo: vennero accusati, con la loro stessa presenza, di rubare il lavoro ai cittadini statunitensi o di favorire la compressione dei salari. Di fronte al generale disorientamento causato dell’impetuosa industrializzazione capitalistica, gli italiani divennero insomma un facile bersaglio. Un capro espiatorio utile per spiegare, e per spiegarsi, le mutazioni del sistema produttivo degli Stati Uniti e la crescita della domanda di operai non specializzati a discapito di quelli specializzati.

Editorial cartoon in "The Mascot" newspaper, New Orleans, 1888, harshly anti-Italian immigrant. Date 7 September 1888 Source "The Mascot" newspaper, 7 September, 1888 issue, via microfilm in New Orleans Public Library
Vignette contro gli immigrati italiani, The Mascot, New Orleans 1888, in New Orleans Public Library. Credit: via Wikimedia Commons.

Così, la figura dell’italiano negli Stati Uniti assunse caratteri negativi, contorni inquietanti. Gli italiani furono spesso rappresentati, con il concorso dei quotidiani più aggressivi, come individui sporchi, indisciplinati e inclini alla violenza. In una parola, pericolosi.

Dal sospetto generalizzato al massacro del 1891

Presto cominciarono ad autoalimentarsi veri e propri stereotipi. Gli italiani vennero raccontati come spregiudicati utilizzatori di pugnali pronti a seminare il panico nelle metropoli o associati, più o meno in blocco, alla criminalità organizzata (Mafia society). Inoltre, specie nel sud degli Stati Uniti, non di rado furono accostati alla popolazione afroamericana. In questo senso vennero anche “razzializzati”, cioè considerati come un’altra “razza” distinta e inferiore rispetto ai bianchi di origine anglosassone o nord-europea.

L’ostilità verso gli italiani – nella società civile, sulla stampa, in ambito politico – è il contesto che reste possibile il massacro di New Orleans (dove al tempo abitavano circa 30.000 persone di origine italiana, su oltre 240.000 abitanti).

Il nodo centrale della vicenda risaliva all’ottobre del 1890, quando il sovraintendente della polizia della città, David Hennessy, era morto in seguito ad un agguato con colpi d’arma da fuoco. In punto di morte secondo alcune testimonianze, Hennessy avrebbe suggerito che i responsabili fossero da ricercare tra i Dagoes. Dagoes era, per l’appunto, il termine dispregiativo usato per indicare gli immigrati provenienti dall'area mediterranea.

Artist's conception of Hennessy's murder. "Scene of the Assassination", The Mascot, New Orleans, 1890.
Rappresentazione dell’omicidio Hennessy, The Mascot, New Orleans 1890. Credit: via Wikimedia Commons.

La pista italiana era stata dunque ritenuta del tutto verosimile. Perquisizioni indiscriminate e fermi di polizia, sulla scia dell’indignazione pubblica, avevano coinvolto decine di persone. Alla fine nove italiani, dei diciannove formalmente arrestati, erano stati accusati di essere implicati nell’omicidio Hennessy. Di questi, alcuni erano già noti alle autorità e avevano precedenti penali. La maggior parte, tra l'altro, aveva acquisito la cittadinanza statunitense.

Il processo si svolse tra il febbraio e il marzo 1891 e si concluse con un verdetto che colse di sorpresa chi dava per scontata la responsabilità degli italiani. Sei imputati vennero assolti e per gli altri tre non si arrivò a una verdetto definitivo per insufficienza di prove nell’impianto accusatorio (in attesa di ulteriori sviluppi).

Alcuni delle vittime del linciaggio del 1891, Illustrazione dell'Harper's Weekly. Via Wikimedia Commons.
Alcuni degli accusati nel caso Hennessey, poi vittime del linciaggio del 1891. Credit: via Wikimedia Commons.

Quando la notizia circolò, la reazione fu radicale. Si lanciarono appelli, si formò un comitato di protesta, si parlò di una possibile corruzione della giuria. Così il 14 marzo 1891 circa 3000 cittadini, secondo stime prudenti, si radunarono nei pressi di Canal Street e fecero irruzione nella prigione in cui erano ancora trattenuti i 19 italiani arrestati (compresi quelli assolti). Le guardie sul posto non riuscirono a bloccarli e i prigionieri del caso Hennessy furono cercati, scovati, accerchiati e percossi. Nove vennero poi fucilati all'interno dell'edificio, due impiccati all'esterno.

Si trattò di un’esecuzione feroce, sommaria e illegale perpetrata da cittadini privati (e armati) a danno di individui che, al di là delle indagini e dell'esito del processo, venivano giudicati – collettivamente – colpevoli.

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Illustrazione del linciaggio di New Orleans, in E. B. Andrews, History of the United States, Vol. V. Charles Scribner’s Sons, New York. 1912. Credit: via Wikimedia Commons.

Le conseguenze dopo il massacro del 1891

Il massacro di New Orleans fu subito inserito in una precisa cornice interpretativa. Le parole di condanna, a caldo, non nascosero la presenza (e la persistenza) di un forte pregiudizio anti-italiano.

Come ha sottolineato lo storico Stefano Luconi, il settimanale Leslie’s Weekly scrisse che “nessuno statunitense razionale, intelligente e onesto avrebbe rimpianto la morte degli undici siciliani” dal momento che “a prescindere che fossero o meno membri della Mafia, appartenevano alla peggior razza di malavitosi”. D'altro canto secondo Luconi:

Più dei tre quarti degli articoli che il principale quotidiano di New Orleans, il "Times Picayune", aveva dedicato alla comunità italo-americana locale nel triennio precedente il linciaggio si erano incentrati sul supposto coinvolgimento dei suoi membri nella malavita.

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Vignetta sulla sentenza relativa al caso Hennessy. Si legge: “ALLA BASE DI TUTTO – Le giurie codarde sono la prima causa del dominio della folla”, Puck, 25 marzo 1891. Credit: via Wikimedia Commons.

Il massacro di New Orleans scatenò poi una breve crisi diplomatica tra Italia e Stati Uniti. A Roma il caso fece molto scalpore. Il quotidiano La Tribuna osservò: “Il fatto è tanto enorme che si stenterebbero a crederlo se i dispacci non fossero pur troppo ufficiali”. Il governo statunitense si trovò a rispondere dell'accaduto anche perché tre degli italiani uccisi non avevano chiesto od ottenuto la cittadinanza statunitense (non erano stati naturalizzati) e quindi, in base a precedenti accordi tra i due paesi, avrebbero dovuto essere protetti. Così una questione interna divenne (anche) internazionale.

Il governo federale subì pressioni, anche attraverso l'interessamento di giornali come il New York Times, dichiarando però di non poter intervenire in autonomia a causa delle prerogative dello Stato della Louisiana, cosa che, a sua volta, innescò un dibattito sul rapporto tra potere federale e potere statale. Nel 1892 il presidente Benjamin Harrison, senza riconoscere la responsabilità del governo, venne incontro alle rimostranze italiane e concesse un risarcimento alle famiglie delle vittime.

Alla fine i colpevoli non furono puniti (né del tutto identificati) e la diffidenza nei confronti degli italiani non si attenuò di colpo (anzi, continuò a lungo). Partiti, movimenti o associazioni ostili all'immigrazione ottennero grande centralità. Eppure quel che accade nel 1891 ebbe una certa incidenza: contribuì a riaprire le discussioni sugli atti di giustizia sommaria (una pratica che colpiva spesso gli afroamericani) e gli Stati Uniti, più di prima, furono costretti a confrontarsi con le proprie contraddizioni.

Uncle Sam stands beside an American Flag and the specter of William McKinley while a ship "Direct From the Slums of Europe Daily" releases rats representing undesirable Italian immigrants (e.g. Mafia, Anarchists, Socialists, Murder). Date 1903 Source Judge, vol. 4-45, 1903
"Uncle Sam" di fronte agli immigrati, presentati come con etichette come "Mafia, Anarchists, Socialists", Judge, Vol. 4–45, New York City, 1903. Credit: via Wimiedia Commons.

Nel tempo l'episodio è stato oggetto di studi e ricerche. Nel 2019, l’amministrazione democratica di New Orleans ha emesso un proclama di scuse ufficiali rivolto alla comunità italo-americana locale.

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