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23 Marzo 2026
18:00

Lo strumento “Jerk” per la previsione delle eruzioni vulcaniche tramite segnali: sarà usato sull’Etna

I ricercatori dell’IPGP di Parigi e del GFZ Helmholtz Centre for Geosciences hanno sviluppato “Jerk”, uno strumento capace di rilevare deboli segnali generati dalla risalita di magma prima dell'eruzione di un vulcano. Lo strumento, che nei test ha previsto la maggior parte delle eruzioni, ora verrà applicato all'attività dell'Etna.

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Lo strumento “Jerk” per la previsione delle eruzioni vulcaniche tramite segnali: sarà usato sull’Etna
strumento previsione eruzioni

I ricercatori hanno sviluppato uno strumento chiamato “Jerk”, in grado di rilevare deboli segnali generati dalla risalita di geomagma prima di un’eruzione vulcanica. Lo strumento è già stato testato per un decennio con successo presso il vulcano Piton de la Fournaise sull’Isola di Réunion, del quale ha previsto la maggior parte delle eruzioni con un preavviso da qualche ora a qualche minuto. A mettere a punto questo rilevatore di segnali sono stati gli scienziati dell’Institut de Physique du Globe de Paris (IPGP) e del GFZ Helmholtz Centre for Geosciences di Potsdam, in Germania, che lo hanno descritto in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications. Ora verrà testato anche su altri vulcani, a cominciare dall’Etna, con la speranza che possa diventare un sistema di allerta precoce efficace per prevedere le eruzioni vulcaniche.

Come funziona lo strumento Jerk e com’è stato testato sui vulcani

Il rilevatore di segnali “Jerk” è un sismometro a banda larga in grado di rilevare movimenti minimi del terreno, per esempio l’apertura di piccole fratture, dovuti alla risalita del magma in profondità al di sotto di un vulcano. Questi deboli segnali possono rivelare in tempo reale le prime fasi dell’attività vulcanica. Lo strumento è stato già testato tra il 2014 e il 2023 presso il vulcano Piton de la Fournaise sull’Isola di Réunion, uno dei più attivi e monitorati del mondo. “Jerk” è riuscito a prevedere con successo il 92% delle eruzioni del vulcano avvenute in questo intervallo di tempo, con un preavviso che andava da qualche minuto a 8 ore rispetto all’istante in cui il magma raggiungeva la superficie. Solo nel 14% dei casi l’eruzione prevista non è avvenuta, ma si è comunque verificata un’intrusione di magma in profondità (si parla di “eruzioni abortite”). Gli allarmi di “Jerk” sono stati confermati da altri parametri interessati da monitoraggio, che costituiscono i cosiddetti fenomeni precursori, per esempio la sismicità, la deformazione del suolo e la variazione delle emissioni di gas dal terreno.

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L’intervallo di tempo trascorso tra l’allarme di Jerk e le eruzioni del Piton de la Fournaise. Credit: Nature Communications

In che modo potrebbe cambiare le previsioni delle eruzioni e i test sull’Etna

Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti nella previsione delle eruzioni, ma è tuttora molto difficile individuare con precisione il momento in cui si verificherà l’eruzione e le sue esatte modalità. Il monitoraggio dei vulcani ha comunque spesso consentito di prevedere l’avvicinarsi di un’eruzione grazie all’analisi dei fenomeni precursori. Tuttavia, la complessa interpretazione di questi segnali può portare a falsi allarmi e di conseguenza a disagi per la popolazione evacuata e allo spreco di risorse economiche per mettere in atto le evacuazioni. L’obiettivo è quindi rendere più precise e affidabili le previsioni e “Jerk”, con la sua capacità di rilevare in modo diretto e in tempo reale segnali fisici associati al movimento del magma, potrebbe diventare un efficace strumento di allerta precoce per molti vulcani. Lo strumento verrà testato su altri vulcani, a cominciare dall’Etna. Qui, il progetto “POS4dyke” prevede l’installazione nel 2026 di una rete di sismometri a banda larga, in collaborazione con l’INGV. Allo stesso tempo, sarà portato avanti il progetto “SAFAtor”, che ha come oggetto lo studio dell’utilizzo dei cavi in fibra ottica nel miglioramento dei sistemi di allerta precoce per terremoti ed eruzioni vulcaniche.

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