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28 Febbraio 2026
6:00

Qual è la differenza tra mantide religiosa autoctona e mantide “aliena” asiatica e come riconoscerle

Un recente studio condotto da esperti italiani ha messo in luce gli impatti di due specie aliene di mantidi: la mantide gigante asiatica e la mantide gigante indocinese. Presenti nel nostro paese già da alcuni anni e in grande espansione, minacciano in particolare le mantidi religiose e un gran numero di insetti, tra cui api e lucertole.

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Qual è la differenza tra mantide religiosa autoctona e mantide “aliena” asiatica e come riconoscerle
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Immagine generata con AI.

Un recente studio pubblicato sul Journal of Orthoptera Research analizza l'impatto di due specie di mantidi arrivate anche in Italia dall'Asia: la Mantide gigante asiatica (Hierodula tenuidentata) e la Mantide gigante indocinese (Hierodula patellifera). Gli entomologi autori della ricerca hanno dimostrato che le due mantidi asiatiche hanno una notevole capacità riproduttiva, entrano in competizione con le Mantidi religiose (Mantis religiosa), sono molto voraci e predano un gran numero di insetti impollinatori e, in qualche caso, piccoli anfibi e rettili. Queste due specie aliene vanno ad aggiungersi a tutta una serie di invasori, ormai ben noti, come la testuggine dalle orecchie rosse (Trachemys scripta), la nutria (Myocastor coypus), il pesce siluro (Silurus glanis) o il granchio blu (Callinectes sapidus).

Da dove arrivano le mantidi aliene e come sono arrivate in Italia

Tutte le mantidi fanno parte dell'Ordine Mantodea e se ne contano oltre 2400 specie  nel mondo. La Mantide gigante asiatica proviene dall'India e dall'Asia Centrale ed è ormai diffusa in campagne coltivate, giardini, fasce boschive e aree urbane. La Mantide gigante indocinese è nativa di Cina, India, Giappone, Corea, Nepal e diverse isole del Pacifico e si è diffusa in Lombardia su alberi in ambienti urbani e su coltivazioni di gelso, favorita da condizioni climatiche caldo-umide. Ha manifestato subito la capacità di adattarsi anche a condizioni climatiche difficili (alternanze repentine caldo – freddo) diversamente da altri insetti e soprattutto di diffondersi facilmente in ambienti antropizzati.

Entrambe le specie aliene (Hierodula tenuidentata e Hierodula patellifera) sono state segnalate in Italia sin dagli anni 2015-2018 e sono ormai in rapida espansione numerica, soprattutto nelle regioni del Nord. Sono arrivate molto probabilmente insieme a merci provenienti dall'Oriente o da materiale importato per i vivai. Addirittura, alcune ooteche (astucci in cui le mantidi depositano le uova), compatibili con queste due specie, sono state raccolte su scope di bambù spedite in Italia dall'Asia. Quando furono segnalati i primi esemplari in Pianura Padana il loro impatto potenziale era ancora sconosciuto, ma già i ricercatori ipotizzavano una possibile competizione per le risorse con la nostra Mantide religiosa.

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La Mantide Gigante Indocinese (Hierodula patellifera)

L’invasione è pericolosa per la biodiversità locale

La loro natura di predatori voraci e molto adattabili determina un vantaggio su molte altre specie, come acclarato dallo studio appena pubblicato. I ricercatori hanno infatti dimostrato che le mantidi aliene hanno elevata capacità riproduttiva. Da ogni ooteca escono in media ben 209 giovani ninfe: quasi il doppio rispetto alla Mantide religiosa.

Inoltre, presentano bassi tassi di cannibalismo e buon tasso di sopravvivenza giovanile. I risultati riportano anche che i maschi di Mantide religiosa sono attratti dalle femmine della mantide aliena, per poi essere divorati! Infine, le nuove arrivate riescono a predare un'ampia gamma di insetti che include anche impollinatori selvatici e l'ape domestica (Apis mellifera), oltre a piccole lucertole (Podarcis muralis) e rane arboricole (Hyla perrini).

Per fortuna le aliene risultano un boccone appetitoso per i gatti e per uccelli come le cinciallegre, i picchi e i rapaci notturni.

Come fare per contenerle?

Per le mantidi sono state pubblicate apposite linee guida con l'obiettivo di limitare la loro diffusione e mitigare gli impatti negativi sugli ecosistemi.

Secondo le linee guida del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, le Istituzioni hanno il compito di valutare rischi e impatti economici derivanti dalla loro presenza, organizzare sistemi di rilevamento rapido in porti e aeroporti, rafforzare i controlli sulle importazioni di beni provenienti da regioni a rischio, supportare iniziative che coinvolgano i cittadini nel monitoraggio e nella segnalazione delle mantidi aliene

Come distinguere le due specie di mantidi e segnalarle: le caratteristiche

Molte volte il contributo dei cittadini è essenziale nella segnalazione di "nuove specie invasive". La maggior parte delle osservazioni riportate nello studio, infatti, sono state ottenute grazie al contributo volontario di comuni cittadini che, attraverso la cosiddetta citizen science, hanno raccolto dati e informazioni messe poi a disposizione dei ricercatori. Le segnalazioni di avvistamenti si possono effettuare tramite apposite app come quelle associate al Progetto Mantidi Aliene, ma i cittadini possono anche collaborare con esperti per rimuovere individui o ooteche, controllare la presenza di mantidi aliene anche nei giardini o in aree urbane, e possono evitare acquisti di specie vegetali non opportunamente controllate, che potrebbero essere contaminate.

Le nuove aliene sono molto difficili da distinguere dalla Mantide religiosa a cui siamo abituati, pertanto di solito si consiglia di fare una foto e segnalarla. Ma se siete osservatori molto attenti ecco qualche dettaglio per riconoscere le due nuove aliene:

  • se vedi una evidente macchia scura, talvolta chiazzata di bianco nel lato interno delle coxe (cioè della prima parte delle zampe) anteriori ben visibile è una Mantis religiosa;
  • se vedi il margine interno delle coxe anteriori con delle spine giallastre e ci sono due macchie bianche laterali sulle ali è una Hierodula tenuidentata;
  • se vedi il margine interno delle coxe anteriori con spine poco pronunciate, 3 o 4 delle quali dotate alla base di una evidente placca giallastra e ci sono due macchine bianche laterali sulle ali si tratta di Hierodula patellifera.
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