
Qual è l'efficienza energetica degli edifici residenziali in Italia? La risposta cambia radicalmente a seconda della regione. I dati dell’elaborazione Resolglass (aprile 2026) su base SIAPE/ENEA e dati proprietari mostrano uno scarto significativo tra territori: si va da realtà più virtuose come il Trentino-Alto Adige, dove la quota di edifici in classe energetica G è contenuta al 19,8%, fino alla Calabria, che raggiunge il 37,6%. La differenza tra regioni non riguarda soltanto la sostenibilità ambientale, ma anche il valore economico degli immobili.
Un’elevata presenza di edifici in classe G si traduce in maggiori costi energetici, minore attrattività del patrimonio immobiliare e un rischio concreto di svalutazione progressiva degli asset. Al contrario, le regioni con una maggiore diffusione di classi A e B risultano più competitive, più resilienti e meglio preparate ad affrontare il nuovo contesto normativo europeo.

Il dato nazionale dice che circa il 30% degli immobili italiani è ancora in classe G, ma basta scendere nel dettaglio regionale per vedere quanto la situazione cambi. Il Nord guida nettamente, con il Trentino-Alto Adige che si classifica come la regione più efficiente con il 19,8% di edifici in classe G e il 20,3% in classe A. Seguono:
- Valle d’Aosta (21,8% in G, 18,2% in A).
- Lombardia (24,8% in G, 15,4% in A).
- Veneto (25,7% in G).
- Friuli-Venezia Giulia (25,8% in G).
- Emilia-Romagna (26,3%).
Tutte queste regioni, quindi, tutte sotto la media nazionale per quota di immobili meno efficienti. Nel Centro Italia i valori si avvicinano o superano leggermente la media. Più nello specifico, abbiamo:
- Toscana al 29,1% di edifici in classe G.
- Marche al 30,1% di edifici in classe G.
- Umbria al 31,2% di edifici in classe G.
- Lazio al 31,3% di edifici in classe G.
- Abruzzo al 31,5% di edifici in classe G.
Il quadro cambia drasticamente nel Sud e nelle Isole, dove il ritardo è più marcato:
- Puglia al 35,4% per gli edifici in classe G.
- Sardegna al 35,6%.
- Molise al 36,3%.
- Basilicata al 36,4%.
- Sicilia al 36,6%.
- Campania al 36,9%.
In fondo alla classifica c’è la Calabria, con il 37,6% di edifici in classe G e appena il 7,5% in classe A. Un divario di quasi 18 punti percentuali rispetto al Trentino-Alto Adige che evidenzia un’Italia energeticamente frammentata.
