
Il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato alla giurista e attivista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay, 85 anni, per «il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale». Il Comitato norvegese per il Premio Nobel ha motivato la sua scelta sulla base del «ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il genocidio vengano perseguiti».
Nata nel 1941 a Durban, in Sudafrica, in una famiglia indiana di origine tamil durante l'apartheid, Pillay è diventata avvocata e pioniera del diritto, affrontando profonde discriminazioni strutturali, segregazione ed esclusione: nel corso della sua lunga carriera come giurista e magistrata, ha ricoperto il ruolo di giudice ad interim presso l'Alta Corte del Sudafrica e presso il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (l’organo istituito per giudicare i responsabili del genocidio ruandese del 1994). Il suo contributo in quella sede è stato decisivo: ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di una giurisprudenza innovativa che ha riconosciuto lo stupro come atto di genocidio, un precedente che ha cambiato il modo in cui il diritto internazionale affronta i crimini di violenza sessuale nei conflitti armati.
Nel 2003, Pillay è stata eletta giudice della Corte Penale Internazionale all’Aja, dove ha fatto parte della Camera d’Appello fino all’agosto del 2008. In quello stesso anno, il Segretario Generale delle Nazioni Unite l’ha proposta come Alto Commissario per i Diritti Umani, una nomina successivamente approvata dall’Assemblea Generale il 28 luglio 2008, portando avanti l'incarico fino al 2014.
Nel 2015, tra l'altro, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte: e quasi fosse un caso, proprio oggi gli USA hanno annunciato che la fucilazione di Nidal Hasan (condannato alla pena di morte per aver ucciso 13 persone in una sparatoria nella base militare di Fort Hood nel 2009) sarà trasmessa in diretta streaming il prossimo 3 dicembre.
La sua attività internazionale a favore dei diritti è poi proseguita come giudice ad hoc alla Corte internazionale di giustizia durante il procedimento tra Gambia e Myanmar sul genocidio dei Rohingya. Fino allo scorso anno, ha inoltre svolto il ruolo di Presidente della Commissione d’inchiesta ONU sul territorio palestinese occupato e Israele, accusando Tel Aviv di star conducendo un genocidio a Gaza.
Oggi Navi Pillay lavora come giudice presso la Corte internazionale di giustizia nel caso in cui il Myanmar è accusato di genocidio.
Nel comunicato stampa in cui si annuncia la sua vittoria, il Comitato di Oslo ha anche voluto lanciare un messaggio più ampio, sottolineando che «in un’epoca in cui il numero di guerre e conflitti è in aumento e in cui i giudici e le istituzioni del diritto internazionale sono sotto attacco politico, la capacità di risolvere i conflitti senza ricorrere alla forza o alla violenza dipende dal rispetto dello stato di diritto internazionale […]. Il Comitato norvegese per il Nobel desidera ricordare al mondo che lo stato di diritto – nazionale e internazionale – è alla base del sistema che abbiamo creato per garantire la pace e risolvere i conflitti in modo non violento. La pace richiede giustizia».
Quest’anno, peraltro, ricorre il 125° anniversario del Nobel per la Pace: dal 1901 a oggi il premio è stato assegnato 107 volte, rispettivamente a 113 individui e 31 organizzazioni. In 19 occasioni il premio non è stato conferito poiché nessuna delle opere prese in considerazione risultava avere un'importanza adeguata e, in generale, la portata del diritto internazionale si espanse dopo la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto dopo la creazione delle istituzioni delle Nazioni Unite.
La magistrata sudafricana è la 21esima donna a ottenere questo riconoscimento: lo scorso anno, il premio era andato a Maria Corina Machado, attivista e politica venezuelana, leader dell’opposizione al governo autoritario di Maduro.
Oltre al prestigio internazionale, Navi Pillay vincerà anche un premio del valore di 12 milioni di corone svedesi (circa 1,07 milioni di euro), che le verrà consegnato a Oslo il 10 dicembre 2026, in occasione dell'anniversario della morte di Alfred Nobel.