
Dopo il Nobel per la Medicina, quello per la Fisica e quello per la Chimica, oggi è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla scrittrice canadese Anne Carson, poetessa, saggista, traduttrice e studiosa del mondo classico. L'annuncio, è arrivato giovedì 8 ottobre 2026 dall'Accademia Svedese, che l'ha premiata per una produzione letteraria capace di mettere in comunicazione la letteratura contemporanea con quella greca e latina. La motivazione ufficiale parla infatti di una produzione «audace e inventiva» che, attraverso un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea.
Ma fino a pochi minuti prima dell'annuncio era praticamente impossibile sapere con certezza chi avrebbe vinto. A differenza di altri importanti premi letterari, il Nobel non pubblica infatti né i candidati né una shortlist ufficiale: candidature, valutazioni e documenti relativi alla selezione rimangono segreti per 50 anni. Ecco perché ogni annuncio è una vera e propria sorpresa. Ed è anche per questo che, ogni ottobre, intorno al Nobel per la Letteratura si moltiplicano pronostici, favoriti e possibili sorprese.
Perché il Nobel per la Letteratura è così imprevedibile
Quando si parla di altri importanti premi letterari siamo abituati a shortlist, finalisti e libri candidati. Con il Nobel funziona diversamente. Il processo di selezione comincia molti mesi prima della proclamazione, e a proporre un nome possono essere, tra gli altri, membri di accademie, professori universitari di letteratura e linguistica, precedenti vincitori del Nobel per la Letteratura e rappresentanti di organizzazioni di scrittori. Non è invece possibile autocandidarsi.
Da queste proposte nasce una prima lista, che possiamo già immaginare molto ampia. Infatti, secondo quanto ricostruito dalla stessa Accademia Svedese, storicamente può comprendere circa 200 nomi. Il Comitato Nobel per la Letteratura la restringe prima a una quindicina di candidati e poi, verso la fine di maggio, a una shortlist di cinque nomi, dei quali i membri dell'Accademia approfondiscono la lettura e il confronto durante l’estate.
Il punto è che nessuna di queste liste viene resa pubblica; ciò significa che le liste di “favoriti” che circolano ogni anno sui giornali e blog vari non corrispondono necessariamente ai veri finalisti dell’Accademia. E lastoria del premio è piena di risultati difficili da prevedere. È successo anche nel 2024 con Han Kang, che non figurava tra i nomi maggiormente indicati alla vigilia e diventò la prima autrice sudcoreana a ricevere il Nobel per la Letteratura.
Anne Carson, in realtà, era da anni uno dei nomi ricorrenti nelle previsioni sul Nobel e anche nel 2026 figurava tra gli autori considerati possibili vincitori.
Chi è Anne Carson, straordinaria poetessa canadese
Nata a Toronto nel 1950, Anne Carson è una figura impossibile da inserire in una sola categoria: è poetessa, saggista, traduttrice, classicista e docente. Ha studiato lettere classiche all'Università di Toronto e nel corso della sua carriera ha unito costantemente la scrittura creativa allo studio e alla traduzione dei testi antichi. Ha insegnato in numerose università nordamericane, tra cui Princeton e McGill, occupandosi in particolare di letteratura e cultura greca.
Proprio questa doppia identità, di studiosa e scrittrice, caratterizza buona parte della sua produzione. Nei suoi libri infatti possono convivere poesia, saggio, narrativa, critica letteraria, dialogo teatrale e traduzione, spesso senza che sia possibile stabilire con precisione dove finisca un genere e ne cominci un altro. Uno degli esempi più conosciuti è Autobiografia del rosso, pubblicato originariamente nel 1998, in cui Carson parte dai frammenti della Gerioneide del poeta greco Stesicoro e trasforma il mostro Gerione, sconfitto da Eracle nella mitologia, nel protagonista di un moderno romanzo di formazione e d'amore scritto in versi.
Un altro testo fondamentale è Eros il dolceamaro, nato dal suo lavoro accademico e dedicato alla concezione del desiderio nella letteratura greca, a partire da Saffo. In questo caso filologia, filosofia e riflessione letteraria diventano parte di una scrittura che supera i confini del tradizionale saggio universitario. Tra le altre opere tradotte in italiano troviamo Economia dell'imperduto, La bellezza del marito, Decreazione, Era una nuvola, Come l'acqua e, più recentemente, La Norma sbagliata.
Gli aspetti più riconoscibili del suo lavoro
Secondo l'Accademia Svedese, Anne Carson è stata premiata
«per la sua opera audace e inventiva che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea».
La frase riassume bene uno degli aspetti più riconoscibili del suo lavoro: il mondo classico non è soltanto un repertorio di miti da raccontare nuovamente, ma è materiale vivo da smontare e ricombinare. Personaggi, frammenti e testi della Grecia antica vengono trasportati nel presente e messi in relazione con forme, linguaggi e problemi contemporanei.
Lo stesso vale per il suo lavoro di traduttrice: le sue versioni di Saffo e dei tragediografi greci sono una parte centrale della sua ricerca sul linguaggio. In Autobiografia del rosso, per esempio, il Gerione della poesia arcaica diventa un adolescente innamorato di Eracle; in Norma Jeane Baker of Troy, pubblicato in Italia con il titolo Era una nuvola, Carson mette invece in relazione Elena di Troia e Marilyn Monroe, facendo incontrare tragedia greca e cultura contemporanea.
È anche per questo che definirla semplicemente “poetessa” rischia di essere riduttivo. La sua produzione mette continuamente in discussione la distinzione tra poesia e prosa, traduzione e riscrittura, saggio e opera creativa. Con la vittoria del 2026 Anne Carson diventa inoltre la diciannovesima donna a ricevere il Nobel per la Letteratura.
Tra i 122 vincitori fino al 2025 troviamo infatti 18 donne. La prima fu la scrittrice svedese Selma Lagerlöf, premiata nel 1909. Negli ultimi anni, però, la presenza femminile è diventata molto più frequente: dal 2013 hanno vinto Alice Munro, Svetlana Aleksievič, Olga Tokarczuk, Louise Glück, Annie Ernaux e Han Kang. Al momento della vittoria il più giovane Nobel per la Letteratura della storia rimane Rudyard Kipling, che aveva 41 anni quando ricevette il premio nel 1907. La più anziana è invece Doris Lessing, premiata nel 2007 a 87 anni.
L’Italia ne ha conquistati 6 dal 1901 a oggi
Il Nobel per la Letteratura viene assegnato dal 1901 e, fino al 2025, è stato conferito 118 volte a 122 persone. Il numero dei premi non coincide con quello dei vincitori perché in quattro occasioni il riconoscimento è stato assegnato contemporaneamente a due persone.
L'Italia ha conquistato finora sei Nobel per la Letteratura: il primo fu Giosuè Carducci, premiato nel 1906. Vent'anni dopo arrivò il Nobel a Grazia Deledda, nel 1926: ancora oggi è l'unica donna italiana ad aver ottenuto il riconoscimento. Seguirono Luigi Pirandello nel 1934, Salvatore Quasimodo nel 1959 ed Eugenio Montale nel 1975. L'ultimo italiano ad aver vinto il Nobel per la Letteratura è stato invece Dario Fo, nel 1997. Questo significa che nel 2026 sono trascorsi 29 anni dall'ultima vittoria italiana.
Negli anni più recenti il premio ha attraversato Paesi, lingue e forme letterarie molto differenti. Nel 2020 vinse la poetessa statunitense Louise Glück, seguita nel 2021 dallo scrittore tanzaniano naturalizzato britannico Abdulrazak Gurnah, la cui opera affronta in particolare colonialismo, migrazioni e identità. Nel 2022 il Nobel andò alla francese Annie Ernaux, conosciuta per una scrittura che intreccia memoria personale e storia collettiva. Nel 2023 fu invece premiato il norvegese Jon Fosse, autore di romanzi e opere teatrali caratterizzati da uno stile essenziale e sperimentale.
Nel 2024 arrivò la vittoria della sudcoreana Han Kang, prima autrice della Corea del Sud a ricevere il riconoscimento, premiata per una prosa poetica capace di confrontarsi con i traumi storici e con la fragilità della vita umana. Infine, nel 2025, il Nobel è stato assegnato allo scrittore ungherese László Krasznahorkai, premiato per un'opera definita dall'Accademia «visionaria», capace di riaffermare il potere dell'arte anche davanti a scenari apocalittici. Nel 2026 a questa lunga storia si aggiunge così Anne Carson.