
Dopo che il NOAA ha avvisato di un'espulsione di massa coronale (CME) prodotta dal Sole lo scorso 1° febbraio e associata a un brillamento di classe X8.1 (la classe più alta), hanno iniziato a diffondersi diversi titoli che riportano l'arrivo previsto per il 5 febbraio di «una tempesta solare i cui gli effetti sulla Terra potrebbero essere “potenti”».
Quella in arrivo, però, non è una tempesta solare (termine giornalistico usato erroneamente), ma una tempesta geomagnetica, ossia un disturbo del campo magnetico terrestre causato dall'attività del Sole. Secondo le previsioni, infatti, il 5 febbraio 2026 la Terra sarà raggiunta da una tempesta geomagnetica “minore”, di categoria G1 (la più bassa in una scala che va da G1 a G5). Insomma, nulla di catastrofico né pericoloso per il nostro Pianeta: basti pensare che l'ultima tempesta geomagnetica che ha colpito la Terra, avvenuta il 20 gennaio appena due settimane fa, ha raggiunto la categoria G4, ma non ha generato rischi per la popolazione.
L'allarmismo, quindi, è ingiustificato e non c’è nulla da temere: basta saper leggere i dati per averne conferma. Vediamo quindi come si interpretano le previsioni del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e se ci sono probabilità di vedere l'aurora boreale in Italia.
Tempesta geomagnetica G1 in arrivo: quali sono i rischi reali
Per capire quali sono, se esistono, i rischi in caso di tempesta geomagnetica di classe G1, la prima cosa da fare è quella di consultare la pagina ufficiale del NOAA, che riporta tutti i dati e le previsioni sulle condizioni meteorologiche spaziali.
A quel punto, consultando la scheda riportata anche qui sotto, possiamo capire meglio qual è la dinamica degli eventi: il 1° febbraio 2026 è stato registrato un brillamento solare di classe X8.1 – la classe di intensità più alta – partito dalla macchia solare AR4366. Il brillamento non è altro che un'improvvisa liberazione di energia (che prima era immagazzinata nel campo magnetico del Sole) sotto forma radiazione elettromagnetica energetica.
A questo punto, sulla pagina del NOAA possiamo consultare le previsioni che, al momento, indicano per il 5 febbraio una tempesta geomagnetica di classe G1.

Questo tipo di eventi potrebbe causare deboli fluttuazioni della rete elettrica, con un possibile impatto minore sulle operazioni satellitari. Insomma, l'arrivo della tempesta potrebbe avere possibili effetti minimi sulle reti elettriche e sulle telecomunicazioni.
Le sigle R1-R2, invece, indicano rispettivamente la possibilità di blackout minori (categoria R1) o moderati (R2) su scala locale, mentre R3-R5 la possibilità di blackout intensi (categorie R3, R4 o R5). Quindi, tecnicamente, non si può escludere del tutto il rischio di blackout, ma questa probabilità non giustifica i titoli allarmistici.
Va detto, comunque, che le previsioni in questo caso sono particolarmente difficili da fare e non è certo che si rivelino corrette: è quindi possibile che i parametri misurati dal NOAA cambino nel corso delle ore.
Le probabilità di vedere l'aurora boreale dall'Italia
Ma, quindi, sarà possibile vedere nuovamente l'aurora boreale dall'Italia? Lo diciamo subito: le probabilità sono quasi nulle.
Questo perché il disturbo del campo magnetico terrestre si misura con un parametro chiamato indice Kp, che va da 0 a 9: in base a questo valore, il NOAA stabilisce la categoria di intensità della tempesta geomagnetica, da G1 (minore) a G5 (estrema).
Le tempeste geomagnetiche degli scorsi anni hanno testimoniato che, alle nostre latitudini, è possibile osservare dei fenomeni aurorali (come aurore rosse o archi aurorali) con un indice Kp di 7. Le previsioni, però, indicano che nell'evento del 5 febbraio l'indice raggiungerà un valore massimo di Kp 5. L'aurora, quindi, dovrebbe essere visibile solo alle latitudini più alte.

Tuttavia, le previsioni potrebbero cambiare o rilevarsi incorrette, come dicevamo poco sopra: per formarsi, infatti, le aurore non hanno solo bisogno di un sufficiente disturbo geomagnetico, ma anche del giusto allineamento tra il flusso di particelle espulse dal Sole e il campo magnetico del nostro pianeta. Non ci resta altro che attendere e vedere se saremo fortunati!