
Perché le sirene dell'ambulanza hanno proprio quel suono, che sembra cambiare una volta che il mezzo di soccorso ci supera? E lo stesso ci si potrebbe chiedere anche per le camionette dei Vigili del Fuoco, per le auto della Polizia e per altri mezzi di soccorso. Tutti abbiamo sentito queste sirene almeno una volta nella vita, ma forse non tutti sanno che, a decidere le frequenze di ciascun suono, è proprio la Legge italiana attraverso due diversi decreti ministeriali.
Il principale DM in merito alle sirene per i mezzi di emergenza è quello del 17 ottobre 1980 (che altro non è che un aggiornamento del D.M. 3 luglio 1974). Qui viene scritto che tutti i mezzi adibiti a servizi antincendio e le autoambulanze devono essere dotate di sirene capaci di produrre suoni in due diverse tonalità: Sol (392 Hz) e il Mi (660 Hz), con una tolleranza sulla frequenza del 5%. La sequenza è costituita da un'alternanza tra questi due toni, la cui durata complessiva (quindi di tono basso + tono alto) deve essere di 3 secondi – quello che tutti abbiamo imparato a conoscere come "Nino Nino".
Attenzione: la scelta di utilizzare una sirena bitonale non è casuale. Così facendo è più semplice per gli automobilisti identificare la posizione e la direzione del mezzo di soccorso grazie all'effetto Doppler, che si verifica perché le onde sonore davanti all’oggetto si comprimono (e il suono avrà una frequenza più alta), mentre dietro all’oggetto le onde si distanziano (e sentiremo una frequenza più bassa). Proprio per questo, quando l'ambulanza sta arrivando verso di noi il suono ci sembrerà più acuto e quando si allontana il suono sembrerà più grave. Di seguito un breve video per avere un'idea più chiara del fenomeno:
Ma il decreto non finisce qui: al suo interno viene anche detto che l'intensità del suono lungo l'asse principale deve essere compresa tra i 115 e i 125 dB a 2 m di distanza, mentre quella che raggiunge un veicolo posto di fronte al mezzo a una distanza di 30 metri deve essere di almeno 90 dB. In sostanza, quindi, autoambulanze e vigili del fuoco hanno la stessa tipologia di segnale acustico di emergenza.
Il discorso cambia leggermente per quanto riguarda i veicoli in dotazione a forze dell'ordine, come ad esempio Polizia e Carabinieri. In questo caso il decreto di riferimento è il Decreto Ministeriale 20 marzo 1979 e la principale differenza rispetto a quanto visto finora è che sono state apportate variazioni alle frequenze:
- La frequenza bassa è pari a 466 Hz e corrisponde a un La diesis;
- La frequenza alta è pari a 622 Hz ed è un Re diesis.
Le altre caratteristiche sono pressoché identiche a quanto visto in precedenza, fatta eccezione per l‘alternanza tra i due suoni che, in questo caso, non presenta variazioni in termini di lunghezza tra frequenze alte e basse.