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13 Febbraio 2026
17:30

Perché ci baciamo sulla bocca: il significato secondo gli studi antropologici

In quanto esseri umani, ci baciamo per comunicare amore, passione e affetto. Ma il bacio non è un gesto universale: molte culture non lo praticano e preferiscono altri modi di esprimere intimità.

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Perché ci baciamo sulla bocca: il significato secondo gli studi antropologici
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Il bacio di Hayez, ma in un contesto più fiabesco (immagine generata con AI)

Il bacio è uno dei gesti più intimi e diffusi nell'immaginario collettivo, ma oltre i confini della cultura europea, non è affatto universale: non tutte le popolazioni del mondo lo praticano, e non sempre ha lo stesso significato. Nelle società occidentali, è simbolo di amore, passione e vicinanza. Potrebbe derivare da pratiche antiche di alimentazione: le madri preistoriche passavano il cibo masticato ai figli bocca a bocca, rafforzando il legame affettivo. Col tempo, in molte culture, il bacio si è evoluto in gesto di amore e desiderio, legato anche a reazioni neurochimiche di piacere e attaccamento. Oggi viene rappresentato nell'arte, celebrato nella letteratura e messo in scena nel cinema come l'apice del romanticismo.

Una questione culturale o no: perché ci baciamo e da quando?

Studi antropologici e ricerche etnografiche mostrano che circa la metà delle culture conosciute attualmente non pratica il bacio romantico. In alcune comunità indigene dell'Africa, dell'Amazzonia e della Papa Nuova Guinea, il bacio non fa parte dei rituali di corteggiamento né della vita di coppia. Per molte popolazioni, l'idea di unire le labbra è addirittura percepita come pratica strana o poco attraente. In queste società, l'intimità viene espressa in altri modi: attraverso il contatto fisico, lo scambio di sguardi, il prendersi cura dell'altro o il condividere il cibo. L'assenza del bacio non implica dunque un minor grado di affettività, ma un diverso modo di concepire e comunicare le emozioni.

Gli scienziati hanno discusso a lungo se il bacio abbia radici biologiche o sia un'invenzione culturale. Alcuni ipotizzano che derivi da antiche pratiche di alimentazione: le madri preistoriche avrebbero masticato il cibo e poi lo avrebbero passato bocca a bocca ai figli piccoli, un gesto che rafforzava il legame affettivo. Altri studiosi sottolineano invece come il bacio attivi meccanismi neurochimici che aumentano il desiderio e l'attaccamento: durante un bacio, infatti, il cervello rilascia ossitocina, dopamina e serotonina, ormoni legati al piacere e all'empatia.

Questi effetti fisiologici potrebbero spiegare perché il bacio si sia radicato in molte culture, ma non bastano a renderlo universale. La sua presenza o assenza dipende da fattori sociali, simbolici e culturali.

Il significato del bacio e degli altri gesti di affetto

Il bacio non è un comportamento universale: piuttosto, è una delle tante modalità attraverso cui le persone costruiscono legami, comunicano affetto e desidero. Alcuni lo vivono come un rituale imprescindibile dell'amore, altri lo sostituiscono con altri gesti d'affetto.

Gli antropologi hanno raccolto esempi che mostrano quanto vari e creativi possano essere i modi di esprimere affetto. Tra i Fore della Papa Nuova Guinea, i partner si strofinano le narici l'uno contro l'altra in un gesto che per loro ha la stessa intensità del bacio. Nella tradizione Inuit, invece, esiste il cosiddetto kunik: non un bacio con le labbra, ma uno sfregamento delicato del naso e della parte superiore del labbro su quella del partner, spesso accompagnato da un respiro caldo.

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Il "bacio" degli Inuit, naso contro naso.

In alcune popolazioni dell'India tribale, lo scambio d'amore passa attraverso l'odore: annusarsi il volto o i capelli è considerato più intimo che unire le labbra.

Eppure, è stato osservato che anche nel mondo animale ci sono comportamenti simili a quello del bacio: le scimmie bonobo si baciano sulla bocca come segno di riconciliazione e affetto, mostrano la loro somiglianza con l'essere umano.

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I baci tra le scimmie bonobo.

Neurochimica e antropologia dell'intimità in dialogo

Negli ultimi anni, le neuroscienze e l'antropologia biologica hanno combinato i loro studi e contribuito a generare dibattito, analizzando in particolar modo il ruolo degli ormoni coinvolti nel bacio.

Studi sperimentali hanno mostrato che durante il bacio aumentano i livelli di ossoticina, spesso definita come l'ormone dell'attaccamento, insieme a dopamina e serotonina, sostanze associate al piacere, fiducia e regolazione dell'umore.

L'antropologo Floyd e colleghi (2015), pur evidenziando che il bacio romantico non è universale, sottolineano come nelle società in cui è presente esso svolga una funzione di rafforzamento del legame di coppia. Allo stesso modo, la studiosa Helen Fisher, nel quadro della teoria dell'amore romantico come sistema neurobiologico, interpreta il bacio come uno dei comportamenti che attivano i circuiti dell'attaccamento e della selezione del partner.

Tuttavia, gli studiosi ricordano che questi meccanismi chimici non determinano automaticamente la pratica culturale: la biologia fornisce una base di risposta corporea, ma è la cultura a modellare quali gesti vengano codificati come intimi, appropriati o desiderabili.

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