Un graffio al dito sparisce in pochi giorni, un intervento al ginocchio lascia un segno per tutta la vita. La differenza sta in quanto in profondità arriva una ferita. La pelle è fatta di tre strati sovrapposti: in superficie c'è l'epidermide, un rivestimento di cellule che si rinnova di continuo; sotto c'è il derma, il "materasso" di collagene ed elastina che ospita vasi sanguigni, nervi, follicoli piliferi e ghiandole; ancora più in basso c'è l'ipoderma, lo strato di grasso. Una cicatrice è un tessuto di riparazione, frutto del naturale processo di riparazione del corpo, costruito sopratutto con il collagene (la principale proteina strutturale del nostro corpo), che serve a chiudere in fretta una ferita profonda per proteggerla dall'ingresso di batteri e dalle conseguiti potenziali infezioni.
Non si tratta però di una copia fedele dell'originale, è più una toppa come quella cucita su un paio di jeans, il buco si chiude ma con un tessuto diverso. Per questo, con il tempo, una cicatrice può schiarirsi fino a vedersi appena, ma può succedere che non scompaia del tutto.
La riparazione dopo una ferita si divide in diverse fasi, descritte nella scheda StatPearls dei National Institutes of Health:
- Formazione del coagulo: i vasi si restringono e arrivano le piastrine per bloccare il sanguinamento.
- Infiammazione: nei giorni seguenti, arrivano cellule come i neutrofili (globuli bianchi) che ripuliscono la ferita da detriti e batteri.
- Proliferazione: per alcune settimane, crescono nuovi vasi e si forma il tessuto di granulazione. I protagonisti di questa fase sono i fibroblasti, cellule che depositano collagene.
- Rimodellamento: il collagene viene riorganizzato e la cicatrice passa da rosa e in rilievo a più chiara e piatta.

Come è facile notare, la cicatrice ha un aspetto e una consistenza molto diversi dal resto del corpo. Nella pelle sana, infatti, le fibre di collagene sono intrecciate a formare una rete tridimensionale.
Quando ci feriamo però, il corpo ha fretta di riparare il danno e posiziona il nuovo collagene in parallelo rendendo il tessuto più compatto e meno elastico. Inoltre, in questa nuova pelle mancano i follicoli piliferi, le ghiandole che producono sudore e sebo; spesso mancano anche le terminazioni nervose. Ecco perché la cicatrice appare più liscia, lucida e in genere meno sensibile al tatto.
A proposito di sensazioni: capita spessissimo che una cicatrice pruda. Perché succede? Il prurito è un normale segnale di guarigione che si può manifestare nel primi mesi da una ferita e che è causato da fattori come la secchezza cutanea (mancando le ghiandole, il tessuto non si idrata a sufficienza), la ricrescita dei nervi e il rilascio di sostanze chimiche da parte dell'organismo nella fase di rimodellamento che stimolano direttamente il fastidioso senso di prurito.
Di solito, col passare del tempo, la situazione si stabilizza. A volte, però, il processo di guarigione si inceppa. Può succedere che i fibroblasti producano più collagene del necessario generando una cicatrice ipertrofica, più rossa e in rilievo ma che resta entro i bordi della ferita.
Un caso a parto sono i cheloidi: la cicatrice si espande oltre i bordi, invadendo la pelle sana, e possono essere dolorose e causare prurito. I cheloidi possono spuntare anche a distanza di mesi o anni dalla lesione in particolare su orecchie, petto, spalle e schiena, non regrediscono da soli e, come spiegato in uno studio pubblicato su Frontiers in Cell and Developmental Biology, hanno una forte base genetica (sono più frequenti, ad esempio, nelle carnagioni scure).
Esistono anche le cicatrici atrofiche che si riconoscono facilmente perché creano dei piccoli incavi nella pelle, simili a minuscole fosse o "buchini". Sono il classico lascito dell'acne o della varicella e si concentrano soprattutto sul viso. Con il passare degli anni, queste cicatrici tendono a diventare più marcate per via dell'invecchiando: la pelle perde fisiologicamente collagene ed elasticità, cedendo leggermente e rendendo i solchetti ancora più evidenti.

Oggi abbiamo a disposizione diverse armi per attenuare le cicatrici problematiche: gel o cerotti al silicone, infiltrazioni di cortisone, trattamenti laser e indumenti compressivi. Sono tutte strategie eccellenti per ridurne lo spessore e schiarirne il colore ma, come ricordano gli esperti della Cleveland Clinic, nessuna terapia attuale funziona come una gomma da cancellare.
;Resize,width=578;)