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8 Ottobre 2026
18:30

Perché l’Italia ha avuto così tante leggi elettorali dal 1948: dal proporzionale allo Stabilicum

Dal 1993 a oggi l'Italia ha approvato cinque leggi elettorali diverse, cercando un equilibrio tra sistema proporzionale e maggioritario. Dal Mattarellum del 1993 allo Stabilicum appena approvato, ogni riforma ha tentato di conciliare rappresentatività e governabilità.

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Perché l’Italia ha avuto così tante leggi elettorali dal 1948: dal proporzionale allo Stabilicum
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Perché l'Italia ha cambiato così tante leggi elettorali.

Ma perché il nostro Paese ha avuto così tante leggi elettorali? Per avere un'idea, dal 1993 a oggi in Italia sono state approvate ben 5 leggi elettorali (di cui 1 mai applicata): nello stesso periodo temporale, ci sono state 8 elezioni politiche per eleggere i membri del Parlamento.

La risposta a questa domanda ha a che vedere con diversi motivi, ma uno dei più importanti riguarda l'equilibrio tra sistema proporzionale e sistema maggioritario: tra il 1948 e il 1993, infatti, il nostro Paese ha avuto un sistema elettorale principalmente di tipo proporzionale (seggi suddivisi tra i partiti in proporzione ai voti ricevuti), un elemento che, però, finiva per dare vita a governi di coalizione deboli e frammentati. Ecco perché, dal '93 in poi, le riforme elettorali hanno cercato di trovare un giusto compromesso tra i due sistemi.

Tra queste, anche la nuova legge elettorale, lo Stabilicum, approvata in via definitiva oggi 8 ottobre 2026: viene confermato il sistema proporzionale, ma inserito un premio di maggioranza per la coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti (sia alla Camera che al Senato), pari a 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 aggiuntivi al Senato.

Come mai in Italia sono cambiate così tante leggi elettorali

Nel corso della sua storia repubblicana l'Italia ha riformato più e più volte il suo sistema elettorale: per avere un'idea, dal 2005 a oggi il Parlamento ha approvato 4 diverse leggi elettorali, Stabilicum incluso, un numero piuttosto elevato paragonato ad altri Paesi europei, dove le leggi elettorali rimangono invariate per decenni.

Ma perché così tante? I motivi sono diversi e dipendono anche dai grandi cambiamenti che il nostro Paese ha affrontato nel corso degli anni. Tuttavia, uno dei temi più discussi rimane sempre uno: decidere tra un sistema elettorale proporzionale (dove i seggi sono calcolati in modo proporzionale ai voti ricevuti) o un sistema maggioritario (dove il candidato che ottiene più voti si  aggiudica l'unico seggio in palio, mentre gli altri restano esclusi).

Il punto è che il sistema proporzionale tendenzialmente garantisce la massima rappresentatività, ma rischia di creare un Parlamento piuttosto frammentato, soprattutto nel caso in cui esistano numerosi partiti (come nel caso italiano). Il sistema maggioritario, invece, garantisce maggiore governabilità e maggioranze più stabili, sacrificando però parte della rappresentatività.

Non a caso, tutte le più grandi riforme del sistema elettorale dal 1946 a oggi hanno sempre cercato di introdurre un nuovo equilibrio tra il meccanismo proporzionale e quello maggioritario, con modalità diverse per trasformare i voti degli elettori in numero di seggi nel Parlamento. Per ultimo lo Stabilicum, che ha introdotto un “premio di governabilità”, che scatta qualora una coalizione ottenga almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato, ottenendo 70 deputati e 35 senatori in più, oltre ai seggi già ottenuti in base al sistema proporzionale (con un tetto massimo di 220 deputati su 400 e 113 senatori su 200).

Le principali riforme del sistema elettorale italiano dal 1948 a oggi

Più nello specifico, dal 1948 (anno delle prime elezioni politiche) e fino ai primi anni '90, le elezioni si svolsero sulla base di un sistema proporzionale. Nel corso di oltre 40 anni vennero comunque introdotte una serie di modifiche, di cui la più famosa è sicuramente quella del 1953, definita “Legge Truffa” (Legge 148/1953), che istituiva un premio di maggioranza pari al 65% dei seggi per il partito o la coalizione che avesse ottenuto almeno la metà dei voti validi (50%+1). Nelle elezioni del '53, tuttavia, nessun partito o coalizione raggiunse la maggioranza assoluta e, viste le enormi critiche, la “Legge Truffa” fu abrogata l'anno successivo.

Nel 1993, nel pieno degli scandali politici legati a Tangentopoli, venne presentata una nuova legge elettorale, il Mattarellum, che introdusse per la prima volta un sistema elettorale misto tra maggioritario e proporzionale, con il 75% dei seggi di Camera e Senato assegnati secondo un meccanismo maggioritario a turno unico e il restante 25% attribuiti tramite sistema proporzionale, con un calcolo piuttosto complesso.

Il Mattarellum fu però abolito nel 2005 e sostituito con il Porcellum, che riportò la legge elettorale a un sistema proporzionale, introducendo però un premio di maggioranza per la coalizione o il singolo partito più votato. L'obiettivo di questo premio era quello di ovviare, almeno in parte, ad alcune criticità del sistema proporzionale che, come abbiamo accennato, rischia di formare maggioranze deboli e poco stabili.

Alla fine del 2013, però, la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale il Porcellum a causa delle liste bloccate e dell'assenza di una soglia minima di voti per ottenere il premio di maggioranza: il governo Renzi elaborò quindi una nuova legge elettorale, l’Italicum (approvata nel 2015 e relativa solo all'elezione dei membri della Camera dei Deputati) che manteneva il sistema proporzionale e il premio di maggioranza, questa volta concesso solo alla lista in grado di ottenere almeno il 40% dei voti.

Dopo un ulteriore parere negativo della Corte Costituzionale nel 2017 (che smantellò parte della legge elettorale Italicum dichiarando incostituzionale il turno di ballottaggio e la possibilità per i capolista di scegliere arbitrariamente il collegio in caso di candidature multiple,) fu redatta una nuova legge elettorale, il Rosatellum (quella in vigore finora), considerata un giusto compromesso tra le diverse posizioni. Più nello specifico, la legge Rosato prevede che poco più di un terzo del Parlamento sia eletto con sistema maggioritario e i restanti due terzi circa con sistema proporzionale, con una soglia di sbarramento per i partiti del 3%.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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