
Il testo della nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum, approda in aula alla Camera dei Deputati per l'approvazione finale: dalla nascita della Repubblica nel 1946, l'Italia ha modificato più volte il proprio sistema elettorale, introducendo riforme strutturali attraverso nuove leggi elettorali come il Mattarellum, il Porcellum o il Rosatellum (quella attualmente in vigore, che potrebbe essere sostituita dallo Stabilicum). Ma perché questi nomi finiscono sempre in -um?
L'uso del “latinorum” ebbe origine da Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti italiani di Scienza della Politica, che nel 1993 coniò l'appellativo “Mattarellum” per definire in modo ironico la nuova legge elettorale elaborata dall'attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (allora deputato della Democrazia Cristiana). Da lì in poi, la stampa ha portato avanti questa tradizione finendo per creare una consuetudine che rimane salda ancora oggi.
Il politologo, in realtà, era scettico nei confronti della nuova legge e decise quindi di ribattezzarla in modo sarcastico, rimandando al cognome del suo relatore attraverso l'uso del latino. L'idea si rivelò azzeccata, anche perché fino a quel momento la legge Mattarella era stata definita da alcuni “Il Minotauro” (per via della sua doppia natura, visto che combinava elementi del sistema maggioritario e altri del proporzionale).
La tradizione iniziò così a radicarsi, fino a diventare una consuetudine e non per caso: esattamente come per gli uragani o per le tempeste di maggiore intensità, usare dei nomi orecchiabili e semplici aiuta a farli ricordare più facilmente.
Tra l'altro, il nome con cui viene ribattezzata ogni legge elettorale non sempre dipende dal suo autore: se nel caso del Mattarellum e del Rosatellum la radice dell'appellativo deriva da chi l'ha scritta (rispettivamente Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica, ed Ettore Rosato), il Porcellum ha una storia peculiare. La legge elettorale approvata nel 2005 fu così ribattezzata dopo che uno dei suoi autori, Roberto Calderoli (oggi ministro per gli Affari Regionali, tra coloro che hanno contribuito ai lavori di stesura dello Stabilicum), disse pubblicamente «questa legge è una porcata».
L'Italicum, invece, non deriva dal cognome del suo autore, né finisce per -ellum, ma è l'unica corretta dal punto di vista linguistico, dato che in latino italicum è l'accusativo di italicus, ossia italico. In questo caso, il nome scelto per la legge fu deciso direttamente dal suo principale promotore, Matteo Renzi, allora Presidente del Consiglio dei Ministri.