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18 Luglio 2026
16:30

Perché Playstation dice stop ai dischi fisici dal 2028: i download sono l’85% delle vendite

Dal gennaio 2028, Sony distribuirà i giochi PlayStation solo in formato digitale, dando l'addio ai dischi fisici dopo oltre 30 anni. Una svolta guidata dal mercato, che però divide i fan del marchio.

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Perché Playstation dice stop ai dischi fisici dal 2028: i download sono l’85% delle vendite
playstation disco

Per oltre trent'anni il disco fisico è stato uno dei simboli dell'esperienza PlayStation. Dal gennaio 2028, però, questa storia è destinata a cambiare, e questa volta per sempre. Sony ha annunciato a inizio mese che tutti i nuovi videogiochi destinati alle sue console saranno distribuiti esclusivamente in formato digitale – che rappresenta attualmente l'85% delle vendite. Sarà possibile acquistarli tramite il PlayStation Store, cioè il negozio online ufficiale della piattaforma, oppure nei negozi tradizionali sotto forma di confezioni contenenti un semplice codice da riscattare per scaricare il gioco. I titoli pubblicati prima del 2028 continueranno invece a essere disponibili anche su disco.

Il disco fisico e il successo del fenomeno PlayStation

La scelta ha un forte valore simbolico perché proprio il supporto fisico contribuì a rendere PlayStation un fenomeno mondiale. Quando la prima console Sony arrivò sul mercato, nell’ormai lontano 1994, il suo successo fu legato anche all'impiego del CD-ROM, un supporto ottico sviluppato negli anni ’80 da Sony insieme a Philips. Un supporto ottico è un disco sul quale i dati vengono letti tramite un raggio laser, a differenza delle vecchie cartucce che immagazzinavano le informazioni attraverso chip elettronici.

L'adozione del CD-ROM mise a disposizione degli sviluppatori molto più spazio per i dati, permettendo di realizzare videogiochi con storie più articolate, una grafica più ricca e complessa e, ultimo ma non ultimo, colonne sonore di qualità superiore. Da quella combinazione nacquero opere che ancora oggi vengono considerate pietre miliari del settore videoludico e contribuirono a trasformare PlayStation in un marchio capace di segnare l'infanzia e l'adolescenza di milioni di persone.

I motivi della scomparsa dei dichi fisici di Sony dopo 30 anni

A distanza di oltre tre decenni, la stessa azienda che aveva contribuito a rendere il disco un elemento centrale dell'intrattenimento domestico ritiene che quel formato non rappresenti più il futuro. Secondo Sony Interactive Entertainment, la decisione riflette l'evoluzione delle abitudini dei consumatori, che ormai preferiscono in larga maggioranza acquistare e utilizzare i videogiochi in formato digitale. Per questo motivo l'azienda definisce il cambiamento «una direzione naturale per adattarsi alle tendenze dei consumatori, dato che la preferenza generale per i media digitali supera significativamente quella per i dischi fisici», che permetterà di concentrare maggiormente le proprie risorse sull'innovazione e su nuove modalità di accesso ai giochi.

I numeri diffusi dalla stessa Sony aiutano a capire perché l'azienda abbia imboccato questa strada. Nei risultati finanziari relativi al quarto trimestre dell'anno fiscale 2025, consultabili in questo documento, i download digitali rappresentano l'85% delle vendite dei videogiochi completi per PlayStation 4 e PlayStation 5, mentre le copie fisiche si fermano al 15%. Anche osservando il peso delle varie attività della divisione videogiochi emerge un quadro simile: nel 2024 le vendite dei giochi su disco hanno rappresentato appena il 3% del fatturato complessivo del settore gaming di Sony, mentre i giochi digitali hanno inciso per circa il 20%; il resto deriva da hardware, servizi online e contenuti aggiuntivi acquistabili separatamente.

Il settore dei videogiochi è profondamente cambiato

La trasformazione ha avuto conseguenze anche al di fuori delle console. I negozi specializzati, che per anni hanno costruito gran parte del proprio business sulla vendita dei dischi, stanno progressivamente riducendo la loro presenza. L'esempio più evidente è quello di GameStop, che negli ultimi due anni fiscali ha chiuso oltre 1.300 dei suoi punti vendita. È il riflesso di un mercato in cui sempre più persone preferiscono acquistare direttamente online senza passare dagli scaffali dei negozi.

Eppure, paradossalmente, la reazione di molti appassionati dimostra che il disco fisico continua ad avere un valore che va oltre la semplice funzione di contenere un videogioco. La conferma è arrivata pochi giorni prima dell'annuncio di Sony, quando Rockstar Games ha comunicato che l'edizione fisica di GTA VI, se “copia fisica” si può definire, conterrà soltanto un codice per il download invece del tradizionale disco. La notizia ha suscitato numerose proteste tra i fan, evidenziando quanto una parte della community di videogiocatori continui ad attribuire importanza al possesso materiale del gioco.

Le ragioni di questo malcontento sono diverse. Per molti collezionisti il disco rappresenta un oggetto da conservare, esporre e tramandare, mentre una licenza digitale, cioè il diritto di utilizzare un contenuto acquistato online, non offre la stessa percezione di proprietà. C'è poi un aspetto pratico: senza un disco autentico diventa più difficile rivendere il videogioco sul mercato dell'usato, una possibilità che per anni ha permesso ai giocatori di recuperare parte della spesa sostenuta acquistando nuovi titoli.

Da tutta questa vicenda emerge chiaro e forte un paradosso: Sony dice addio al formato che contribuì a costruire il successo della prima PlayStation perché il mercato si è ormai spostato sul digitale, ma proprio questa trasformazione spinge molti giocatori a rivalutare il disco come simbolo di proprietà, conservazione e libertà di utilizzo. E voi da che parte state?

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