
Si chiama Contender ed è il più grande squalo bianco maschio (Carcharodon carcharias) mai marcato nell'Atlantico nord-occidentale dall'organizzazione no-profit OCEARCH. Con i suoi 4,2 metri di lunghezza e 750 kg di peso, questo imponente predatore di oltre 30 anni è stato dotato di un tracciatore satellitare sulla pinna dorsale nel gennaio 2025. Da allora, gli scienziati stanno monitorando la sua migrazione dalle coste tra Florida e Georgia fino alla Carolina del Nord, ipotizzando una sua imminente risalita verso i mari più freddi del nord. Il tracciamento avviene solo quando la pinna emerge dall'acqua: il 17 luglio il sistema ha registrato un ultimo segnale debole ("Z-ping"), che conferma come il gigante sia vivo e in movimento, pur non rivelandone la posizione esatta. Raccogliere questi dati è fondamentale per mappare gli spostamenti dei grandi predatori apicali e per studiarne la biologia, proteggere la specie e mantenere l'equilibrio dell'intera catena alimentare marina.
Per chi fosse curioso di seguire Contender in tempo reale, i suoi spostamenti sono consultabili pubblicamente sul tracker di OCEARCH.
Chi è Contender: le dimensioni da record
Contender è stato marcato il 17 gennaio 2025 al largo del confine tra Florida e Georgia, circa 45 miglia (72 km) dalla costa. Al momento del tagging pesava circa 1.653 libbre (750 kg) ed era lungo 13 piedi e 9 pollici, poco più di 4,2 metri. È un maschio adulto, stimato attorno ai 30-32 anni.

Il dato che lo rende davvero notevole è questo: è il maschio più grande e pesante mai catturato, marcato e rilasciato da OCEARCH nell'Atlantico nord-occidentale. Va precisato che le femmine di squalo bianco sono generalmente più grandi dei maschi (possono superare i 5-6 metri), quindi Contender non è "lo squalo più grande in assoluto" mai documentato, ma il primato è comunque significativo per la sua categoria.
Il suo nome è un omaggio a Contender Boats, storico partner di OCEARCH che fornisce le imbarcazioni usate nelle missioni di ricerca.
Dove si trova: il viaggio del più grande squalo bianco maschio dell’Atlantico
Dopo il tagging, Contender ha passato i primi mesi tra Florida e Georgia, per poi risalire progressivamente lungo la costa: Carolina del Sud, poi Carolina del Nord, con diversi ping registrati al largo di Cape Hatteras e degli Outer Banks tra maggio e giugno 2025. Quella zona, secondo OCEARCH, è una sorta di "area di sosta" ricorrente per gli squali bianchi in migrazione: acque ricche di prede dove l'animale può rifornirsi di energie prima del tratto più lungo verso nord.
Da lì il pattern tipico prevede la risalita verso le acque di Cape Cod (Massachusetts) o del Canada atlantico, dove gli squali bianchi trascorrono l'estate e l'inizio dell'autunno a caccia, attratti dalle foche e dai grandi banchi di pesce. Questo comportamento è noto in zoologia come filopatria, la spinta degli animali a tornare nello stesso luogo per nutrirsi o riprodursi.
L'ultima posizione confermata con precisione di Contender risale a fine aprile 2026, al largo degli Outer Banks. Da allora il tracker ha prodotto solo qualche segnale debole, l'ultimo il 17 luglio, che gli esperti non sono riusciti a tradurre in coordinate precise. Quindi l'idea che sia diretto verso Cape Cod resta, al momento, un'ipotesi basata sul comportamento migratorio tipico della specie, non un dato di posizione confermato. In totale, in questi 545 giorni di spostamenti, l'esemplare ha percorso 11.439,22 km.

Come funziona il sistema di tracciamento satellitare: la pinna deve riemergere dall’acqua
Il "trucco" tecnologico dietro tutto questo si chiama tag SPOT (Smart Position or Temperature), un dispositivo fissato alla pinna dorsale dello squalo che dura circa cinque anni. Il meccanismo è più semplice di quanto sembri, ma ha un limite fisico non aggirabile: il tag può comunicare con i satelliti solo quando la pinna emerge dall'acqua.
Quando l'emersione dura abbastanza a lungo da permettere lo scambio di almeno tre messaggi satellitari, il sistema calcola una posizione precisa. Quando invece il tag riceve solo un singolo messaggio prima che l'animale torni giù, il segnale viene classificato come "Z-ping": conferma che lo squalo è vivo e si sta muovendo, ma non basta per stabilire dove si trovi. È esattamente quello che è successo con Contender nelle ultime settimane: sappiamo che c'è, sappiamo che si muove, ma non sappiamo ancora dove sia diretto con certezza.
Dietro la curiosità mediatica per "lo squalo gigante" c'è un lavoro scientifico molto concreto. OCEARCH è un'organizzazione no-profit che marca squali bianchi (e altri grandi predatori marini) proprio per raccogliere dati che altrimenti sarebbero quasi impossibili da ottenere: rotte migratorie, aree di alimentazione, e in alcuni casi campioni biologici (nel caso di Contender, anche materiale urogenitale, utile per capire il suo stato riproduttivo). Perché è importante? Perché lo squalo bianco è un predatore apicale: la sua presenza e il suo comportamento influenzano l'intera catena alimentare marina. Sapere dove si riproduce, dove si alimenta e come si muove stagionalmente è essenziale per proteggere la specie e per gestire correttamente la convivenza tra squali e attività umane lungo coste molto frequentate come quelle del Massachusetts.