
La Quaresima, secondo la tradizione cristiana, è un periodo di penitenza e di preparazione spirituale della durata di 40 giorni, che viene realizzato prima della Pasqua. Secondo il rito romano, la Quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri, che quest'anno cade il 18 febbraio 2026, e prosegue per sei settimane fino al Giovedì Santo (ossia l'ultimo giovedì prima di Pasqua). Da un punto di vista etimologico, il termine “Quaresima” deriva dal latino ecclesiastico quadragäsëma che significa propriamente «quarantesimo giorno», prima della Pasqua appunto.
Ma perché proprio 40? Questo numero ha a che fare con diversi episodi biblici, dai 40 giorni di digiuno di Gesù nel deserto fino a quelli trascorsi da Mosé sul Monte Sinai.
La cosa sorprendente è che nel caso del rito romano – quello diffuso in quasi tutta Italia, ad eccezione della Lombardia dove si applica il rito ambrosiano – la Quaresima non dura 40 giorni precisi: vediamo il perché.
Quali sono le regole della Quaresima: digiuno e durata
La tradizione cristiana concepisce la Quaresima come un tempo di penitenza e di rinnovamento spirituale: ecco perché durante questo periodo i fedeli cercano, per quanto possibile, di digiunare e di astenersi dal consumo di carne (soprattutto durante i Venerdì di Quaresima).
La durata di 40 giorni, però, non è casuale: se inizialmente la preparazione alla Pasqua si limitava a pochi giorni prima, già dal IV secolo la durata di questo periodo si è gradualmente ampliata, fino ad arrivare al numero 40, che nella Bibbia riappare in più occasioni. Secondo le teorie più accreditate, infatti, questa durata rimanda innanzitutto ai 40 giorni di digiuno trascorsi da Gesù nel deserto, ma anche al tempo trascorso da Mosé sul monte Sinai, fino ai 40 giorni durante i quali il gigante Golia rimase imbattuto, finché Davide non avanzò contro di lui, uccidendolo.
Insomma, questo numero simbolico è stato scelto per rafforzare l'idea della Quaresima periodo di sacrificio e penitenza.
Quando inizia la Quaresima? Dipende dal rito romano o quello ambrosiano
La cosa sorprendente è che, nel caso del rito romano, la Quaresima non dura effettivamente 40 giorni: questo periodo di penitenza inizia, infatti, il Mercoledì delle Ceneri (18 febbraio 2026) e finisce il Giovedì Santo (2 aprile 2026). Facendo dei brevi calcoli, però, l'intervallo tra le due date è di 44 giorni. Questo avviene perché nel rito romano le Domeniche non sono considerate come giorni penitenziali e vanno quindi escluse da questo calcolo.
Eliminando però le 6 Domeniche tra il 18 febbraio e il 2 aprile, il conteggio dei giorni di Quaresima scende a 38. Ecco perché, generalmente, per arrivare alla quota simbolica di 40 giorni di digiuno, si aggiungono il Venerdì Santo e il Sabato Santo, che tecnicamente fanno già parte del Triduo Pasquale (il periodo tra il Giovedì Santo e la Pasqua).
Nel caso del rito ambrosiano, invece, le Domeniche di Quaresima sono considerate a tutti gli effetti dei giorni di penitenza: per questo tipo di rito – diffuso principalmente in Lombardia – la Quaresima inizia la prima domenica successiva al Mercoledì delle Ceneri (ossia il 22 febbraio 2026) e finisce sempre il Giovedì Santo. Nel rito ambrosiano, quindi, il periodo di penitenza dura effettivamente 40 giorni.