20 Dicembre 2023
7:00

Solstizio d’inverno 2023: quando cade e cosa succede nel giorno più corto dell’anno

Il 22 dicembre sarà il giorno più corto del 2023. Più precisamente, alle 4:27 del mattino di venerdì (ore italiane) celebreremo il solstizio d'inverno, un evento astronomico che dura un istante e segna l'inizio dell'inverno astronomico.

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Solstizio d’inverno 2023: quando cade e cosa succede nel giorno più corto dell’anno
solstizio inverno 2022

Quest'anno l'inverno inizia venerdì 22 dicembre alle ore 4:27 del mattino italiane, data e orario in cui si avviene il solstizio d'inverno. Questo evento astronomico e momento simbolico per molte culture, non cade sempre lo stesso giorno ma si verifica solitamente tra il 20 e il 23 dicembre e segna l'inizio della stagione invernale nell'emisfero nord. Il giorno del solstizio d'inverno è quello con il dì più corto dell'anno e la notte più lunga dell'anno. Vediamo cosa succede alla relazione tra Terra e Sole per capire come mai questa ricorrenza cade sempre in questi giorni dell'anno.

Cos'è e cosa accade durante il solstizio d'inverno

Il solstizio d'inverno segna l'inizio ufficiale dell'inverno astronomico. Come per gli equinozi (di primavera e d'autunno), ogni anno avvengono due solstizi: una volta all'anno a giugno (che nell'emisfero boreale è il solstizio d'estate) e uno a dicembre (il solstizio d'inverno nell'emisfero boreale). Ma cosa succede in questo giorno da un punto di vista scientifico? La Terra, oltre a ruotare quotidianamente attorno al proprio asse (la linea immaginaria che collega il Polo Nord al Polo Sud) ruota anche attorno al Sole. Il fatto che l'asse terrestre sia inclinato di 23°27′ rispetto al piano dell'orbita terrestre è la causa dell'alternanza delle stagioni.

Quello che accade durante il solstizio di dicembre è che i raggi solari raggiungono la minima inclinazione rispetto all'orizzonte nell'emisfero boreale e la massima inclinazione nell'emisfero australe. In particolare, nel solstizio di dicembre il Sole raggiunge lo zenit lungo il Tropico del Capricorno nell'emisfero sud (la luce cadono perpendicolarmente al suolo e gli oggetti non mandano oltre), mentre sopra il Circolo Polare Artico il Sole non riesce a salire sopra l'orizzonte.

solstizio d'inverno
Credits: NASA.

Se l'asse terrestre fosse perpendicolare al piano dell'orbita terrestre il Sole si troverebbe allo zenit ovunque e in ogni giorno dell'anno, pertanto non ci sarebbero né solstizi né equinozi né stagioni, e il cosiddetto circolo di illuminazione (cioè la parte di Terra illuminata dal Sole) si estenderebbe sempre dal Polo Nord al Polo Sud.

Se scattassimo una fotografia del Sole ogni giorno alla stessa ora per un anno e nella stessa località, noteremmo che il moto apparente del Sole si alza e si abbassa durante i mesi, scandendo dei percorsi stagionali, percorrendo una sorta di “8” inclinato che prende il nome di analemma. Il solstizio d'inverno rappresenta l'estremo inferiore lungo l'asse dell'analemma. Il solstizio d'estate rappresenta l'estremo opposto e gli equinozi stanno all'incirca nel punto di “strozzamento” dell'analemma.

analemma sole
Analemma: schema a forma di 8 che descrive la posizione del Sole nei diversi giorni dell’anno. Credits: jailbird, Wikipedia.

I solstizi non durano un giorno intero: quando cade nel 2023

Anche se spesso il solstizio è considerato come un giorno intero, in realtà dura solo un momento: nel 2023 il solstizio d'inverno cadrà il 22 dicembre alle 4:27 del mattino (ora italiana). La data del solstizio d’inverno in realtà non è sempre la stessa, ma può cadere in una finestra di tempo che va dal 20 al 23 dicembre a causa di una corrispondenza imperfetta tra l'anno solare e l'anno civile.

L'anno solare (cioè il il tempo che il Sole impiega per compiere il suo spostamento ciclico apparente nel cielo durante l'orbita terrestre) dura qualche ora in più rispetto all'anno civile di 365 giorni su cui si basa il nostro calendario: ecco perché il solstizio d'inverno e quello d'estate “slittano” di circa 5 ore e 48 minuti di anno in anno. Questo ritardo si accumula, ma poi viene in parte annullato dagli anni bisestili, che introducono un giorno in più ogni 4 anni.

Perché è il giorno più corto e la notte più lunga dell'anno

Lo chiamano il giorno più corto dell’anno (o meglio, il dì più corto) per una ragione: il solstizio d’inverno è la giornata con il minor numero di ore di luce dell’emisfero boreale. Questa definizione deriva dal fatto che il Sole percorre il percorso più breve attraverso il cielo: avremo quindi meno luce diurna e la notte più lunga. Da questo momento in poi le ore di luce tenderanno a crescere fino al solstizio d'estate, momento in cui queste cominceranno a ridursi nuovamente.

Contrariamente a quanto si sente ogni tanto, il giorno più corto (o la notte più lunga) non è quindi quello di Santa Lucia, il 13 dicembre, ma è sempre – per definizione – il giorno del solstizio d'inverno.

Significato e origini

Questo fatto era noto già nell'antichità con il termine latino solstitium che significa approssimativamente “fermarsi del Sole”. Come risulta chiaro osservando l'analemma, dei solstizi infatti il Sole varia di poco la sua posizione nel cielo, tanto da sembrare fermo.

In base al momento dell'anno in cui ci troviamo, questo percorso varia per noi osservatori: in estate il Sole a mezzogiorno sarà più alto nel cielo, in inverno più basso, raggiungendo il picco massimo durante il solstizio d'estate e quello minimo durante il solstizio d'inverno. Non solo: se osserviamo la nostra ombra a mezzogiorno, nel giorno del solstizio d'inverno raggiungerà la sua lunghezza massima, mentre nel solstizio d'estate la sua lunghezza minima.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator
Laureato in Astrofisica all’Università di Trieste e ha conseguito un Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA di Trieste. È stato coordinatore della rivista di astronomia «Le Stelle», fondata da Margherita Hack. Insieme a Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio gestisce il progetto di divulgazione astronomica «Chi ha paura del buio?». Vive e lavora a Milano.
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