
Nella notte compresa tra il 23 ed il 24 febbraio 2022, le Forze Armate della Federazione Russa hanno iniziato quella che in Russia è ancora oggi definita “Operazione Militare Speciale” ma che per il resto del mondo è la “Guerra Russo-Ucraina”. Pensata originariamente come una “guerra lampo” avente come obiettivo il sovvertimento dell'ordine costituzionale a Kiev, il conflitto è ben presto degenerato in un estenuante braccio di ferro militare e geopolitico tra la Russia e l'intero Occidente allargato, che ha sostenuto l'Ucraina dal punto di vista politico, economico-finanziario (in questi quattro anni l'Europa ha versato all'Ucraina più di 194 miliardi di euro), militare e umanitario evitandone sino ad oggi la sconfitta ma condannando allo stesso tempo il resto del mondo ad un prolungato periodo di incertezza e tensione.
2022: l'anno dell'invasione russa e della resistenza ucraina
La Guerra Russo-Ucraina è formalmente incominciata nella notte compresa tra il 23 ed il 24 febbraio 2022, al culmine di un periodo di tensioni iniziato già nel 2014 con gli eventi di Euromaidan e la successiva annessione della Crimea e lo scoppio della Guerra in Donbass, con l'invasione in grande stile della Repubblica d'Ucraina da parte delle Forze Armate della Federazione Russa e di quelle delle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk con la connivenza di fatto della Repubblica di Bielorussia che — pur non partecipando direttamente alle operazioni militari — ha però messo a disposizione di Mosca il proprio territorio e spazio aereo.

L'azione militare russa, nonostante la violenza e velocità con la quale si è sviluppata, ha però fallito nell'obiettivo di rovesciare il governo del presidente Volodymyr Zelensky e ha anzi dato l'avvio ad una snervante guerra di logoramento, localizzata per lo più nelle aree meridionali e sudorientali del paese laddove i russi continuavano a mantenere l'iniziativa tattica pur avanzando a passo di lumaca. Il successo della resistenza ucraina in questa prima fase della guerra permetteva da un lato al presidente Zelensky di galvanizzare il fronte interno e dall'altro di accreditarsi come uomo forte e leader indiscusso della causa ucraina nonché candidato ideale a beneficiare di un generoso programma di aiuti militari, economico-finanziari e umanitari a 360 gradi.
2023-2025: gli anni delle battaglie senza fine
Nel periodo compreso tra il 2023 ed il 2025, fatto salvo per alcuni eventi eclatanti come la controffensiva ucraina sul fronte meridionale dell'estate 2023 e l'offensiva ucraina in territorio russo (per la precisione nell'area di Kursk) della tarda estate del 2024, i combattimenti hanno per la maggior parte acquisito i connotati della guerra di trincea, o comunque caratterizzata da operazioni assai dispendiose in termini di perdite di uomini e mezzi e trascinate nel tempo, con i contendenti impegnati in estenuanti battaglie della durata di molti mesi per espugnare quelle che, prima della guerra, erano piccole cittadine di scarso peso strategico.

Questo periodo ha visto inoltre crescere esponenzialmente l'utilizzo da parte di entrambi i contendenti di droni di tutti i tipi e le dimensioni e di sistemi di guerra elettronica per saturare le comunicazioni sul campo di battaglia e rendere impossibili le manovre tattiche. A partire dall'inverno 2022-2023 la Russia ha inoltre inaugurato una metodica campagna aeroballistica volta alla distruzione della griglia energetica ucraina. Tale sforzo non si è mai veramente concluso, e continua tutt'oggi, e ha seriamente menomato le capacità ucraine di produrre e distribuire energia. Dall'altra parte le sanzioni occidentali volte a colpire l'economia russa hanno ottenuto risultati alterni, facendo pagare un costo altissimo al paese ma fallendo completamente nell'obiettivo di far collassare la Russia o anche solo fermare la sua macchina bellica.
Cosa aspettarsi in futuro: le previsioni
A quattro anni dall'inizio della guerra è giunto il tempo di fare alcuni bilanci.
Lungi dall'essere accomunata alle brevi e limitate guerre convenzionali che avevano caratterizzato il panorama del mondo militare nel trentennio seguito alla fine della Guerra Fredda, la Guerra Russo-Ucraina si è configurata come un conflitto assai lungo ed estremamente dispendioso in termini di costi umani, materiali, economico-finanziari e politico-ideologico-morali. La Russia ha platealmente violato l'ordine e il diritto internazionale ma lo ha fatto per tutelare quelli che reputava essere i suoi irrinunciabili interessi nazionali.

Dall'altra parte l'Occidente allargato ha gettato tutto il suo peso strategico alle spalle dell'Ucraina ma ad oggi ha fallito nell'obiettivo di rovesciare le sorti della guerra e far desistere la Russia dal perseverare nella sua strategia con il risultato che se all'inizio del conflitto alcuni nomi importanti della Geopolitica internazionale come il defunto Henry Kissinger mettevano in guardia su “cosa sarebbe potuto accadere alla Russia in caso di sconfitta”, la nuova realtà che si sta presentando di fronte ai nostri occhi (complici anche i cambiamenti politici che stanno avvenendo negli USA) deve anzi farci riflettere sulla possibilità che la “sconfitta dell'Occidente” (per usare un'espressione del demografo e sociologo Emmanuel Todd) porti, al contrario, a una completa dislocazione delle nostre società occidentali.