Crimini di guerra

La recente strage di Bucha e i tanti drammatici esiti dell'invasione russa dell'Ucraina stanno facendo sempre più parlare di possibili incriminazioni ai danni della Russia e, in particolare, di Putin, per crimini di guerra. Iryna Venediktova, procuratrice generale ucraina, ha avviato indagini, con l'ausilio dell'Unione Europea, su oltre 5000 casi di potenziali crimini di guerra compiuti dalle truppe di Mosca e ha affermato che successivamente saranno valutati anche possibili crimini contro l'umanità e l'ipotesi di genocidio.

Il tema è sicuramente ad alto carico di emotività e oggi sta generando un ampio dibattito internazionale. In questo articolo non ci addentriamo all'interno di questa controversia: vi esponiamo in modo semplice e sintetico che cosa sono i crimini di guerra, quali categorie di azioni militari possono essere considerate tali, che differenza c'è tra crimini di guerra e contro l'umanità, chi sono i soggetti internazionali predisposti a giudicare simili crimini e cosa succede se si viene condannati.

Distruzione crimini di guerra

Cosa sono e quali sono i crimini di guerra

Parlando in modo ampio e abbastanza generico,  possiamo dire che i crimini di guerra sono tutte quelle azioni compiute durante un conflitto che violano gravemente le principali normative (principalmente dei trattati) in materia di diritto internazionale bellico e umanitario.

La tipologia di queste azioni è molto varia. Ecco qualche esempio tratto dal diritto internazionale: torture e trattamenti inumani, detenzioni e trasferimenti illegittimi di prigionieri, arruolamento di ragazzi sotto i 15 anni, stupri, saccheggi, attacchi deliberati contro i civili e il personale umanitario, uccisione di ostaggi, utilizzo di armi vietate come quelle chimiche o batteriologiche, offensive contro edifici protetti (ospedali, musei, monumenti) e tanti altri ancora.

D'altra parte, definire in modo universale e condiviso che cosa siano i crimini di guerra è una questione complicata. Non esiste infatti un unico testo di riferimento accettato in tutto il mondo sull'argomento. Due primi casi celebri e abbastanza recenti di definizione dei crimini di guerra avvennero dopo la Seconda Guerra Mondiale e sono rappresentati dal Codice di Norimberga e soprattutto dalle Convenzioni di Ginevra che, a partire dal 1949 (e successivamente nel 1977 e nel 2005), hanno dato vita a un corpo giuridico internazionale riguardante il diritto bellico e umanitario.

Cosa sono i crimini di guerra

D'altro canto, le Convenzioni di Ginevra non sono state sottoscritte e ratificate da tutti i Paesi del mondo e lo stesso vale per altri trattati internazionali che nel corso del tempo sono stati dedicati all'argomento. Inoltre ogni Stato spesso possiede delle proprie leggi in materia e può capitare che a volte queste vadano in conflitto con gli stessi trattati internazionali. Insomma, è molto difficile applicare in modo chiaro e sistematico le varie normative.

Crimini contro l'umanità e genocidio

In questo periodo si sente parlare molto anche di crimini contro l'umanità e di genocidio. Si tratta sempre, in senso generale, di crimini di guerra e quindi spesso è difficile fare delle distinzioni tra una categoria e l’altra. Di solito ci si basa sulla gravità delle azioni compiute.

Crimini contro l'umanità

I crimini contro l'umanità spesso coincidono con persecuzioni di tipo politico, etnico e religioso portate avanti contro interi popoli oppure contro minoranze e gruppi minori all'interno di un particolare contesto geografico. Il genocidio, cioè lo sterminio di un particolare gruppo umano attuato semplicemente a motivo di una o più caratteristiche proprie di questo gruppo (pensiamo a quello operato dalla Germania nazista contro gli ebrei), è certamente un crimine contro l'umanità; viene spesso considerato come una tipologia a sé in quanto molto più grave di tutti gli altri crimini.

Quali sono le istituzioni che giudicano i crimini di guerra

Sintetizzando, la principale istituzione internazionale predisposta a giudicare persone accusate di aver compiuto dei crimini di guerra (o peggio) è la Corte Penale Internazionale (ICC, International Criminal Court). Si tratta di un organismo di giustizia che ha sede a L'Aia, nei Paesi Bassi, è nato il 17 luglio 1998 dopo la firma del cosiddetto Statuto di Roma ed è divenuto operativo il 1 luglio 2002, dopo la ratifica dello Statuto da parte di almeno 60 Stati del mondo.

Corte penale internazionale

Ecco, a dirla tutta, la Corte Penale Internazionale ha un grande limite: per quanto, dal 2002 ad oggi, il numero di Paesi aderenti sia aumentato rispetto ai soli 60 iniziali, ci sono molti Stati che non ne riconoscono l'autorità e non le permettono di avere giurisdizione sui propri cittadini. Tra questi Paesi troviamo giganti come Stati Uniti, Cina, India e Russia e altre potenze regionali come Israele. La stessa Ucraina, in realtà, ha firmato, ma non ratificato lo Statuto.

Un altro metodo (ce ne sono pochi altri) per provare a giudicare persone accusate di crimini di guerra è far intervenire direttamente l'ONU. Se nessun Paese che fa parte del Consiglio di Sicurezza dell'organizzazione pone il veto a procedere, si può infatti decidere di istituire dei tribunali ad hoc per l'occasione. Non si tratta di un'opzione solo teorica: la procedura si è già attivata, ad esempio, in occasione delle guerre scoppiate nei Balcani a partire dagli inizi degli anni '90 oppure per indagare le responsabilità dietro al genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994.

Memoriale genocidio Ruanda
in foto: Memoriale del genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994

Quali pene si assegnano per i crimini di guerra

Se una persona viene accusata di aver compiuto uno o più crimini di guerra e giudicata colpevole, le sanzioni e le pene adottate sono variabili e dipendono dalla gravità dei fatti commessi. Generalmente la Corte Penale Internazionale assegna un periodo di reclusione più o meno lungo, fino ad arrivare all'ergastolo. A questa misura si possono aggiungere sanzioni in denaro e anche la confisca di tutti gli eventuali beni e profitti che siano connessi ai crimini per i quali si è stati incriminati.

Prigione ed ergastolo
Articolo a cura di
Alessandro Beloli