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14 Marzo 2026
6:00

Si spengono i riscaldamenti da domani, il calendario con zone e regioni dal 15 marzo al 15 aprile

Nel 2026 i termosifoni si spegneranno in Italia tra il 15 marzo e il 15 aprile a seconda delle zone climatiche, mentre nelle zone alpine e montane più fredde non è previsto alcun limite di utilizzo del riscaldamento.

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Si spengono i riscaldamenti da domani, il calendario con zone e regioni dal 15 marzo al 15 aprile
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Le date di spegnimento dei riscaldamenti cambieranno a seconda delle zone climatiche.

Con l’arrivo della bella stagione arriva il momento dello spegnimento dei riscaldamenti domestici centralizzati. Il calendario delle date in cui i termosifoni si spegneranno varia da zona a zona a seconda delle zone climatiche. Come ogni anno, anche nel 2026 si parte dal Sud Italia il 15 marzo a Lampedusa, Porto Empedocle e in alcune zone della Sicilia meridionale fino al 15 aprile nelle zone padane passando per il 31 marzo di Napoli, il 7 aprile di Roma e il 15 aprile di Milano. Nessuna scadenza, invece, nei territori alpini e i comuni più freddi, come Trento, Cuneo e Belluno.

Cosa sono le zone climatiche per lo spegnimento dei riscaldamenti e dove si trovano

Lo spegnimento dei termosifoni è regolato dallo stesso provvedimento che disciplina anche l’accensione. Le date e i limiti di funzionamento degli impianti termici sono infatti stabiliti dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 16 aprile 2013, che aggiorna e integra quanto già previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 412 del 26 agosto 1993. In pratica, ogni Comune viene collocato in una delle sei zone climatiche, dalla A alla F, sulla base dei cosiddetti “gradi giorno”, un indicatore che somma sull'intero anno, per ogni giorno, la differenza (positiva) tra la temperatura interna di un edificio e la temperatura media giornaliera esterna.

Zona climatica Gradi giorno
A < 600
B 600-900
C 901-1400
D 1401-2100
E 2101-3000
F > 3000

Dal punto di vista geografico, le zone A e B comprendono alcune buona parte delle zone costiere nelle isole maggiori e nelle regioni meridionali (ma anche toscane e liguri) caratterizzate da un clima più caldo. Le zone C e D interessano buona parte dell'entroterra del Centro-Sud (escluse le zone appenniniche) fino alla Liguria di Levante. La zona E copre gran parte delle zone appenniniche e del Nord Italia. La zona F riguarda soprattutto le aree montane e alpine.

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La mappa delle zone climatiche in Italia: in blu e azzurro quelle più fredde (zone E–F) in arancione e rosso quelle più fredde (zone A–B). Credit: via Wikicommons

Quando si spengono i riscaldamenti nel 2026: il calendario

Maggiore è il valore dei gradi giorno, più lungo sarà il periodo in cui è consentito tenere accesi i riscaldamenti. Questo criterio è stato introdotto per trovare un equilibrio tra il contenimento dei consumi energetici nelle abitazioni e il mantenimento di condizioni di comfort all’interno delle case. Ecco il calendario completo suddiviso per zone climatiche

Zona climatica Periodo di spegnimento
A 15 marzo – 1° dicembre
B 31 marzo – 1° dicembre
C 31 marzo – 15 novembre
D 15 aprile – 1° novembre
E 15 aprile – 15 ottobre
F Nessun limite per lo spegnimento

Entrando nel dettaglio, le date di spegnimento dei riscaldamenti nel 2026 dipendono dalla suddivisione del Paese in sei zone climatiche.

La zona A, dove l’uso degli impianti è più limitato a causa delle temperature più elevate, prevede lo stop il 15 marzo e comprende località come Lampedusa, Porto Empedocle e alcune aree della Sicilia meridionale.

La zona B fissa invece la scadenza al 31 marzo e include città dal clima generalmente più mite, tra cui Palermo, Reggio Calabria, Crotone e Agrigento.

Nella zona C, con lo stesso termine del 31 marzo, rientrano centri come Napoli, Bari, Cagliari, Lecce e Salerno.

Salendo verso il Centro e il Nord si trova la zona D, dove i termosifoni possono restare accesi fino al 15 aprile: è il caso di città come Firenze, Genova, Ancona, Viterbo e Pescara. A Roma, tuttavia, è prevista un’eccezione con lo spegnimento fissato al 7 aprile.

La zona E, che comprende gran parte del Centro-Nord e città come Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Bergamo, Bolzano, Parma, Venezia, Perugia e L’Aquila, prevede lo stop il 15 aprile.

Infine c’è la zona F, che riguarda i territori alpini e montani più freddi, come Trento, Cuneo e Belluno, dove non è stabilito alcun limite di spegnimento.

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