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14 Aprile 2024
17:00

Cos’è successo a Notre-Dame il 15 aprile 2019: la ricostruzione dell’incendio alla cattedrale

Prima il cortocircuito, poi le fiamme dell'incendio avvolsero la cattedrale di Parigi facendo crollare parte del tetto: questo accadeva a Notre-Dame il 15 aprile 2019. A sette anni dall'incendio ripercorriamo cosa successe quel giorno e la probabile dinamica dell'incidente dal punto di vista tecnico.

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Cos’è successo a Notre-Dame il 15 aprile 2019: la ricostruzione dell’incendio alla cattedrale
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Tutti noi ricordiamo il tragico incendio che il 15 aprile 2019 divampò all'interno della cattedrale di Notre-Dame a causa – probabilmente – di un cortocircuito. Questa fu realizzata tra il Dodicesimo e il Quattordicesimo secolo sull'Ile de la Cité di Parigi e, fino a quel momento, non era mai stata interessata da incendi. Purtroppo l'edificio fu gravemente danneggiato: i due terzi del tetto e la guglia in legno (flèche) presero fuoco rapidamente, coinvolgendo circa 400 pompieri per oltre 15 ore per riuscire a sedare le fiamme. Dopo 5 anni di lavori di ricostruzione, la cattedrale di Notre-Dame è stata riaperta l'8 dicembre 2024, giorno dell'Immacolata Concezione, con una cerimonia che ha visto la presenza del Presidente francese Emmanuel Macron, con al fianco la moglie Brigitte Macron, insieme a oltre 40 Capi di Stato e di Governo del mondo.

Ma cosa causò l'incendio? Prima di andare a indagare le cause del disastro, ripercorriamo brevemente cosa accadde quella sera.

Cosa accadde alla cattedrale di Notre-Dame il 15 aprile 2019

Come vedremo a breve, il disastro fu causato (in parte) dalla presenza di un cantiere sulla cattedrale: si trattava di un imponente progetto decennale di ristrutturazione dal costo di 150 milioni di euro iniziato l'anno precedente. Al momento dell'incendio, quindi, erano presenti impalcature sia all'esterno che all'interno del luogo sacro.

La sera del disastro, alle 18:20 (ora locale) all'interno della Cattedrale era in corso una funzione religiosa e, nonostante il suono dell'allarme, il parroco proseguì. Alle 18:43 però i fedeli vennero evacuati dopo il suono di un secondo allarme e alle 19:10 si iniziò a formare una colonna di fumo. Nella mezz'ora seguente le fiamme iniziarono ad avvolgere il tetto e la guglia della cattedrale: proprio quest'ultima collasserà alle 19:50 circa.

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Guglia in fiamme. Credit: Remi Mathis

Nelle ore seguenti i pompieri lottarono sia per cercare di spegnere l'incendio, sia per portare in salvo quante più opere e oggetti di valore possibile dalla cattedrale. Alla fine le fiamme furono domate attorno alle 3:40 del mattino seguente, dopo il crollo di circa due terzi del tetto.

incendio notte notre dame
Credit: Baidax, CC BY–SA 4.0, via Wikimedia Commons

Quali furono le cause dell'incendio di Notre-Dame

In un primo momento le indagini puntarono il dito contro gli operai che, stando alle ricostruzioni, avrebbero fumato sulle impalcature, gettando mozziconi di sigaretta. In realtà, però, pare che l'incendio si sia sviluppato all'interno della cattedrale e non dalle impalcature esterne, dunque questa ipotesi è stata presto accantonata.

Ad oggi si ritiene che la causa principale sia legata ad alcune impalcature installate nel sottotetto: queste avrebbero inavvertitamente danneggiato il sistema che si occupava del movimento delle campane, causandone il cortocircuito e il conseguente incendio.

campane notre dame
Credit: Marcok / it.wiki, CC BY–SA 4.0, via Wikimedia Commons

Allo stesso tempo però non è giusto demonizzare solo l'azienda incaricata di svolgere il restauro: se la cattedrale ha preso fuoco così tragicamente è perché la struttura non era dotata di un idoneo sistema antincendio. Trattandosi di una cattedrale dall'immenso valore storico, infatti, l'installazione di un sistema di sprinkler non solo avrebbe alterato parte dell'originale struttura in legno e delle opere presenti, ma sarebbe anche stata un'importante spesa.

Al momento dell'incendio quindi erano solo presenti dei rilevatori che, suonando, avrebbero attivato l'intervento dei pompieri, senza alcun sistema di spegnimento attivo delle fiamme. In più, come segnalato da alcuni dipendenti, questi sistemi vennero anche ricalibrati per suonare il meno possibile, dal momento che i falsi allarmi erano all'ordine del giorno: per questo motivo il loro squillo non venne preso sul serio fino a quando non furono visibili le fiamme e il fumo.

Com'è oggi Notre-Dame dopo la ricostruzione

La ricostruzione fu uno dei principali argomenti di dibattito già dai giorni successivi all'incendio, vista l'enorme importanza religiosa, artistica e turistica del luogo.
Come confermato anche dal portale ufficiale, il progetto di restauro durò più di 5 anni, coinvolgendo circa 1000 operai che lavorarono sia in loco che nei laboratori artigianali del Paese. Il grande Organo è tornato al suo posto, così come le vetrate e le ringhiere in ferro. Volte e contrafforti sono stati riparati, così come l'intelaiatura in legno della navata e la guglia, identica a quella storica esistente prima dell'incendio e tornata ai suoi 96 metri di altezza.

Dal punto di vista della protezione dal fuoco, oltre ad aver previsto un più efficiente sistema di protezione incendio, oggi la struttura è anche monitorata internamente tramite un sistema di termocamere.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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