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20 Febbraio 2026
11:05

Stop al grattacielo a forma di cubo alto 400 metri in Arabia Saudita: perché il Mukaab è stato sospeso

A Riyad, in Arabia Saudita, sono stati fermati i lavori per l'utopistico grattacielo a forma di cubo: il progetto per costruire il Mukaab è stato sospeso a causa di mancanza di fondi.

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Stop al grattacielo a forma di cubo alto 400 metri in Arabia Saudita: perché il Mukaab è stato sospeso
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L'Arabia Saudita ha sospeso i lavori di costruzione del Mukaab, l'enorme grattacielo a forma di cubo che sarebbe dovuto sorgere nella capitale Riyad. Il progetto, parte integrante del più ampio Vision 2030, dovrà essere annullato (o quantomeno ridimensionato) a causa di un cambio di rotta a livello economico: il fondo sovrano del regno da 925 miliardi di dollari sta ridimensionando le proprie ambizioni per contenere i costi. Il Mukaab, ideato dallo studio AtkinsRéalis, avrebbe dovuto sorgere nel nuovo quartiere Murabba, nel centro di Riyad.

Notizie come questa, comunque, non sono nuove, dato che molti progetti ingegneristici sono già stati ridimensionati dai sauditi negli ultimi: una cosa simile è infatti accaduta con The Line, l'utopistico progetto di città orizzontale morto sul nascere a causa dei pesanti tagli al budget. Ma da dove arriva la necessità di fare economia nel Paese?

Le caratteristiche del Mukaab: superficie di 25 milioni di m2

Il grattacielo misurerà – o meglio, avrebbe misurato – 400 metri di altezza, larghezza e lunghezza, per una superficie complessiva di 25 milioni di m2. Ma non solo: al suo interno sarebbero state realizzate 104 mila unità abitative e alberghi per un totale di 9000 camere. A tutto questo si aggiungono anche giardini, un teatro, un museo, decine di luoghi di intrattenimento e quasi un milione di m2 di superficie dedicata ad attività commerciali. Insomma, sarebbe diventata a tutti gli effetti una città racchiusa all'interno di un gigantesco cubo.

La scelta dietro ai tagli sul budget e alla sospensione del progetto

La scelta di ridurre le spese è strettamente legata alla variazione nel prezzo dei barili di petrolio. Negli ultimi mesi infatti, soprattutto a causa delle nuove politiche di Washington, il valore è sceso in maniera importante, passando da circa 80 dollari al barile a circa 60. Per un Paese che ha fondato la propria economica sull'esportazione di greggio questo calo è tutt'altro che trascurabile.

La scelta del Governo, di conseguenza, è stata quella di dirottare i fondi da questi maxi-progetti ad altri più prioritari, come ad esempio le infrastrutture necessarie per accogliere l'Expo nel 2030 e la Coppa del Mondo FIFA nel 2034. In più alcuni di questi maxi-progetti utopistici (soprattutto The Line) stavano già andando incontro a pesanti ritardi e ciò, come è facile intuire, aveva già fatto lievitare il budget, fornendo un'ulteriore motivazione a favore della sospensione.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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