Lo spagnolo Diego Poncelet è diventato l'uomo più veloce mai salito in piedi su uno skateboard, toccando i 151,83 km/h lungo la Route des Éboulements, in Québec. Il nuovo record mondiale di velocità nella categoria standing, stabilito il 22 settembre 2026, cancella i 146,73 km/h che il britannico Peter Connolly aveva fatto segnare nel 2017 sulla stessa collina. A quella velocità si percorrono 42 metri ogni secondo, senza motore e soprattutto senza freni, con la sola spinta della gravità e un avversario che diventa più forte a ogni metro guadagnato, cioè l'aria. Un'impresa sportiva da Guinness World Record.
Diego Poncelet in piedi sullo skateboard: un record battuto due volte in cinque giorni
L'atleta aveva già superato il precedente record durante le prove, con 146,88 km/h, pochi centesimi sopra il primato di Connolly. Poncelet puntava però alla soglia psicologica dei 150 km/h, e ha ritentato il primato cinque giorni dopo, sfruttando condizioni climatiche più favorevoli: durante la discesa del record il vento alle spalle soffiava tra i 10 e i 14 km/h, una situazione ideale per riscrivere un nuovo limite.
La strada non è stata scelta a caso: la Route des Éboulements scende verso il fiume San Lorenzo per circa 2,2 km e comprende un lungo rettilineo di 600 metri con una pendenza che arriva al 18%, cioè 18 metri di quota persi ogni 100 percorsi. È un luogo molto conosciuto tra gli specialisti della velocità su skate, tanto che sulla stessa discesa già nel 2012 il canadese Mischo Erban aveva portato il record a 129,94 km/h.
In discesa non si accelera all'infinito
La sensazione la si può provare anche semplicemente scendendo in bicicletta lungo una discesa: nei primi attimi la velocità sale in fretta, poi l'aumento della velocità rallenta fino a fermarsi, anche se la strada continua a scendere. Questo accade perché la spinta della gravità resta sempre la stessa, mentre la resistenza dell'aria cresce con il quadrato della velocità, per cui a 150 km/h l'aria frena quattro volte più che a 75 km/h. Quando le due forze si equivalgono, la velocità smette di aumentare.
In questo caso specifico circa metà dell'energia regalata dalla discesa viene consumata dall'aria e, in misura minore, dall'attrito delle ruote. Per questo il lavoro di Poncelet si è concentrato sulla forma del corpo più che sulla forza delle gambe. L'atleta spagnolo ha svolto diverse sessioni in una galleria del vento per trovare la postura più compatta e capire per quanto tempo riusciva a mantenerla, e in palestra ha lavorato sulla mobilità di collo e busto per riuscire ad assumere una posizione sulla tavola con testa bassa e schiena piatta. Il prezzo da pagare è in termini di visibilità, perché in quella posizione vedeva solo pochi metri di asfalto.
Quanto conti la superficie esposta lo dimostra lo slittino da strada, il cosiddetto "street luge", in cui si scende sdraiati sulla schiena. Sulla stessa collina l'americano Mike McIntyre ha raggiunto 164 km/h nel 2016, e il Guinness tiene separati i due primati proprio perché da sdraiati si offre all'aria molto meno attrito.
Il pericolo delle oscillazioni ad alta velocità: lo studio di fisica
Chi va in skateboard conosce anche lo "speed wobble", un'oscillazione della tavola che parte quasi impercettibile e si allarga fino a far cadere chi sta sopra. Uno studio dell'Università di Bristol e del Politecnico di Budapest ha mostrato che il problema nasce in buona parte dal tempo di reazione: ogni correzione arriva con un piccolo ritardo e, oltre una certa velocità, quel ritardo basta a trasformare gli aggiustamenti in una spinta che amplifica l'oscillazione invece di smorzarla. Se si considera che a 151 km/h un decimo di secondo equivale a più di 4 metri di strada, si comprende perché Poncelet ha controllato velocità e stabilità solo con movimenti minimi, abbassandosi per accelerare e alzandosi per rallentare, riuscendo a compiere la discesa perfetta.
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